Mamma e bimbo

L’importanza della vitamina D nei bambini e i rischi della sua carenza

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Dalle ultime ricerche è emerso un dato allarmante: sei bambini su dieci sono carenti di Vitamina D, chi in forma lieve, chi invece in maniera più seria. Questa carenza è una chiara conseguenza degli stili di vita dei nostri bambini che trascorrono la maggior parte del tempo in luoghi chiusi. Invece di stare all’aria aperta, i bambini passano molte ore davanti agli schermi di computer o a giocare a videogiochi, tutte attività che sicuramente non stimolano la produzione di vitamina D.
L’esposizione diretta ai raggi solari, infatti, aiuta a sintetizzare la vitamina D per intervento del deidrocolesterolo, un derivato del colesterolo che si trova nella pelle.

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L’importanza della vitamina D nei bambini

La vitamina D ha compiti fondamentali: favorire lo sviluppo osseo, regolare la funzione immunitaria, il metabolismo del calcio e del fosforo, il sistema nervoso ed anche il battito cardiaco. Ecco perché i pediatri consigliano un’adeguata assunzione di vitamina D per bambini e per adolescenti per evitare ripercussioni anche nell’età adulta.

Rischi e sintomi della carenza di vitamina D nei bambini

La carenza di vitamina D può avere serie conseguenze nella crescita ossea dei bambini. Infatti, la vitamina D è fondamentale nel processo di mineralizzazione delle ossa e un suo scarso o nullo apporto nei bambini può addirittura arrivare a provocare il rachitismo.  In fase di crescita le ossa dei bambini, che hanno una grave carenza nel livello di vitamina D, si deformano a causa del peso corporeo: come conseguenza di ciò le gambe diventano storte, la cassa toracica si incava e perfino il volto può deformarsi.
Il rachitismo ovviamente è la conseguenza più grave e per fortuna è ormai molto raro in Italia. Oggi come oggi la carenza di vitamina D registra come sintomi già in giovane età:

  • Dolori alle ossa e debolezza muscolare
  • Asma
  • Sintomatologie cardiache
  • Nervosismo e sbalzi d’umore
  • Sudorazione alle mani
  • Insorgenza di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il Lupus e il diabete di tipo 1.

Può avere anche delle ripercussioni anche in età adulta:

  • Disturbi cognitivi in età anziana
  • Osteoporosi

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Come aumentare i livelli di vitamina D nei bambini

Per evitare bassi livelli di vitamina D, come prima regola bisogna far trascorrere al bambino, sin dalla nascita, ore all’aria aperta così che stia regolarmente al sole in modo da facilitare la sintesi della vitamina D. Questa sana abitudine quotidiana deve essere mantenuta anche nei mesi invernale. Da abbinare alla vita all’aria aperta è sicuramente l’attività fisica, così da evitare sovrappeso e obesità che bloccano la vitamina D impedendole di arrivare agli organi giusti. Inoltre si deve ricorrere a una dieta specifica preferendo cibi ricchi di questa vitamina, come pesce, mandorle, semi di sesamo, soia latte e derivati, germe di grano e uova (specialmente il tuorlo).

In genere i pediatri suggeriscono per i bambini fino ai 10 anni di assumere quotidianamente integratori alimentari a base di fermenti lattici vivi ad azione probiotica con aggiunta di Vitamina D3. Questi integratori non solo mantengono l’equilibrio della flora batterica intestinale, grazie alla presenza dei fermenti lattici vivi, ma equilibrano anche la presenza di vitamina D, garantendone un giusto apporto per la normale funzione del sistema immunitario e per la crescita e lo sviluppo osseo nei bambini.

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