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Autosvezzamento: come e quando iniziare

autosvezzamento

Per il vostro piccolo si avvicina il periodo dello svezzamento. Ha sei mesi ma ancora non si dimostra abbastanza interessato alle pappe solide? Tranquille mamme, il momento giusto arriverà presto!

Per avvicinare i piccoli in maniera naturale al cibo solido molti pediatri consigliano l’autosvezzamento, detto anche alimentazione complementare a richiesta.

A partire dai sei mesi con l’autosvezzamento il latte materno resta l’alimento principale da far assumere ai piccoli fino ai 12 mesi da affiancare a poco a poco con gli alimenti che vengono consumati dagli adulti. La differenza principale con lo svezzamento è che non vengono proposti omogeneizzati o cibi preconfezionati, non vengono seguiti calendari per l’introduzione del cibo e schemi rigidi. Secondo gli esperti i piccoli assaggiando i cibi liberamente instaurano un rapporto sereno con gli alimenti e si abituano a mangiare in maniera varia ed equilibrata.

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Esplorare il cibo con l’autosvezzamento

Con l’autosvezzamento il bambino può approcciare al cibo liberamente e scegliere gli alimenti che preferisce mangiare, il momento del pasto diventa così una vera e propria scoperta dei sapori e delle consistenze. Con l’autosvezzamento il cibo deve essere sempre proposto nelle giuste dimensioni (tagliato, sminuzzato o triturato), non va dimenticato che i piccoli stanno imparando come gestire la masticazione, e nelle giuste porzioni in particolare degli alimenti proteici e grassi.

Inoltre va fatta molta attenzione a evitare zuccheri, sale e cibi grassi. È importante proporre ai piccoli alimenti sani e una dieta varia che possa favorire un sano sviluppo e prendersi cura del benessere dell’intera famiglia, visto che in questo caso il pasto è sempre condiviso.
Il cibo colorato può attirare positivamente l’attenzione dei bambini, con l’autosvezzamento saranno inoltre liberi di afferrare ciò che si trova nel piatto e assaporarlo in autonomia.

4 consigli per l’autosvezzamento

1) Niente ansie: attendere i sei mesi lasciando ai bambini il tempo di imparare a stare seduti senza aiuto, questo è il momento in cui l’intestino è pronto per accogliere cibi diversi dal latte materno, a questo punto è possibile che mostrino anche interesse verso quello che i grandi fanno a tavola durante i pasti.

2) Non insistere: se il bebè non vuole mangiare quel boccone in più. Se il piccolo è sazio significa che il suo organismo non necessita più di altro cibo. Fidatevi di lui. Inoltre è consigliabile attendere fino ai 12 mesi prima di proporre alimenti che possano provocare allergie, attenzione quindi a latte, uova e frutta secca.

3) Regolarizzare i ritmi dell’alimentazione famigliare: il fatto che il vostro bambino inizi a mangiare cibi solidi significherà anche che seguirà di più i ritmi alimentari della famiglia. È importante, da questo momento, iniziare a condividere con lui il momento della pappa, mangiando insieme nei giusti orari.

4) Cercate di vivere serenamente questo avvicinamento all’alimentazione degli adulti. Il piccolo percepisce eventuali stati d’ansia, perciò è importante farlo sempre sentire a suo agio, non imporre e assecondare le richieste che vengo fatte sulla scelta del cibo da assaggiare.

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