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Pubblicato il 25 Aprile 2019 | Ultima modifica il 21 Ottobre 2020

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Conosci il miele di girasole? Ecco perché usarlo contro il colesterolo

Il miele di girasole è una dolce golosità naturale dall’aspetto cristallizzato e dalla consistenza solida. Ha sapore erbaceo e piacevolmente rinfrescante, simile a quello dello zucchero fondente. Le varietà di miele di girasole a cristallizzazione più fine, sono contraddistinte dalla tipica fragranza fruttata di albicocca matura con retrogusto di anice stellato.

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Miele di girasole: i benefici

Il miele di girasole possiede caratteristiche molto spiccate, toni decisi ma soavi. Il suo colore ricorda quello, giallo dorato intenso, del fiore da cui proviene (Helianthus annuus, pianta della famiglia delle Composite). Il suo profumo è delicato e ricorda le note intense della paglia e del polline e quelle delicate della cera.

In generale, il miele è un ottimo sostituto del saccarosio, lo zucchero che utilizziamo comunemente. È ricco di fruttosio e glucosio, responsabile della sua rapida cristallizzazione, e ha un potere dolcificante specifico superiore rispetto a questo zucchero. Ciò significa che ne basta una minore quantità per addolcire bevande e dolci. Questo implica un più basso apporto calorico.

Una delle proprietà curative più conosciute del miele di girasole è la sua capacità di rimineralizzazione. Si tratta di un vero e proprio integratore naturale di sali minerali, soprattutto calcio e magnesio, utili a prevenire l’indebolimento delle strutture ossee, in particolare nelle persone che presentano fattori di rischio per l’osteoporosi, come le donne in menopausa e gli anziani.

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Miele di girasole e colesterolo

Meno popolare dell’olio di girasole, la cui introduzione nella dieta viene consigliata da anni per l’apporto di acidi grassi polinsaturi, il miele di girasole sta recentemente ottenendo importanti riconoscimenti.

Malgrado sia, come tutti i dolcificanti, responsabile di un significativo apporto calorico, il miele di girasole contribuisce a controllare i livelli del colesterolo LDL grazie alla presenza di fitosteroli. L’acronimo LDL serve a indicare il colesterolo “cattivo”, così definito perché associato all’aumento del rischio delle malattie cardiovascolari. Studi clinici hanno osservato come il miele apporti benefici ai pazienti con elevate concentrazioni di colesterolo nel sangue, se assunto in sostituzione della normale razione di saccarosio giornaliera.

Assunto da solo, in sostituzione dello zucchero, o in associazione con integratori specificamente formulati, e nell’abito di un’alimentazione bilanciata e di uno stile di vita sano, può contribuire alla prevenzione della patologia cardiovascolare. 

Miele di girasole in cucina, un aiuto per le malattie cardiovascolari

Può essere consumato da solo, a cucchiaini, impiegato per dolcificare le bevande oppure utilizzato in pasticceria nella preparazione di dolci, in particolare torte e biscotti secchi. Il miele di girasole può essere utilizzato per preparare una gustosa colazione proteica. Versatene una modica quantità in un padellino antiaderente nel quale cuocete le uova, in sostituzione dell’olio. Otterrete un sofisticato condimento privo di grassi.

Heart UK, un’associazione britannica no profit attiva nell’informazione per l’aumento della consapevolezza sulle malattie cardiovascolari, suggerisce uno spuntino sano e gustoso a base di questo alimento naturale. Condite una pesca tagliata a fettine con un cucchiaino di miele di girasole e cospargete con qualche seme dello stesso fiore. Avrete uno snack sano e leggero, ottimo supporto anche nell’ambito delle diete dimagranti.

La produzione del miele di girasole sul nostro territorio si concentra nell’Italia centrale, in particolare in Toscana, Umbria, Lazio e Marche. Dopo un periodo di forte calo, corrispondente al decennio degli anni ‘90, oggi è in ascesa, anche sulla base della conferma dei benefici di questo dolcificante sulla salute. Il miele di girasole è tuttavia considerato un prodotto di nicchia, anche per i delicati meccanismi che regolano la sua produzione, non standardizzabile e soggetta a fluttuazioni che dipendono da fattori naturali.

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