Intestino

Come il microbiota intestinale comunica con il nostro cervello

microbiota intestinale e cervello

L’intestino è spesso definito anche come “secondo cervello” o “cervello enterico”. Gli viene attribuito questo nome poiché è dotato di una propria rete neuronale i cui scopi principali sono di regolare le funzioni fisiologiche dell’intestino, ma anche modulare la comunicazione tra l’intestino e il sistema nervoso centrale trasmettendo e ricevendo segnali e stimoli in relazione a sensazioni e stati d’animo interni ed esterni. Questi due organi, cervello e intestino, nonostante siano dotati di autonomia, sono in continua comunicazione, motivo per cui l’emotività e alcuni malesseri psicologici possono ripercuotersi sul sistema gastrointestinale. L’intestino è una vera e propria parte del sistema nervoso autonomo.

Lactoflorene fermenti lattici

 

Come il microbiota intestinale comunica con il nostro cervello?

Il microbiota intestinale comunica attraverso un sistema di comunicazione che connette intestino e cervello tramite il nervo vago chiamato asse del cervello-intestino. Disturbi o perturbazioni in quest’asse sono stati associati a sintomi psichiatrici come ansia, malinconia, depressione, disturbi metabolici come l’obesità e disturbi gastrointestinali funzionali tra cui la malattia infiammatoria intestinale e la sindrome dell’intestino irritabile.

È dovuto a questa stretta comunicazione se malesseri psicologici come stress, ansia e nervosismo si riflettono in diverse sintomatologie che coinvolgono il tratto digerente. Quando abbiamo avuto una brutta giornata o una brutta notizia, il nostro umore incide sul tratto gastrointestinale condizionando la digestione; viceversa sensazioni d’intensa felicità (come può essere durante l’innamoramento) possono influenzare l’appetito.

Allo stesso modo un malessere allo stomaco o all’intestino implica il coinvolgimento emotivo che ci fa sentire in una condizione di disagio portando a nervosismo e irritabilità.

Il microbiota è importante nella normale funzione cerebrale sana e può essere un regolatore chiave dell’umore, della cognizione e del dolore.

L’omeostasi del microbiota si riflette nella sua capacità di conservare le proprie caratteristiche nonostante le variazioni esterne: quando questo equilibrio si perde avviene una variazione della produzione di alcune neurotrasmettitori come serotonina, gaba e dopamina, sostanze che promuovono il buonumore di cui alcune specie di probiotici favoriscono la generazione.

La mancanza di un sano microbiota intestinale può portare a un deterioramento nella comunicazione bidirezionale tra cervello e intestino e infine a una malattia.

microbiota intestinale e cervello

Importanza dei probiotici per il microbiota intestinale

I probiotici sono microrganismi che, se somministrati in quantità adeguata, esercitano funzioni benefiche per il nostro organismo.

I probiotici contengono tre gruppi di batteri accuratamente selezionati:

  • Bifidobacteria
  • Lactobacilli
  • Eubacteria

L’uso di probiotici può modulare il microbiota e di conseguenza la sua salute e la sua funzionalità. L’assunzione di un complesso di probiotici ad azione psicobiotica garantisce il mantenimento di un microbioma sano, efficiente e attivo e di conseguenza un benessere per corpo e mente.

Essi sono in grado di colonizzare l’intestino aiutandoci a mantenere l’equilibrio della flora intestinale, detta eubiosi, e favorendo lo sviluppo di batteri buoni a discapito di quelli patogeni. I probiotici si nutrono di prebiotici, sostanze nutritive che s’introduco con una dieta equilibrata e ricca di fibre.

In caso quindi di disturbi a livello intestinale è consigliato integrare la dieta con fermenti lattici vivi ad azione probiotica, cercando di assumere contemporaneamente più ceppi in grado di colonizzare le differenti porzioni dell’intestino, riportando il naturale benessere intestinale.

 

Fonte articolo:

Microbiota regulation of the Mammalian gut-brain axis https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25911232

Psychobiotics and the gut–brain axis: in the pursuit of happiness https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4370913/#b44-ndt-11-715

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