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Pubblicato il 20 Ottobre 2017 | Ultima modifica il 5 Dicembre 2019

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Rimedi: come curare il raffreddore nei neonati

L’Ambulatorio di Otorinolaringoiatria pediatrica dell’Ospedale infantile IRCCS di Trieste conferma quanto il contagio da agenti infettivi del tipo Rhinovirus ed Echovirus sia molto diffuso in questa stagione e quanto i rimedi per il raffreddore nelle sue forme sintomatiche, ovvero infezione della mucosa nasale con rinorrea, siano allineati a quanto suggerito dal nostro articolo.

Anche il decalogo proposto dalla Società Italiana di Pediatria va nella medesima direzione.

SILavaggi NasaliCon soluzione fisiologica favoriscono l’eliminazione del muco.
AerosolIl vapore aiuta a sciogliere le secrezioni. Seguire le indicazioni del pediatra e non utilizzare aerosol senza prescrizione.
AntipireticoIn caso di febbre l’utilizzo di antipiretico (paracetamolo o ibuprofene) può alleviare il malessere.
IdratazioneBere liquidi, possibilmente tiepidi, rende fluido il muco e libera il naso, ripristina eventuali perdite di acqua.
Riposo a casaNon necessariamente a letto. Evitare per qualche giorno di andare a scuola contribuisce a non diffondere il contagio e a ridurre l’esposizione ai germi.
NOZincoL’assunzione di zinco nella prevenzione e gestione del raffreddore non ha consenso unanime nella comunità scientifica.
Vitamina CL’assunzione regolare nei mesi precedenti può ridurre l’incidenza di raffreddore e alleviare i sintomi. Il beneficio non è invece dimostrato in fase acuta.
Spray e gocce nasaliA base di farmaci ad azione vasocostrittrice sono sconsigliati nei più piccoli per rischio di effetti secondari.
Sciroppi mucoliticiNei piccoli sono sconsigliati per il rischio di effetti collaterali. Mai somministrarli sotto i due anni di età.
Brodo di polloNon vi sono prove scientifiche che possa migliorare le condizioni di salute del bambino.

Con l’arrivo dell’autunno, arriva anche il raffreddore ed è tipico dei bambini esserne soggetti.

Purtroppo più i nostri figli sono piccoli, più, quando sono raffreddati, diventano irritabili, perché, ovviamente, a causa del naso chiuso hanno difficoltà a dormire e a bere il latte.

Il naso chiuso, infatti, è il principale sintomo del raffreddore, provocato dall’infiammazione della mucosa con conseguente accumulo di muco nelle cavità nasali. A questo si accompagnano tosse starnuti, con i quali l’organismo cerca di espellere le secrezioni, ma che sono anche il più facile veicolo di trasmissione del virus che si trasmette o direttamente tramite le goccioline di saliva, o indirettamente toccando oggetti venuti in contatto con una persona infetta e poi portandosi le mani alla bocca, cosa che i bimbi piccoli fanno abitualmente.

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Che cos’è il raffreddore? Ecco i sintomi

Con ottobre, dunque, gli studi pediatrici si affollano di bimbi affetti da raffreddore, ma cosa intendiamo quando si parla di raffreddore? Non è altro che la più comune tra le infezioni alle alte vie respiratorie causata da vari virus, appartenenti nella maggior parte dei casi alla famiglia dei rinovirus.

I sintomi, come anticipato, sono naso chiuso, starnuti, tosse, a cui si aggiungono, in alcuni casi, mal di gola e talvolta febbre. Più il bambino è piccolo, più difficilmente si libererà il naso dal muco accumulato, facendo perdurare l’infezione per più giorni e talvolta acuendo la sintomatologia.

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I rimedi per il raffreddore nei neonati

Non ci sono farmaci che curano il raffreddore, come dice Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di farmacoepidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche” Mario Negri di Milano. I pediatri consigliano quindi:

  • di monitorare che la febbre non si alzi sopra i 38 prima di somministrare qualsiasi antipiretico
  • di tenere pulito il naso specialmente prima della poppata e della nanna, utilizzando le soluzioni fisiologiche in commercio, che si possono acquistare già in pratiche confezioni spray o flaconcini monodose di facile somministrazione. Queste soluzioni sono a base di acque termali, acqua di Sirmione o acqua di mare sterilizzata. In farmacia sono disponibili anche aspiratori nasali con cui la mamma aspira facilmente dalle narici del bimbo il muco. Un’altra opzione è l’aerosol a base di soluzioni fisiologica così che con il calore il muco si sciolga
  • di umidificare gli ambienti: il riscaldamento, specialmente negli ambienti chiusi, asciuga le mucose e favorisce la formazione di croste, che chiudono il naso. È bene allora regolare il riscaldamento e adoperare umidificatori per ambienti, almeno nella stanza dove dorme il bambino.
  • di fare dormire il neonato leggermente rialzato: basta sollevarlo un poco, rispetto ad una posizione orizzontale, per evitare che il muco si accumuli e facilitare la respirazione

Quando portare il bambino dal pediatra

Il raffreddore nei neonati assolutamente non deve allarmare. Solo nei casi il bimbo abbia meno di tre mesi, o sia inappetente, o abbia febbre alta e persistente o accusi mal d’orecchio, è meglio fare un salto dal pediatra. In tutti gli altri casi, la mamma si deve armare di pazienza: dopo una settimana, massimo dieci giorni il raffreddore per fortuna passa!

Fonti:
– https://www.sip.it/2018/12/04/10-cose-raffreddore-bambino/ 

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