Dolore

L’estate come terapia per la fibromialgia: come recuperare dal dolore

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Il clima estivo facilita in generale tutte quelle attività che ci permettono di fare movimento in modo piacevole, dal passeggiare all’andare in bicicletta, beneficio che di rado apprezza chi soffre di fibromialgia, dato che proprio le più banali azioni quotidiane possono causare dolore. Eppure il clima caldo, specialmente quello secco, è una terapia favorevole per la fibromialgia,  perché stimola la circolazione sanguigna, aumentando la vascolarizzazione dei muscoli e riducendo la rigidità articolare.

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La fibromialgia: un male invisibile

Per fibromialgia in medicina s’intende una sindrome, ovvero un insieme di segni e sintomi clinici presenti in contemporanea, caratterizzata da un dolore che colpisce diffusamente le strutture connettivali fibrose (tendini e muscoli) e l’apparato scheletrico, ed è e accompagnata da un senso di pesante affaticamento e da altre manifestazioni a carico di diversi organi.
Questa patologia cronica fortunatamente non degenerativa affligge fra il 2% e il 4% della popolazione italiana, prevalentemente donne e in età fertile (il rapporto è 9:1 per il sesso femminile).
La fibromialgia è connotata da dolore alla pressione di punti specifici detti “trigger points” o nodi dolenti (occipite, trapezio, epicondilo, sovra spinato, gluteo, ginocchio), che si associa inoltre a vari disturbi: dalla cefalea alla sindrome del colon irritabile, all’affaticamento cronico, producendo infine ricadute sul fronte psicologico, sotto forma di ansia e avvilimento.

Cosa causa la fibromialgia?

Gli studi sono concordi nel ritenere che la fibromialgia sia originata da una disfunzione dei neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale, che inducono iperalgesia, ovvero percezione di dolore elevata a fronte di stimoli lievi e allodinia, cioè una risposta dolorosa a sollecitazioni che solitamente sono innocue.

Le cause non sono specifiche, ma frequentemente risalgono a traumi fisici o psichici, o a periodi di forte stress: l’esito è comunque una sindrome che impatta pesantemente sulla qualità della vita della persona, e limitando le sue normali attività.
L’andamento dei sintomi della fibromialgia varia poi in funzione di fattori esterni quali: i fattori climatici (i sintomi migliorano, infatti, con il caldo secco, peggiorano con umidità e freddo); i fattori ormonali (il dolore si acuisce in prossimità del ciclo mestruale) e i fattori che scatenano stress.

La fibromialgia non è facilmente diagnosticabile data la varietà e l’estensione dei sintomi, tanto che le persone che ne soffrono, dopo lunghe peregrinazioni da uno specialista all’altro, trovano paradossalmente rassicurante la diagnosiperché possono finalmente dare un nome al loro dolore.

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Quale terapia per la fibromialgia

Si è citato il calore come possibile terapia per la fibromialgia, perché la sola terapia farmacologica, a base di anti-dolorifici (tramadolo e paracetamolo) e miorilassanti, che modulano gli impulsi nervosi deputati alla percezione del dolore, in realtà non è sufficiente né risolutiva.
La terapia del caldo dà senza dubbio un beneficio riscontrabile a vantaggio della muscolatura, che si rilassa, così come l’esposizione al sole, che consente alla vitamina D di fissare il calcio sulle ossa, prevenendo fragilità e osteoporosi.

Ma certamente una terapia funzionale per la fibromialgia deve lavorare su diversi fronti:

– il programma personalizzato per il benessere del paziente, attraverso un supporto psicologico (cognitivo-comportamentale per esempio);

– il percorso di allenamento fisico regolare e progressivo, che parta dalle attività più gradite e semplici, senza superare il limite di fatica del muscolo e poi proceda, gradualmente, al rafforzamento muscolare, alla flessibilità e alla mobilitazione articolare (yoga, Tai-chi, camminate, bici). L’esercizio aerobico riabitua il fisico a reagire al dolore, riscalda il muscolo con una maggiore irrorazione sanguigna, ne migliora il metabolismo cellulare, facilita la coordinazione e sviluppa la propriocezione e il senso di equilibrio;

– la rieducazione al sonno, anche attraverso esercizi di rilassamento e meditazione;

– la modificazione del regime alimentare con un aumento del consumo di frutta e verdura fresche, una buona idratazione bicarbonato-calcica con integrazione di Sali minerali.

In conclusione, l’estate può effettivamente rappresentare l’inizio di un percorso di terapia per la fibromialgia, favorendo attività motorie all’aria aperta e al sole e offrendo un tempo dedicato alla cura di sé.

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