Colesterolo

I funghi autunnali che fanno bene al colesterolo: ecco i loro segreti

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Oltre che saporiti, i funghi autunnali fanno bene al sistema cardiovascolare perché contengono sostanze speciali, oggetto di studi internazionali.

Buone notizie per chi è ghiotto di funghi autunnali: le ultime ricerche scientifiche hanno dimostrato le loro proprietà benefiche per la salute, soprattutto nei confronti del sistema cardiovascolare. I tipici vegetali autunnali dalla curiosa forma di “casetta” sono, infatti, capaci di ridurre i livelli del colesterolo e di tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Il merito è di alcune sostanze particolari di cui sono ricchi i filamenti che compongono i funghi. La loro efficacia ipocolesterolemizzante è stata oggetto di studio per la formulazione di farmaci per abbassare il colesterolo, come le statine di derivazione naturale*. E visto che la stagione dei funghi è in arrivo, cerchiamo di capire un po’ di più perché è salutare inserirli nella dieta.

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Perché i funghi riducono il colesterolo

Le proprietà ipocolesterolemizzanti dei funghi autunnali sono fornite dal contenuto di beta-glucani, una speciale fibra la cui concentrazione varia da 0,21 g a 0,53 grammi per ogni 100 grammi di vegetale su base asciutta, e a seconda delle specie di funghi**. La funzione dei beta-glucani è quella di interferire con l’assorbimento del colesterolo nel flusso sanguigno da parte dell’organismo, riducendone le quantità. La buona notizia è che quantità e funzionalità dei beta-glucani non vengono intaccate dalla cottura.

Altre sostanze con un’azione sui livelli di colesterolo presenti nei funghi sono state rintracciate nelle specie che crescono in Cina, Giappone e altri Paesi asiatici. Si tratta dei funghi Reishi***, Shiitake**** e Maitake*****, che entrano nella nostra alimentazione grazie al fiorire di ristoranti asiatici un po’ in tutta la penisola. Secondo gli studi queste specie di funghi, oltre a contenere fibre, contengono enzimi che interferiscono nella sintesi lipidica da parte del fegato.

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I funghi Reishi, Shiitake e Maitake sono stati, inoltre, oggetto di studio per quanto riguarda la loro efficacia nel ridurre la pressione arteriosa: ciò è correlato alla regolazione del livello di colesterolo nel sangue. Le sostanze ipocolesterolemizzanti dei funghi autunnali influiscono, infatti, sulla dilatazione delle pareti vascolari poiché bloccano l’attività di un enzima che restringe i vasi sanguigni. Ciò è particolarmente importante in quanto la regolare dilatazione dei vasi sanguigni si associa a una maggiore probabilità che la pressione rimanga a livelli normali. Dulcis in fundo, l’azione drenante dei funghi autunnali aiuta l’organismo a espellere il sodio, uno degli elementi principali responsabili dell’ipertensione.Naturalmente queste tre specie di funghi asiatiche sono considerate le “star” nella lotta al colesterolo in eccesso e all’ipertensione, ma ciò non vuol dire che i funghi più facilmente reperibili sul territorio italiano siano da meno. Champignon, prataioli e porcini contengono ugualmente sostanze efficaci per la salute cardiovascolare, con la differenza che le percentuali di sostanze benefiche in essi contenute sono inferiori. Non resta che “pianificarne” la presenza nei menu settimanali. Quale migliore occasione dell’autunno, anche per andare a caccia di funghi?

Fonti:

*https://link.springer.com/article/10.1007/s00253-002-0932-9

Biosynthesis and biotechnological production of statins by filamentous fungi and application of these cholesterol-lowering drugs

**https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0308814699001971

Beta-glucans in edible mushrooms

***https://lipidworld.biomedcentral.com/articles/10.1186/1476-511X-3-2

Cholesterol-lowering properties of Ganoderma lucidum in vitro, ex vivo, and in hamsters and minipigs

****https://pubs.acs.org/doi/full/10.1021/jf062559+

Quantification of the Bioactive Compound Eritadenine in Selected Strains of Shiitake Mushroom (Lentinus edodes)

*****https://europepmc.org/abstract/med/8795938

The effect of maitake mushrooms on liver and serum lipids
https://academic.oup.com/femsle/article/111/2-3/203/664288

betaglucani
https://academic.oup.com/nutritionreviews/article/67/11/624/1850752

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