Colesterolo

Ridurre il colesterolo con l’abbronzatura? Scopri i benefici del sole

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La stagione estiva è una grande alleata per tenerne sotto controllo l’ipercolesterolemia. In questo periodo, infatti, i livelli di colesterolo nel sangue tendono a diminuire perché questo lipide, grazie ad una sana esposizione al sole dai benefici effetti, viene in parte trasformato in vitamina D.

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Benefici del sole

Che il sole sia una potente medicina naturale (e per di più gratuita!) è ormai dimostrato da numerose evidenze scientifiche. Una moderata esposizione al sole, infatti, ha un effetto benefico sull’umore, ed è efficace nel contrastare malattie come la depressione e disturbi d’ansia, grazie all’aumento della sintesi e del rilascio della serotonina e di altri neurotrasmettitori nel cervello.

Inoltre, un nuovo studio dell’University of Science and Technology of China sostiene che un’esposizione moderata alla luce solare sia in grado di migliorare l’apprendimento e la memoria. La ricerca, condotta da Xiong Wei e Huang Guanming, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell, ha evidenziato come l’esposizione solare attivi un nuovo percorso biosintetico del glutammato nel cervello dei topi, un percorso che è in grado di contribuire alle nostre neuro-abitudini quotidiane, come l’umore, l’apprendimento e la cognizione.

Tra le patologie che traggono maggiore beneficio dall’esposizione al sole, ci sono quelle dermatologiche: psoriasi, vitiligine, acne ed eczemi sono alleviati dall’azione antibatterica dei raggi UV. L’esposizione ai raggi solari ha inoltre un’azione antinfiammatoria, legata all’aumento di produzione di vitamina D, che si rivela benefica nelle persone che soffrono di malattie osteoarticolari come l’osteoporosi, il rachitismo, i reumatismi e l’artrosi, ma anche di asma bronchiale o anemie.

Vitamina D, sole e colesterolo

Da un punto di vista biochimico, per vitamina D s’intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da cinque diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5. Le due forme principali sono il colecalciferolo o vitamina D3, che deriva dal colesterolo ed è sintetizzato dagli organismi animali; e l’ergocalciferolo o vitamina D2, che deriva dall’ergosterolo, di origine vegetale, ed è assunto solo con l’alimentazione. Le due forme hanno attività biologica molto simile e possono essere considerate come precursori della forma attiva della vitamina D.

La vitamina D3 è sintetizzata nella cute dalla conversione del 7-deidrocolesterolo (molecola precursore del colesterolo) a previtamina D3 dopo l’esposizione ai raggi solari, attraverso una reazione proteolitica non enzimatica. La previtamina D3 è un composto intermedio instabile, che subisce rapidamente un riarrangiamento molecolare, convertendosi spontaneamente in una molecola più stabile: la vitamina D3.

È questa la spiegazione molecolare per cui l’esposizione al sole aiuta a ridurre i livelli di colesterolo.

Ad essere attive sulla sintesi della vitamina D3 sono le radiazioni appartenenti allo spettro solare degli ultravioletti con lunghezza d’onda compresa tra i 290 e i 315 nanometri, ovvero gli ultravioletti del tipo B (UVB). Per sopperire al fabbisogno fisiologico di vitamina D, l’irradiazione dovrebbe essere da cinque a dieci minuti su mani, esponendo braccia e gambe scoperte e con una frequenza di tre volte alla settimana nell’orario compreso tra le 10:00 e le 15:00.

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Ipercolesterolemia: quale dieta seguire

Ad ogni modo, stare distesi al sole ovviamente non basta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. L’ipercolesterolemia, infatti, si combatte soprattutto a tavola, attraverso una dieta sana ed equilibrata.

  • In generale, la dieta mediterranea, con il suo modello sostenibile anche per l’ambiente, è in grado di incidere positivamente sui livelli di colesterolo nel sangue e diventare un’arma efficace di prevenzione.
  • Sì a un’alimentazione ricca di pesce e abbondante in acidi grassi insaturi salutari come gli omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) contenuti nel pesce azzurro, alici, sardine o sgombro, salmone. Sono adatte anche le noci, mandorle e noccioline, contenenti Omega 6, in grado anch’essi di abbassare il livello di colesterolo totale.
  • Anche l’assunzione di verdure, crude o cotte, è indicata per permettere l’assorbimento del colesterolo alimentare e i sali biliari prodotti dal fegato. Inoltre, le fibre idrosolubili contenute in questa tipologia di alimenti, una volta ingerite, nell’intestino formano un gel, insieme all’acqua, capace di mantenere sotto controllo i valori della glicemia e produrre meno insulina, ormone che a sua volta implicato nel metabolismo del colesterolo.
  • Infine, è bene mangiare i legumi da 2 a 4 volte la settimana, privilegiando lupini o soia, efficaci nel ridurre la produzione del colesterolo da parte del fegato.

I cibi da evitare

Invece, tra gli alimenti da evitare, ci sono cibi fritti, gli insaccati, formaggi, uova, che contengono quantità piuttosto elevate di grassi che influenzano negativamente il tasso di colesterolo. Attenzione anche al tipo di latte e latticini: è indicato il latte scremato o parzialmente scremato, lo yogurt a bassa percentuale di grassi, e fra i formaggi quelli meno grassi, come i “fiocchi ”.
Per quanto riguarda la carne (rossa e bianca), meglio limitarne il consumo e preferire eventualmente un taglio magro. Il pollame invece deve essere senza pelle.

Integratori naturali e colesterolo

Spesso può succedere che una sana dieta, non è sufficiente per sé a mantenere i valori del colesterolo (in particolare i rapporti dei livelli LDL/HDL, ovvero colesterolo cattivo/colesterolo buono) entro i limiti fisiologici. In questo caso si può ricorrere all’assunzione d’integratori alimentari del tutto naturali come la monacolina K.

La monacolina k è una sostanza che si sviluppa nel riso comune (Oryza sativa) a seguito di un processo di fermentazione operato da un lievito, chiamato Monacus purpureus. Il riso sottoposto a questo processo assume un colore rossastro e per questo motivo è detto “riso rosso”. Studi biochimici hanno evidenziato che la struttura molecolare della monacolina k è molto simile a quella delle statine (di origine sintetica) e che agisce attraverso l’inibizione competitiva dell’enzima HMG-CoA (3-Hyroxy-3Methyl-Glutaryl-Coenzima A) reduttasi (coinvolto nella biosintesi del colesterolo) esattamente come le statine, che sono però dei farmaci di sintesi. Inoltre, una flora batterica intestinale in equilibrio è importante per il controllo della colesterolemia.

In particolare, alcuni studi clinici hanno dimostrato l’effetto del Bifidobacterium longum BB536®, appartenente al genere dei Bifidobatteri, sul metabolismo dei sali biliari. In particolare, si è osservato che il BB536® è un ceppo alto produttore dell’enzima BSH (Bile Salt Hydrolase)5, enzima chiave responsabile della deconiugazione dei sali biliari. Questi ultimi risultano quindi meno solubili, sono riassorbiti in modo meno efficiente rispetto ai coniugati e vengono eliminati con le feci. La deconiugazione dei sali biliari può portare a una riduzione della colesterolemia, sia aumentando l’utilizzo del colesterolo per la sintesi de novo di acidi biliari, per sostituire quelli eliminati con le feci, sia riducendo la solubilità del colesterolo stesso e, quindi, il suo assorbimento nel lume intestinale. L’effetto di riduzione dei livelli di LDL è stato anche dimostrato da uno studio su alcune donne con livelli di colesterolo normali o moderatamente elevati. Per quanto riguarda la sicurezza, BB536® è stato riconosciuto come GRAS (Generally Recognised As Safe) da FDA.

Stile di vita

Infine, ricordiamo che per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, una sana alimentazione deve essere affiancata da uno stile di vita sano.
Si raccomanda quindi di:

  • non fumare, poiché il fumo abbassa i livelli di colesterolo ‘buono’ (oltre che a danneggiare le arterie).
  • limitare il consumo di bevande alcoliche;
  • praticare attività fisica (meglio sport aerobici come ciclismo, ginnastica aerobica, ballo, nuoto, calcio, basket, pallavolo, cammino a passo veloce), che aumenta il colesterolo ‘buono’ a scapito di quello ‘cattivo’.
  • eliminare i chili di troppo, soprattutto quelli localizzati a livello del girovita, cercando di raggiungere valori inferiori a 80 cm per la donna e a 94 cm per gli uomini.

Fonti dell’articolo

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Moderate UV Exposure Enhances Learning and Memory by Promoting a Novel Glutamate Biosynthetic Pathway in the Brain. Hongying Zhu, Ning Wang, Lei Yao, Xiaoyuan Song, Guangming Huang, Wei Xiong. Cell May 2018; DOI:https://doi.org/10.1016/j.cell.2018.04.014
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Mai XM, Yue Chen Y, Camargo CA, et al. Cross-sectional and prospective cohort study of serum 25-hydroxyvitamin D level and obesity. Am J Epidemiol 2012;175:1029-36
Herrmann M, Farrell CJL, Pusceddu I, et al. Assessment of vitamin D status – changing landscape. Clin Chem Lab Med 2017;55:3-26.
Capasso, G. Grandolini, A. A. Izzo, Fitoterapia: impiego ragionale delle droghe vegetali, Milano 2006

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