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Cosa mangiare dopo il virus intestinale

Per la sensazione di malessere generale e la sintomatologia capace – a seconda dell’intensità e della durata – di alterare completamente lo svolgimento delle attività quotidiane ed il riposo notturno, la cosiddetta influenza intestinale può essere un’esperienza difficile da gestire non solo per i più piccoli, ma anche per gli adulti. Oltre alla nausea e alla diarrea, infatti possono essere presenti febbre – più o meno alta – ed un invalidante senso di debolezza diffusa capace di mettere a dura prova sia l’efficienza fisica che mentale. Comunemente, il problema tende a risolversi in modo autonomo nel giro di pochi giorni, ma attuando gli accorgimenti giusti – dalla dieta all’integratore più adatto – è possibile velocizzare la guarigione e favorire un rapido recupero. Cosa mangiare dopo il virus intestinale? 

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Cosa mangiare dopo l’influenza intestinale, gli alimenti post-virus

I giorni successivi alla fase acuta, rappresentano un momento delicato che, se ben gestito sul piano dietetico, può contribuire ad un pronto recupero dell’energia e del benessere complessivo dell’organismo. Sebbene le più recenti raccomandazioni della comunità scientifica abbiano aperto verso una dieta libera anche durante le infezioni virali dell’intestino, osservare alcuni giorni di dieta più leggera può essere utile a controllare la nausea e la dissenteria.

Se, durante la fase acuta, è bene limitare i cibi solidi per almeno 12-24 ore – assicurandosi di reintegrare il giusto equilibrio idrosalino dell’organismo bevendo acqua, eventualmente arricchita con sali minerali – trascorso questo intervallo di tempo è possibile riprendere ad alimentarsi con piccoli pasti, prediligendo riso bollito condito in modo leggero, carote, patate lesse – povere di fibre e ricche di amido – mele cotte, banane mature e yogurt. Per reintegrare i liquidi ok anche ad infusi e tisane, meglio se consumate lentamente, a piccoli sorsi: tra le più indicate quelle a base di melissa, zenzero, menta, finocchio e camomilla.

Via libera anche a spremute di agrumi, brodi vegetali, centrifugati. Arance e mandarini, frutti tipici della stagione invernale, possono rappresentare un supporto efficace per un pronto recupero: oltre ad essere ricchi di vitamina C, capace di supportare naturalmente l’efficienza del sistema immunitario, gli agrumi sono ricchi di sali minerali e possono anche agire da “disinfettanti” intestinali.

Attenzione alle proteine: gli alimenti proteici – come carne, uova e formaggi – dovranno essere consumati con moderazione, perché decisamente più impegnativi da digerire. Per reintrodurre le proteine nella quotidianità preferiamo le carni bianche, come quella di pollo o tacchino, cotte ai ferri o sulla piastra e condite a crudo. L’olio di canapa o quello di riso rappresentano un’alternativa leggera all’olio di oliva, che in questa fase, potrebbe risultare leggermente irritante per la mucosa di stomaco ed intestino.

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Alimenti da evitare dopo il virus intestinale

Cosa mangiare, dunque, dopo il virus intestinale? Volendo attenuare la sensazione di “vuoto allo stomaco” o leggera acidità che caratterizza i giorni successivi al malessere intestinale è bene limitare gli alimenti ricchi glutine, preferendo il riso alla pasta oppure cracker e gallette a base di farine di riso o di mais, nutrienti e più facilmente digeribili rispetto al pane e ad altri prodotti lievitati.

Da evitare – per almeno 4-5 giorni dopo la cessazione dei sintomi del virus intestinale (nausea, vomito, diarrea) – bevande a base di caffeina e alcolici, latte e prodotti caseari. Unica eccezione il parmigiano o i formaggi con una lunga stagionatura, superiore ai 12-24 mesi. Cautela è richiesta anche nella reintroduzione di frutta e verdura, che – per il loro contenuto di fibre – potrebbero impegnare eccessivamente la digestione o portare fenomeni di fermentazione intestinale. Meglio prediligerle in versione cotta anziché cruda.

Assolutamente no ai succhi di frutta – così come tutti gli alimenti e le bevande troppo zuccherine – che rischiano di aumentare la motilità intestinale, ritardando la ripresa, favorendo peraltro gonfiori e disturbi a stomaco ed intestino.

Virus intestinale: dieta e integratori

Oltre a rispettare una dieta corretta, per favorire un pronto recupero del benessere dell’organismo e nello specifico dell’intestino, potrebbe essere utile ricorrere agli integratori giusti. Da prediligere – per ridurre il rischio di disidratazione, soprattutto in estate – ad integratori in bustine solubili a base di mix di sali minerali e vitamine.

Essenziali per favorire un corretto rispristino dell’equilibrio della flora microbica intestinale, anche i fermenti lattici probiotici, capaci di ripopolare correttamente il microbiota. Tra i più indicati quelli a base di Lactobacilli e Lactobacillus rhamnosus GG, che – oltre a ridurre lo sviluppo incontrollato di batteri nocivi nell’intestino – contribuiscono al benessere della mucosa intestinale, duramente provata dalla gastroenterite, supportando adeguatamente il sistema immunitario localizzato proprio a livello della parte dell’intestino. Può essere consigliato assumerli per 7-10 giorni, ripetendo poi un nuovo ciclo di trattamento a distanza di un paio di settimane.

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