Benessere occhi

Cos’è la visione periferica e come influisce sul nostro occhio

visione periferica

La visione periferica, di cosa si tratta 

La visione periferica si riferisce all’area situata al di fuori di un cerchio centrato attorno al punto su cui si fissa lo sguardo. Tale area prende il nome di campo visivo e indica lo spazio che ogni individuo può riuscire a vedere, in condizioni normali.

Difetti visivi o patologie che interferiscono con la vista -e che possono interessare uno degli elementi coinvolti nell’elaborazione nervosa, dalla retina al cervello- causano la perdita di parte del campo visivo. Questa condizione è diversa dalla cecità ma può essere comunque invalidante.

Afomill Gocce Oculari

La perdita della visione periferica

La riduzione del campo visivo ossia l’ipovisione, centrale o periferica, limita la capacità di controllo dello spazio, creando difficoltà negli spostamenti. Il restringimento della visione periferica si manifesta con la difficoltà nel vedere gli oggetti situati ai lati del “quadro”; in conseguenza di questo la persona può mostrare la tendenza a inciampare spesso, per esempio su gradini e dislivelli del terreno.

La riduzione del campo visivo può essere dovuto a vari disturbi e patologie, tra i quali la miopia rappresenta il meno grave. Altre condizioni sono il distacco della retina, la retinite pigmentosa, il glaucoma e la retinopatia diabetica.

La perdita della visione periferica può derivare anche da lesioni neurologiche dovute a traumi, ictus o tumori. Quando la causa è una patologia degenerativa il disturbo può essere contrastato con opportune terapie farmacologiche.

Anche la degenerazione maculare legata all’età causa un restringimento del campo visivo, ma a danno della visione centrale: vengono perse quindi le capacità di lettura, scrittura e di svolgere le attività “fini”, e inoltre la capacità di riconoscere l’oggetto che si sta fissando.

visione periferica rimedi

Visione periferica e affollamento visivo

La visione periferica per l’occhio umano è debole, in particolare per quanto riguarda la capacità di distinguere dettagli, forme e colori.

Il numero di cellule recettoriali presenti nel campo visivo periferico, infatti, è molto inferiore rispetto alla parte centrale. Questo fa sì che il cervello si concentri su quanto è visibile centralmente e riduca l’attenzione sugli oggetti che stanno al di fuori del campo preso direttamente in considerazione.

Il modo in cui il cervello percepisce gli oggetti periferici si definisce “affollamento visivo”: si verifica quando gli oggetti della vista dominante rendono quelli periferici confusi e difficilmente riconoscibili.

L’affollamento visivo rende più nitidi gli oggetti posti di fronte all’osservatore, sfumando gli oggetti di contorno; per esempio rende possibile leggere e concentrarsi su ogni parola di una frase letta, offuscando quanto vi è intorno. Inoltre influisce sulla visione periferica, compromette la capacità di distinguere oggetti in una moltitudine disordinata e può ostacolare tutti i compiti quotidiani, dalla lettura alla guida dei veicoli.

Il fenomeno dell’affollamento visivo ha origine nel cervello e non nell’occhio. Il fenomeno è stato studiato, ed è stato osservato che l’affollamento visivo si verifica molto più frequentemente quando le posizioni degli oggetti non sono note: l’incertezza circa l’ubicazione dell’oggetto facilita il verificarsi del fenomeno

Gli studiosi hanno rilevato inoltre che esso determina effetti molto estesi in tutto il sistema visivo: modifica sistematicamente le sembianze degli oggetti e può “produrre” strutture fittizie laddove non ci sono. Per esempio, osservando una scena risulta difficile localizzare in modo preciso i dettagli di un oggetto e una parte di un oggetto può apparire “scambiata” con un’altra parte di un oggetto diverso.

L’affollamento visivo non è un problema per chi non presenta difetti della vista, ma lo diventa per chi per esempio abbia perso la visione centrale a causa della degenerazione maculare o sia affetto da ambliopia (comunemente nota con il nome di “occhio pigro”)

Studiare la visione periferica risulta molto utile per le ricerche, in particolare nel trattamento dell’ambliopia strabica (“occhio pigro”) e della dislessia, in cui l’affollamento è elevato e interferisce con la percezione.

Ti è piaciuto l'articolo?
* Voglio ricevere tutte le news di MBenessere!
* Ho letto e accettato la Privacy Policy
  Acconsento a ricevere comunicazioni commerciali da Montefarmaco OTC
Ti è piaciuto l'articolo?
*Newsletter Voglio ricevere tutte le news di MBenessere!
*Privacy Policy Ho letto e accettato la Privacy Policy
  Informazioni commerciali Acconsento a ricevere comunicazioni commerciali da Montefarmaco OTC

Video

Mbenessere TV

Approfondimenti

Domande e Risposte Glossario

Autori

Consulenti scientifici Blogger e specialisti

Iscriviti alla newsletter

Seguici su Social Media

Afomill

X PubblicitàSCOPRI IL NOSTRO CONSIGLIO >