Benessere occhi

Cosa sono gli antistaminici per l’allergia e quando vanno presi

antistaminico per allergia

Gli antistaminici sono una categoria di medicinali utilizzata per trattare i sintomi delle reazioni allergiche di qualunque natura.

Dall’anno della loro scoperta (1944), gli antistaminici si sono moltiplicati, arrivando a comprendere diversi principi attivi, ognuno con differenti ambiti di azione, efficacia e rapidità. Queste sostanze sono delle vere e proprie ancore di salvezza per coloro che soffrono di allergie stagionali e non solo.

Quale ruolo hanno gli antistaminici?

Dal punto di vista farmacologico gli antistaminici bloccano l’azione dell’istamina, il “messaggero chimico”, rilasciato dall’organismo e in grado di segnalare al corpo che c’è un pericolo in corso: da qui lo scatenarsi della reazione allergica.

L’istamina è un’ammina biologicamente attiva prodotta da cellule specializzate: i mastociti. L’istamina è ubiquitaria ed è presente ad alti livelli nella cute, negli organi linfatici, nel midollo osseo, nella sottomucosa gastrica e respiratoria.

La liberazione d’istamina da parte dei mastociti avviene su base immunologica a seguito del contatto dei mastociti con gli allergeni (sostanze che stimolano una risposta allergica).

A livello cardiocircolatorio l’istamina ha un potente effetto vasodilatatore, con aumento della frequenza cardiaca e della permeabilità capillare, che genera edema, arrossamento, dilatazione dei vasi cutanei, e cefalea. Viceversa, a livello della muscolatura liscia non vascolare, l’istamina ha effetto vasocostrittore sui bronchi e sulla mucosa intestinale.

La maggior parte degli antistaminici possono essere acquistati liberamente presso le farmacie, ma alcuni sono disponibili solo su prescrizione medica. In generale, gli antistaminici possono essere utilizzati sotto forma di compresse, capsule, soluzioni, spray nasali, creme e colliri.

Colliri antistaminici: cosa sono

I colliri antistaminici, in particolare, sono indicati nel trattamento di stati allergici ed infiammatori della congiuntiva, accompagnati da fotofobia (sensibilità alla luce), lacrimazione, sensazione di corpi estranei, arrossamento, gonfiore, bruciore, prurito dell’occhio. Tutti questi sintomi possono essere molto fastidiosi e rappresentano il motivo più frequente di visite dagli allergologi, dagli oftalmologi e perfino di richieste di pronto soccorso nei casi più invalidanti.

Un collirio antistaminico, così come qualsiasi altro tipo di collirio, deve possedere attributi ben precisi per poter essere utilizzato in tutta sicurezza a livello oculare. Fra le caratteristiche più importanti ricordiamo:

  • La sterilità. L’occhio è una regione particolarmente delicata e dotata di un minor numero di difese rispetto ad altre aree corporee.
  • Un pH fisiologico. Al fine di evitare effetti secondari come bruciore e fastidio, il collirio antistaminico, quando possibile, dovrebbe possedere un pH analogo a quello del fluido lacrimale (indicativamente, intorno a 7,4).
  • L’isotonia. Tanto importante quanto il pH al fine di evitare l’insorgenza di effetti secondari è l’isotonia, del collirio antistaminico, cioè la tonicità uguale a quella di una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% (ossia, uguale alla cosiddetta soluzione fisiologica).

antistaminico per allergia

Colliri antistaminici: a cosa servono

I colliri antistaminici possono indubbiamente migliorare il quadro clinico del paziente. In particolare per chi soffre di congiuntivite allergica stagionale, specie durante il periodo primaverile, l’uso di questi colliri è utile per attuare un’azione preventiva dei sintomi causati ad esempio dalla rinite allergica, pollinosi o febbre da fieno. Avendo un’incidenza stagionale, infatti, la congiuntivite allergica da pollini e graminacee si ripresenta puntualmente in primavera; per questa ragione, si consiglia di intraprendere una terapia profilattica già durante le prime settimane di marzo attraverso l’applicazione moderata e regolare di colliri antistaminici.

La maggior parte dei colliri antistaminici non richiede la prescrizione medica. Tuttavia, l’automedicazione responsabile rappresenta un’opportunità per avvicinarsi ad un percorso terapeutico adeguato. Per coloro che non si sono ancora rivolti al proprio medico, è importante consultare il farmacista per la scelta del farmaco più idoneo a gestire la sintomatologia presentata e leggere sempre attentamente il foglietto illustrativo.

Colliri antistaminici: quando e come assumerli

I colliri antistaminici sono istillati direttamente negli occhi alla dose di 1-2 gocce, fino a 2-3 volte al giorno, secondo necessità. È importante attenersi scrupolosamente alle dosi consigliate, in quanto un dosaggio superiore del prodotto potrebbe dar luogo ad effetti sistemici indesiderati.

I colliri antistaminici non devono essere impiegati per più di 4 giorni consecutivi, salvo diversa indicazione medica. In caso del persistere o aggravarsi dei sintomi dopo breve periodo di trattamento è opportuno consultare il proprio dottore, in quanto il problema potrebbe essere dovuto ad altro e, quindi, potrebbe richiedere un diverso trattamento.

I colliri antistaminici non devono essere usati nei casi d’ipersensibilità verso uno dei componenti (si consiglia infatti di leggere sempre il foglietto illustrativo dove sono elencati tutti i casi di esclusione). Inoltre nei casi di gravidanza e allattamento e altre patologie come ipertensione, disturbi cardiaci, ipertiroidismo ed iperglicemia, si deve assolutamente consultare il proprio medico prima dell’utilizzo.

 

Fonti dell’articolo:

http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/nota-89

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=158&area=Malattie_del_sistema_immunitario

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