Dolore

Dolore da overtraining? ecco come evitare il sovrallenamento fisico

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L’overtraining è definito come uno stress sportivo ripetuto nel tempo, per un periodo più o meno prolungato, che non lascia possibilità di recupero al corpo. Nel lungo periodo l’overtraining, per il quale si usa anche il termine di sovraffaticamento, porta a un calo della performance, che risulta essere il parametro di riferimento per la diagnosi. Negli atleti l’overtraining può essere individuato in maniera precisa attraverso la misurazione di valori ematici quali il lattato, che risulta elevato in caso di rottura delle fibre muscolari causata da sovraffaticamento.

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Nel peggiore dei casi, il sovraffaticamento può causare un infortunio serio. Il classico esempio è rappresentato dalla rottura del tendine di Achille.
L’allenamento sportivo comprende a tutti gli effetti il periodo di recupero, durante il quale si verifica la rigenerazione delle fibre muscolari traumatizzate dall’attività fisica. Quando il recupero non può avere luogo, i danni si accumulano e portano a cali delle prestazioni.

Spesso i segni di sovrallenamento (definito anche stress da allenamento) vengono trascurati, per inseguire una prestazione che si fa tuttavia sempre più lontana. È dunque importante imparare a riconoscere le manifestazioni dell’overtraining e capire come gestirle al meglio. In generale, lo stress non possiede una connotazione negativa tout court; tuttavia, la risposta maladattativa all’evento stressante, proprio quella che porta al sovraffaticamento, diventa nociva per il corpo e la mente.
Una volta accertato il sovraffaticamento fisico, è opportuno interrompere gli allenamenti e concedersi una pausa, per dare il tempo ai tessuti di rigenerarsi e al corpo, nella sua globalità, di ritrovare le energie per riprendere l’attività sportiva.

Overtraining transitorio

Il sovrallenamento transitorio (detto anche over-reaching) è una riduzione delle prestazioni distribuita in un intervallo di tempo relativamente breve nel quale l’atleta avverte uno stato di fatica superiore a quello derivante da un normale carico di allenamento. Mentre la semplice fatica comporta un recupero rapido, che solitamente avviene entro 24-48 ore, l’over-reaching richiede un tempo più lungo, che dura da alcuni giorni a due settimane.
In questo caso, la prestazione può essere ritrovata attraverso un programma di recupero appropriato.
Talvolta l’over-reaching può essere un fenomeno desiderato, perché funzionale al miglioramento delle prestazioni, in particolare per quanto riguarda gli atleti professionisti.
Si tratta di uno stato insidioso, perché non sempre adeguatamente riconoscibile. Quando non avvertito come monito, può portare alla sindrome da overtraining.

Sindrome da overtraining

La sindrome da overtraining comporta un insieme di sintomi causati da uno stato di esaurimento psicofisico di tipo cronico, prolungata nel tempo. Provoca la comparsa di un calo della performance associato a senso di fatica (sia a riposo che in allenamento), a dolori muscolari diffusi e a sintomi di tipo emotivo e psichico, quali una riduzione del tono dell’umore, della motivazione e disturbi del sonno. I sintomi sono individuali, sia nella tipologia che nell’intensità.
Un ulteriore sintomo di overtraining è rappresentato dall’accelerazione del battito cardiaco (tachicardia), conseguente all’affaticamento del corpo. Lo stress di cui è necessario tenere conto è la sommatoria di tutti i carichi che pesano sulla persona in quel preciso periodo della sua vita. Anche le preoccupazioni emotive e professionali giocano un ruolo importante nel determinare una riduzione dei meccanismi di compensazione e di resistenza alla fatica.
I tempi di recupero dalla sindrome da overtraining sono molto lunghi, normalmente della durata di alcuni mesi.

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Ovetrtraining: come recuperare

Come già precisato nei paragrafi precedenti, il sovrallenamento impone uno stop nelle sedute di allenamento. È necessario infatti che l’atleta si prenda un periodo di riposo per garantire alla propria muscolatura e al corpo in generale la possibilità di rigenerarsi.
In seconda battuta, è possibile contrastare l’insorgenza di sintomi quali il dolore muscolare diffuso di lieve entità tipico del sovraffaticamento, con l’uso di prodotti che danno sollievo al dolore di muscoli e articolazioni a base di estratti vegetali. Schiume per applicazione cutanea, cerotti e creme, formulate a partire da principi vegetali come l’Artiglio del Diavolo e l’Arnica montana, possono essere utili per combattere la sintomatologia del sovraffaticamento e favorire il recupero. Harpagophytum procumbens e Arnica montana, così come la Boswellia serrata, sono piante conosciute da millenni per le loro proprietà lenitive del dolore di origine osteoarticolare.

Fonti:

Overtraining Syndrome: a practical guide – Sports Health, 2012
Overtraining Syndrome – British Journal of Sport Medicine, 1990

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