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Pubblicato il 13 Giugno 2019 | Ultima modifica il 13 Ottobre 2020

Mamma e Bambino

Proteggere i bambini dalle punture di zanzare: le regole essenziali

Estate, tempo di zanzare. Con l’arrivo del caldo si creano, infatti, le condizioni ambientali idonee alla schiusa delle uova. Ecco allora che trascorrere del tempo all’aperto, soprattutto nelle ore del tramonto e in alcune zone, può diventare molto fastidioso. Ancora di più se le punture di zanzare riguardano i bambini, incapaci di difendersi. Com’è possibile proteggerli? Vediamo quali precauzioni e comportamenti adottare.

punture di zanzare bambini

Le punture di zanzare nei bambini

Ponfi e prurito sono le normali conseguenze di ogni puntura di zanzara. Questo perché prima di succhiare il sangue, la zanzara rilascia un liquido anestetico. È questo a generare prurito e rendere la pelle attorno alla puntura gonfia e arrossata, con fastidio in particolare per i bambini piccoli che, vista la pelle delicata, soffrono di più. In genere il fastidio scompare nel giro di alcune ore; più raramente permane qualche giorno, quando si verifica una reazione allergica localizzata.

Come prevenire le punture di zanzare, anche nei bambini

Prima di tutto, è bene dotare l’ambiente in cui si vive di zanzariere. Si possono installare alle finestre, o quantomeno intorno al lettino del bimbo. Questo è il modo migliore per proteggere i bambini molto piccoli e terrà lontane le zanzare e altri insetti molesti. Anche all’aperto è opportuno usare le zanzariere, da posizionare intorno al passeggino, si evita così di esporli a sostanze repellenti di qualsiasi natura.

Avendo cura di tenere le finestre aperte, si possono usare fornelletti a piastrina o elettro-emanatori a ricarica liquida. Si tratta di strumenti sicuri che, se usati secondo le indicazioni, hanno una tossicità bassa e una breve persistenza nell’ambiente. Gli ambienti dovrebbero comunque essere poi arieggiati.

Zampironi e candele alla citronella possono essere di aiuto per una cena all’aperto, tenendo presente che agiscono in un’area limitata e che devono essere tenuti lontano dalla portata dei bambini.

Un accorgimento da seguire riguarda i ristagni d’acqua: evitare di lasciare acqua in sottovasi, annaffiatoi, secchi. L’acqua stagnante, infatti, attira gli insetti ed è l’ambiente ideale per la loro riproduzione.

Precauzioni per l’uso dei repellenti per zanzare, cosa c’è da sapere

I prodotti da applicare sulla pelle, in forma di spray, stick o lozione, vanno usati solo quando necessario e dovrebbero essere scelti in base al principio attivo che contengono, indicato sull’etichetta.

La maggior parte di questi prodotti è a base d’icaridina (KBR), di dietiltoluamide (DEET) e di altre molecole che possono avere effetti tossici come il Citrodiol (o PMC) e l’IR3535 (o AMP).

Importante è anche controllare la concentrazione del principio attivo: quando si viaggia in paesi esotici, si può ricorrere a prodotti con concentrazione dal 30% in su, mentre alle nostre latitudini sono sufficienti quelli con concentrazione inferiore al 20%.

Secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, nei bambini di età inferiore ai due anni è meglio non usare alcun repellente, nemmeno a base di estratti naturali come per esempio citronella o geranio.

Per i bambini da due a 12 anni si consiglia di utilizzare prodotti con concentrazione inferiore al 10%, da applicare al massimo due volte al giorno. È importante che non siano applicati direttamente, ma spalmati con le mani per evitare che il prodotto entri accidentalmente in contatto la bocca o con gli occhi del bambino.

Anche in gravidanza e durante l’allattamento sono sconsigliati i repellenti a base di DEET e KBR; il Citrodiol può essere utilizzato ma non più di una volta al giorno e a concentrazioni non superiori al 20%.

Altre precauzioni generali raccomandano di:

  • non applicare i repellenti insieme a creme solari e creme idratanti con schermo anti UV, perché queste possono aumentare l’assorbimento del principio attivo (e quindi diminuirne l’evaporazione);
  • non applicarli su tagli, pelle irritata o su una precedente puntura di zanzara perché la pelle può infiammarsi maggiormente e il principio attivo può essere assorbito in quantità maggiori;
  • dopo l’applicazione ricordare di lavarsi sempre accuratamente le mani.

E se si è stati punti dalle zanzare, quali rimedi?

Per alleviare il fastidio, anche solo momentaneamente, si può bagnare la parte interessata ed eventualmente applicare del ghiaccio, che agirà anche sul gonfiore.

Evitare i “rimedi della nonna”: non applicare sostanze come ammoniaca, che può bruciare la pelle, e nemmeno il succo di limone. Oltre ad aumentare il bruciore questo può rendere la pelle fotosensibile e facilitare le scottature.

Cercare di fare in modo che il bambino non si gratti, in particolar modo con le mani non pulite. E per facilitare il riassorbimento del ponfo può essere utile applicare un gel a base di cloruro d’alluminio al 5%.

 

 FONTI:
-Istituto Superiore di Sanità, Società Italiana di Infettivologia Pediatrica

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