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Pubblicato il 5 Dicembre 2019 | Ultima modifica il 31 Dicembre 2019

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L’importanza del grasso bruno per contrastare obesità e diabete

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Il grasso non è tutto uguale. Il grasso bruno, in particolare, svolge il ruolo di termogenesi, ovvero ci aiuta a riscaldare il nostro corpo. Recenti studi, però, hanno mostrato che il grasso bruno ha anche una funzione nell’innescare una serie di processi che ci portano a sentirci sazi. Il grasso bruno potrebbe quindi agire per proteggerci da obesità e diabete.

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Grasso bruno e grasso bianco non tutti i grassi sono uguali

Il grasso bruno è una delle due forme nelle quali il grasso può essere immagazzinato nel nostro organismo; l’altra è il grasso bianco. Quest’ultimo svolge una funzione di riserva: in situazioni di scarsità di cibo, infatti, questo tessuto viene “consumato” per fornire l’energia necessaria allo svolgimento delle normali attività corporee.

Per quanto riguarda le cellule del tessuto adiposo bruno, invece, fino a poco tempo fa si riteneva che avessero esclusivamente una funzione di termogenesi, ovvero di produzione di calore attraverso la combustione del grasso bruno in esse accumulato.

Grasso bruno: nuove scoperte

Recentemente, tuttavia, alcuni studi hanno mostrato che il grasso bruno potrebbe avere anche un’altra funzione. Un gruppo di ricercatori tedeschi ha, infatti, pubblicato una ricerca in cui si dimostra che il grasso bruno è coinvolto nel processo di generazione del senso di sazietà. Questo è dovuto al fatto che risponde alla presenza di un particolare ormone, la secretina, normalmente prodotta dal duodeno, una parte dell’intestino umano. La secretina agisce sullo stomaco, riducendo la secrezione di acidi gastrici e diminuendo quindi il senso di fame.

Il grasso bruno reagisce alla stimolazione da parte della secretina dando inizio alla termogenesi, e quindi producendo calore. Questo processo agisce a sua volta su particolari cellule neuronali cerebrali, che determinano una riduzione del senso di sazietà.

Ecco quindi come mai il grasso bruno ha un ruolo contro l’obesità, proprio perché riduce il desiderio di ingerire altro cibo. Studi effettuati sui topi, infatti, dimostrano che animali privi di tessuto grasso bruno tendono a diventare obesi.

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Grasso bruno e diabete

Un altro studio, questa volta americano, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, mostra un’ulteriore azione che potrebbe essere svolta dal grasso bruno. In questo caso, il tessuto adiposo bruno agirebbe per proteggerci contro il diabete.

Il grasso bruno, infatti, ha mostrato di essere in grado di rimuovere dal sangue alcuni amminoacidi che, se presenti in eccesso, sono associati a patologie come obesità e diabete.

I ricercatori americani hanno scoperto che chi ha una ridotta o assente quantità di grasso bruno ha anche una ridotta capacità di eliminare quegli amminoacidi dal proprio sangue. La conseguenza? In queste persone il rischio di andare incontro a obesità e diabete è più alto rispetto a chi ha una normale quantità di grasso bruno nel loro organismo.

Grasso bruno e dove trovarlo

La quantità di grasso bruno è determinata in parte da fattori genetici: ci sono persone che, naturalmente, hanno una maggiore quantità di questo tessuto adiposo. Tuttavia, la composizione del grasso può cambiare. In determinate condizioni, infatti, il grasso bruno può aumentare relativamente.

In particolare, alcuni studi su topi hanno mostrato che l’esposizione al freddo per alcune ore può accrescere il volume di tessuto grasso bruno. Anche l’esercizio sembra essere correlato con i volumi relativi dei diversi tipi di grasso.

Fare attività fisica, infatti, stimola l’organismo a produrre un particolare ormone, l’irisina. Questa sostanza sembra aiutare il corpo a trasformare il grasso bianco in grasso bruno.

Gli studi su quest’ argomento non sono certo terminati: c’è ancora molto da scoprire sul ruolo del tessuto adiposo, sia bianco sia bruno. Saperne di più, come abbiamo visto, potrebbe essere di grande aiuto nel combattere le cosiddette patologie del benessere, ovvero il diabete e l’obesità, che ogni anno mietono moltissime vittime. A questo proposito è utile ricordare che seguire una dieta bilanciata e ricorrere, sentito il parere del medico, all’assunzione d’integratori specifici che contribuiscono a normalizzare la colesterolemia, è d’aiuto nel contenere il rischio cardiovascolare.

Fonti:

https://www.nhs.uk/news/obesity/brown-fat-may-protect-against-diabetes-and-obesity/
http://www.lescienze.it/news/2018/11/16/news/grasso_bruno_secretina_senso_sazieta_-4192736/
https://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(18)31324-2?_returnURL=https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0092867418313242%3Fshowall%3Dtrue
https://www.nature.com/articles/s41586-019-1503-x
https://www.gidm.it/wp-content/uploads/2017/05/Cinti.pdf

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