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Cefalea ed emicrania, come riconoscere la differenza?

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Quando si affronta il tema del mal di testa, si tende a impiegare indifferentemente termini come cefalea o emicrania.

In realtà la cefalea è il termine generico con il quale s’indica il dolore che colpisce la testa, dal livello dello zigomo a salire, comprendendo tutta la calotta cranica. L’emicrania è, invece, una forma specifica di cefalea che, a sua volta, si suddivide in diversi tipologie.

Tipologie di cefalea

La cefalea è una diffusa patologia che affligge in particolare le donne – una su 5, contro uno su 15 uomini- e si suddivide in un centinaio di tipi. Innanzitutto, si distinguono cefalee primarie e secondarie.

  • La cefalea primaria ha un’origine autonoma, non si presenta in relazione ad alcun’altra patologia sottostante. In questa categoria sono comprese la cefalea muscolo-tensiva, l’emicrania (con o senza aura), l’emicrania a grappolo.
  • La cefalea secondaria è invece l’effetto doloroso di patologie pre-esistenti, ad esempio disturbi alla vista, sinusiti oppure nevralgie.

Gli attacchi di mal di testa sono normalmente accompagnati da una tipica sintomatologia, che comprende nausea, vomito, diarrea e ipersensibilità verso la luce, i rumori e talvolta gli odori.

Cos’è un’emicrania

L’emicrania è definita come un’alterazione dell’attività cerebrale, che coinvolge sia i neurotrasmettitori sia i vasi sanguigni, impattando sui recettori del dolore. Quest’ultimo colpisce con un’intensità da media a severa, tanto da lasciare il soggetto in una condizione di sofferenza che impedisce le normali attività quotidiane.

Il quadro che qualifica una cefalea come emicrania è l’insieme di almeno una coppia di effetti: il dolore attiene un lato solo del capo, è martellante, d’intensità medio – alta e peggiora in concomitanza con le normali attività motorie, dal camminare al salire e scendere i gradini. Solitamente è accompagnato anche da nausea, fotosensibilità e fonofobia e persiste da un minimo di 4 fino a 72 ore.

Una variante dell’emicrania semplice è poi l’emicrania con aura, ovvero un insieme di sintomi prodromici dell’attacco di mal di testa vero e proprio, che compaiono circa un’ora prima e comportano scompensi visivi (flash luminosi, puntini), perdita di equilibrio, formicoli agli arti, stato di confusione.

La cefalea a grappolo, invece, a differenza dell’emicrania, pur provocando un dolore violento ha durata inferiore, dai 30 ai 60 minuti, si ripete a breve distanza.

La cefalea muscolo-tensiva, infine, è quella proporzionalmente più diffusa e si presenta come un dolore a fascia che stringe il capo e si estende, in certi casi, su nuca e spalle. Disturbi del sonno o dell’ articolazione temporo-mandibolare possono esserne la causa.

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Quali rimedi per prevenire e curare la cefalea

Le persone afflitte da dolori alla testa, si tratti di cefalea semplice, a grappolo o di emicrania, vivono frequentemente la loro condizione con una dose di rassegnazione, affidando ai farmaci anti-dolorifici il rimedio alla sofferenza.

In realtà i neurologi suggeriscono, già dai primi attacchi di cefalea acuta o emicrania, di sottoporsi a una visita specialistica, in grado di accertare le cause sottostanti la patologia e trovare la terapia su misura per ciascun individuo.

L’auto-diagnosi e l’auto-prescrizione di farmaci analgesici e anti-infiammatori come paracetamolo, aspirina, ibuprofene, alla fine possono provocare effetti collaterali dannosi alla mucosa gastrica e generare anche il cosiddetto “effetto rimbalzo”, ossia un inasprimento dei sintomi e una graduale inefficacia della cura.

Cause e fattori scatenanti la cefalea

Sembra sia l’ipereccitabilità della corteccia cerebrale, insieme a squilibri chimici legati a un ridotto rilascio di serotonina –deputata ad alleviare il dolore- a rivestire un ruolo nell’innesco dell’emicrania. Allo stato attuale, gli studi effettuati su cefalea ed emicrania sono orientati a considerare come fattori scatenanti più probabili le cause genetiche e ambientali.

Tra i molteplici fattori che danno avvio all’attacco di cefalea, s’individuano variazioni dei livelli di estrogeno nelle donne, tipicamente prima del ciclo o in fase di menopausa; stati emotivi di tensione e stress; presenza di shock luminosi o di rumori molto forti; alterazioni del ciclo del sonno, sostanza come glutammato, aspartame, caffeina, alcool, fumo.

Certamente in casi di forte tensione nervosa, i sali minerali con funzione ipotensiva e miorilassante, come magnesio e potassio, offrono un aiuto efficace e sicuro per ridurre i fattori d’innesco dell’emicrania. Il magnesio, infatti, regola l’eccitabilità neuro-muscolare, il potassio contribuisce a ossigenare il cervello ed entrambi reintegrano le perdite subite a causa di vomito e diarrea, che frequentemente accompagnano le emicranie.

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