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Alterazioni del Ciclo Mestruale

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Il ciclo mestruale accompagna la vita di una donna dalla pubertà alla maturità.

Con un andamento regolato dagli ormoni, a loro volta interconnessi con i variabili stati psico-fisici della persona. Da ciò si può comprendere come le alterazioni del ciclo mestruale non siano fenomeni infrequenti ma che meritino di essere puntualmente verificati, per capire se siano di natura temporanea o durevole.

Alterazioni del ciclo mestruale: l’effetto degli ormoni

Gli ormoni sono responsabili dell’inizio, della durata e della frequenza del ciclo mestruale nel periodo fertile, così come della loro scomparsa in menopausa (conclamata dopo 12 mesi dall’ultimo ciclo).

L’ipotalamo è una piccola ma importantissima porzione del cervello che impartisce ciclicamente all’ipofisi (una ghiandola endocrina situata alla base del cranio) il comando di rilasciare le gonadotropine, cioè gli ormoni che stimolano le ovaie a produrre, a loro volta, estrogeno e progesterone, responsabili delle mestruazioni.

Il ciclo mestruale si divide in tre fasi:

  • fase follicolare (il cui inizio coincide con il primo giorno di sanguinamento) è quella che precede il rilascio dell’ovulo.
  • fase ovulatoria (quella in cui l’ovulo è rilasciato)
  • fase luteinica (quella seguente il rilascio dell’ovulo).

Nel corso del periodo riproduttivo, le alterazioni del ciclo mestruale corrispondono ad anomalie nella quantità di sanguinamento (o troppo abbondante o troppo scarso), nella dolorosità del mestruo, nell’irregolarità della frequenza del ciclo mestruale o della sua durata. Queste alterazioni possono essere episodiche, causate da periodi di sovraffaticamento, di stress o tensione emotiva, oppure ripetersi periodicamente ed essere indice di possibili problemi ormonali. In questo caso è bene indagare a fondo e sottoporsi a una visita ginecologica, in grado di classificare il problema e individuarne i rimedi.

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 Quali sono le tipiche alterazioni del ciclo mestruale

Quando l’utero sanguina in modo più abbondante e prolungato (oltre 6/7 giorni) si parla di menorragia; la comparsa di emorragie intermestruali è definita metrorragia; una totale assenza di mestruazioni per oltre 3 mesi oppure una non comparsa delle prime mestruazioni corrisponde all’amenorrea; un ciclo particolarmente doloroso, accompagnato da disturbi come crampi addominali, mal di testa, dolori lombari, nausea, diarrea, nervosismo e sudorazione è detto dismenorrea. Quando la quantità di perdita ematica è scarsa, si ha ipomenorrea, quando è eccessiva ipermenorrea; nel caso in cui la frequenza del ciclo mestruale sia sbilanciata, ovvero l’intervallo tra una mestruazione e la successiva sia molto breve (meno di 25 giorni), si ha polimenorrea; quando questo periodo è molto dilatato (oltre i 36 giorni) si ha oligomenorrea.

Tra le alterazioni del ciclo mestruale vanno menzionate anche quelle che si collocano in due fasi fisiologiche tipiche, ossia pubertà e menopausa.

Entrambe queste fasi coincidono con importanti variazioni ormonali che si ripercuotono anche sulla frequenza del ciclo mestruale: la comparsa delle prime mestruazioni (menarca)  richiede molti mesi prima di assestarsi su una periodicità regolare e, nel caso in cui le irregolarità del ciclo, la sua durata, o la quantità di perdite ematiche siano sbilanciati in modo durevole, occorre fare una diagnosi specialistica.

La pre-menopausa è il periodo che precede la menopausa vera e propria: in questo intervallo, la cui durata può estendersi da pochi mesi ad alcuni anni, il ciclo mestruale varia in frequenza, in quantità di sanguinamento e si accompagna a sintomi differenti da donna a donna. Il passaggio alla menopausa è sancito dopo che sono trascorsi 12 mesi dall’ultima mestruazione. Questa fase è caratterizzata, come la pubertà, da notevoli perturbazioni ormonali che possono generare alterazioni umorali, stanchezza, ipersensibilità, vampate, calo della libido, alterazioni del ciclo sonno-veglia.

 Possibili cause delle alterazioni del ciclo mestruale

Escluso cause organiche o fisiopatologiche (diabete, obesità, iper o ipotiroidismo, endometriosi, acromegalia, cisti ovariche, fibromi uterini, polipi), tra le cause più diffuse che hanno ripercussioni su frequenza e alterazioni del ciclo mestruale, si trovano:

  • periodi di sovraffaticamento e stress che modificano i bioritmi dell’organismo e quindi anche il ciclo mestruale
  • diete eccessivamente restrittive o squilibrate o disturbi alimentari (anoressia/bulimia): lo scarso apporto dei nutrienti essenziali, di minerali e di vitamine induce il corpo a un risparmio energetico che può annullare o ridurre il ciclo.
  • assunzione di farmaci antidepressivi, chemioterapici o antipertensivi

 CONCLUSIONI

In generale, una dieta equilibrata, in cui non mancano carboidrati, proteine nobili, vitamine e sali minerali e uno stile di vita sano, che preveda regolare attività fisica, uniti a controlli ginecologici periodici contribuisce a evitare spiacevoli alterazioni del ciclo mestruale. In casi di particolare squilibrio umorale o stanchezza fisica, è possibile ottenere beneficio dall’assunzione d’integratori che contengano magnesio e sostanze adattogene come l’estratto di ginseng.

FONTI:

https://www.humanitas.it/sintomi/alterazioni-del-ciclo-mestruale

https://www.endowiki.it/index.php/malattie-dellovaio/74-contenuti/pagine-per-pazienti/1001-disturbi-del-ciclo-mestruale-come-e-perche

http://www.ginecolink.net/percorso_non_medici/ciclo.htm: IL CICLO MESTRUALE E LE SUE ALTERAZIONI

https://www.gfmer.ch/Guidelines/Disturbi_del_ciclo_mestruale_patologie_gonadiche_femminili_it/Disturbi_del_ciclo_mestruale_patologie_gonadiche_femminili_mt.htm