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Pubblicato il 22 Febbraio 2020 | Ultima modifica il 24 Febbraio 2020

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Chiacchiere senza burro al forno: una ricetta leggera e gustosa

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Profumate, croccanti e un buon compromesso: chiacchiere senza burro e senza frittura

Ingredienti:

  • 150 g di farina
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaio di vino bianco
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 1 cucchiaio di semi misti
  • Buccia grattugiata di un limone
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

  1. Per preparare le chiacchiere senza burro riunite in una ciotola tutti gli ingredienti: prima la farina, poi lo zucchero, un uovo, l’olio di semi, il vino, la buccia grattugiata di un limone, un pizzico di sale.
  2. Impastate il tutto fino ad ottenere una pasta morbida ed omogenea. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola per alimenti e fatela riposare per 30 minuti in frigorifero.
  3. Trascorso il tempo necessario, stendere l’impasto con un matterello (o ancor meglio con la macchinetta per la pasta) fino ad ottenere una sfoglia sottile;
  4. Con l’aiuto di un rotella dentellata formate le chiacchiere.
  5. Prendete, infine, una teglia rivestita con carta forno, adagiate le chiacchiere sopra e cuocete in forno a 200 gradi per 10 minuti.

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Un po’ di storia: da dove arrivano le chiacchiere

Quando si parla di carnevale si pensa subito alle chiacchiere dette anche bugie, frappe, cenci o gole in base alla regione; l’origine di questo dessert risale all’epoca Romana per festeggiare i Saturnali (festività che corrisponde al nostro Carnevale).

In quel periodo le donne Romane preparavano dei dolci chiamati “frictilia” a base di uova e farina fritti nel grasso animale (tipicamente grasso di maiale).

Si trattava di una ricetta molto semplice a base di ingredienti di poco costo, tant’è che venivano preparate in grande quantità per essere distribuire alla folla accorsa a festeggiare tra le strade della città.

La tradizione dei frictilia si è tramandata negli anni con modifiche alla ricetta di base.

Oggi, queste sfoglie fragranti vengono tipicamente fritte nell’olio e non più nello strutto, ma la forma tipica allungata e leggermente rondellata ai bordi è rimasta.

Le chiacchiere senza burro proposte sono ancora più leggere, grazie alla cottura al forno che risulta sicuramente più salutare.

Differenza tra grassi saturi e grassi insaturi

I lipidi sono un gruppo eterogeneo di molecole organiche insolubili in acqua e rappresentano una fonte importante di energia per l’organismo: 1 grammo di lipidi fornisce, infatti, circa 9 kcal.

La parte più variabile della molecola lipidica è rappresentata dagli acidi grassi. Le catene degli acidi grassi possono essere prive di doppi legami, cioè essere sature, oppure contenere uno o più doppi legami, ed essere quindi mono o poli-insature.

Per la preparazione delle chiacchiere di carnevale ho sostituito tra loro due fonti lipidiche, il burro con l’olio di semi.

La differenza tra queste due tipologie di grassi risiede nella loro struttura, provenienza ed effetto sul corpo.

Tutti i grassi sono uguali sul piano dell’apporto di energia, ma sul piano della qualità possono essere molto diversi; l’olio di semi è un grasso di origine vegetale ricco di acidi grassi insaturi definiti “buoni” mentre il burro è un grasso di origine animale contenente grassi saturi definiti “cattivi”.

La diversa qualità dei grassi può avere effetti importanti sullo stato di nutrizione e di salute dell’uomo.

Come assumere i grassi in maniera ottimale

La regola generale è ormai ben nota a tutti: un eccesso di acidi grassi saturi nella dieta corrisponde a un maggior rischio di sviluppare una serie di malattie, tra le quali spiccano le malattie cardiovascolari.

  • I cibi a elevato tenore di acidi grassi saturi tendono a far innalzare il livello di colesterolo. Fra questi alimenti rientrano soprattutto i prodotti lattiero-caseari (formaggi, latte intero, panna, burro), le carni grasse e i loro derivati e certi oli vegetali (olio di palma e olio di cocco).
  • I cibi a elevato tenore di acidi grassi insaturi, invece, non fanno innalzare il livello di colesterolo nel sangue. Questi alimenti sono rappresentati soprattutto da oli vegetali (di semi e di oliva), noci, nocciole, frutta secca in generale, semi oleaginosi, avocado, olive e pesce. I grassi insaturi comprendono sia i monoinsaturi che i polinsaturi.

L’olio di semi è generalmente ricco di grassi polinsaturi del tipo omega-6, definiti “acidi grassi essenziali” poiché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli. Pertanto dobbiamo assumerli attraverso fonti alimentari.

Secondo le più recenti raccomandazioni, è necessario che nella nostra alimentazione i grassi siano mediamente presenti in modo tale da apportare una quantità compresa tra il 20-25% e il 30-35% della quota calorica giornaliera complessiva.

Per quanto riguarda la loro qualità, la ripartizione suggerita è la seguente:

  • Acidi grassi saturi: non più del 7-10% delle calorie totali
  • Acidi grassi monoinsaturi: fino al 20% delle calorie totali
  • Acidi grassi polinsaturi: circa il 7% delle calorie totali con un rapporto omega-6/omega-3 intorno a 5:1

Fonti

http://www.fao.org/3/a-as686o.pdf
I principi di biochimica di Lehninger David L. Nelson Michael M. Cox

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