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Uso della mascherina e problemi della pelle: come mantenerla sana

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L’uso della mascherina, in questo momento di emergenza e sensibile difficoltà sanitaria, è un argomento molto dibattuto. Diversi siti istituzionali, come quello del Ministero della Salute o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, confermano che l’uso della mascherina è consigliato se:

  • si fa parte di lavoratori e operatori o addetti sanitari che non ne possono fare a meno per evitare il contagio;
  • ci si prende cura o si convive con una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus;
  • si sospetta di aver contratto il virus e siano presenti sintomi quali febbre sopra i 37,5 °C, tosse o starnuti.

Nonostante queste indicazioni tutta la popolazione è corsa alla ricerca di questo dispositivo medico da indossare, sia per la reale e preventiva protezione dalla malattia Covid-19 che per rassicurazione psicologica.

Il Ministero della Salute afferma che : “l’uso della mascherina aiuta di certo a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Infatti, è possibile che l’uso delle mascherine possa addirittura aumentare il rischio di infezione a causa di un falso senso di sicurezza e di un maggiore contatto tra mani, bocca e occhi.”

Le mascherine sono diventate uno degli strumenti della lotta contro il virus Sars-Cov-2. Le foto dei medici, delle infermiere e di tutti gli operatori sanitari segnati in viso dai problemi della pelle come ecchimosi e irritazioni, sono il simbolo di questa emergenza. L’utilizzo prolungato della mascherina può infatti causare problemi alla pelle.

Quali sono i rischi e dei problemi che la pelle può subire con uso prolungato della mascherina

Per indossare correttamente la mascherina occorre assicurarsi che sia integra e ben adesa al volto. L’uso prolungato della mascherina per diverse ore può comportare danni alla barriera cutanea e la comparsa di:

  • irritazione da sfregamento. I movimenti dei muscoli del viso, compiuti nell’atto del parlare, o i movimenti della testa fanno sì che la mascherina si muova esercitando uno sfregamento. Questo sfregamento, a lungo andare, può portare a vere e proprie irritazioni della cute;
  • dermatite periorale. Il vapore e l’aerosol emanati parlando, non potendo diffondersi nell’ambiente, rimangono nell’area ristretta della mascherina creando umidità e calore. In combinazione con lo sfregamento possono portare a rossore, prurito, desquamazione e secchezza dell’area intorno alla bocca e alle labbra;
  • vere e propri lividi dovuti a micro lesioni capillari da pressione.

Questi problemi della pelle ne modificano la funzionalità e l’aspetto: la pelle risulta secca, sensibile, arrossata, irritata e desquamata.

In questa situazione per la pulizia del viso è consigliabile utilizzare prodotti non schiumogeni, che detergono la pelle per affinità, senza intaccare ulteriormente lo strato idrolipidico cutaneo. Questo tipo di formulazioni garantiscono la detersione ed essendo arricchite con oli, spesso di origine naturale, lavorano anche sul mantenimento dell’idratazione della pelle lesa.

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Dopo la detersione è utile trattare la parte con oli emollienti e creme lenitive e riparatrici, per proteggere da secchezza e disidratazione e favorire il ripristino della barriera cutanea normalizzando l’attività di difesa naturale della pelle.

In caso di irritazione severa è possibile utilizzare anche le creme a base di ossido di zinco, le stesse che si applicano ai neonati per le irritazioni da pannolino. Si tratta di creme molto ricche che permettono di proteggere la cute irritata.

Fonti

http://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioFaqMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=228

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