Salute Orale

Cosa c’è dietro i sintomi della parodontite? Come curarla al meglio

La parodontite è un serio disturbo gengivale che affligge circa 23 milioni di italiani* e spesso deriva dall’evoluzione di una gengivite non trattata. Purtroppo, manca la consapevolezza della serietà del problema, tanto che solo il 57% delle persone che ne sono colpite si rivolge a un professionista, mentre il restante 43% si affida a conoscenti o s’informa sul web.

Parodontite: Sintomi e Manifestazioni

Inizialmente i sintomi della parodontite si manifestano come un’infiammazione delle gengive, con arrossamenti, gonfiori, sanguinamenti durante l’uso dello spazzolino: con l’avanzare del tempo, però, i sintomi si aggravano e vanno a intaccare l’intera struttura a sostegno dei denti, ovvero il parodonto. In particolare, il legamento parodontale consiste in fibre di tessuto connettivale ancorate da un lato alla radice del dente e dall’altro all’osso alveolare. Quando l’aggressione batterica alle gengive è trascurata, degenera, provocando la retrazione del solco gengivale fino alla formazione di vere e proprie “tasche” parodontali, in cui si raccolgono residui di cibo, che alimentano lo sviluppo di germi e tossine. Lo stadio successivo vede l’erosione del tessuto osseo, con il conseguente dondolamento e il maggiore distanziamento dei denti, fino alla loro caduta.

Ovviamente la caduta dei denti è l’ultimo dei sintomi della parodontite, il risultato di un processo che, se affrontato in tempo con le necessarie cure odontoiatriche, consente di recuperare sia l’estetica sia la funzione della dentatura.

 Cosa provoca la parodontite 

La prima causa di parodontite è rappresentata da un’infezione batterica causata da una scarsa igiene orale.  Residui di cibo si possono accumulare nella placca dentale la quale, se non rimossa da un’accurata igiene, si combinano con i minerali presenti nella saliva trasformandosi in tartaro, un’incrostazione assai più resistente. A ciò si aggiungono le predisposizioni individuali, come la suscettibilità del sistema immunitario ai batteri della placca, che possono accelerare il processo infiammatorio.

Patologie quali la sindrome di Down, la leucopenia, il morbo di Crohn, l’AIDS e disturbi metabolici come il diabete di tipo 1, sono fattori predisponenti la parodontite. Ma altri rilevanti fattori di rischio sono legati a stile di vita e comportamenti: la nicotina delle sigarette, per esempio, predispone a una maggiore perdita ossea e retrazione gengivale; l’assunzione di farmaci antidepressivi, riducendo la produzione di saliva (che funge da battericida), aumenta il rischio d’infiammazione; l’uso scorretto del filo interdentale può “scollare” i bordi gengivali, creando tasche parodontali.

parodontite come curarla

Parodontite: come curarla? 

La prima scelta da compiere quando si manifestano i sintomi della parodontite è come curarla. Occorre, infatti, rivolgersi a uno specialista ed evitare cure fai-da-te, che possono peggiorare la gravità della patologia e ritardare l’intervento terapeutico.

Il primo scopo che si prefigge la cura della parodontite è l’arresto dell’infezione, che dipende dal grado di estensione e di profondità della stessa. Ad ogni modo, una volta che l’infezione si è instaurata, non basta più la sola igiene orale, ma è d’obbligo rivolgersi a un dentista o a un ortodontista, che sono in grado di fare una corretta diagnosi e procedere con le cure adeguate.

In prima battuta si fa un’ablazione del tartaro e una levigatura delle radici, che consiste nella rimozione della placca fino a qualche millimetro sotto il colletto gengivale. Se, dopo qualche settimana dall’operazione, le gengive tornano al loro posto, si può proseguire con una quotidiana e profonda igiene orale e, almeno un paio di volte l’anno, visitare un dentista.

Nel caso in cui la parodontite abbia raggiunto uno stadio avanzato, la cura necessaria sarà più invasiva e prevede un intervento di chirurgia odontoiatrica per la rimozione delle tasche gengivali e la ricostruzione dei tessuti che si sono retratti.

Una volta diagnosticata una forma particolarmente avanzata di parodontite, come curarla, diventa una questione più complessa. In questi casi la soluzione è la chirurgia ricostruttiva, che attraverso la rigenerazione dell’osso alveolare (sia naturale sia sintetico) e la tecnica della ricrescita del tessuto gengivale, permette di tornare a una buona funzionalità della masticazione, senza compromissione dell’aspetto estetico.

*http://www.odontoiatria33.it/inchieste/16406/23-milioni-di-italiani-soffrono-di-parodontite-ma-non-sembrano-essere-consapevoli-del problema.html
*http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_denti_gengive/2018/03/28/disturbi-gengivali-ne-soffrono-in-23-milioni-ma-solo-il-57-va-dal-medico_88f6bc48-261a-4bca-9e5b-92dfd3645a8b.html
https://www.nidcr.nih.gov/health-info/gum-disease/more-info?_ga=2.63742831.1346825073.1569265810-1570401069.1569265810
https://andi.it/wp-content/uploads/2016/06/E_LE-CAUSE-E-E-TERAPIE-DELLA-PARODONTITE.pdf
https://www.nidcr.nih.gov/research/data-statistics/periodontal-disease/adults?_ga=2.55527275.1346825073.1569265810-1570401069.1569265810

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