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Pubblicato il 20 Aprile 2020 | Ultima modifica il 15 Settembre 2020

Mamma e Bambino

La differenza tra morbillo e varicella: come riconoscere i sintomi?

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Morbillo e varicella rappresentano due tra le malattie infettive più temute dai genitori durante l’infanzia dei propri figli: spesso assimilate nell’immaginario comune, presentano in realtà sintomi differenti.

Infatti, pur essendo entrambe malattie virali esantematiche, cioè che si manifestano con eruzioni cutanee, accompagnate da febbre, tra di loro hanno specifiche differenze perché sono provocate da virus diversi.

Attualmente è molto più raro contrarre sia la varicella che il morbillo grazie all’introduzione dei vaccini obbligatori; tuttavia, seppur la prevenzione sia largamente diffusa, possono ancora capitare episodi isolati. È bene quindi saperle riconoscere così da poterle distinguere in caso di necessità.

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La differenza tra i due virus

La prima differenza tra morbillo e varicella è nel virus che le provoca. Il virus del morbillo appartiene alla famiglia dei Paramyxovirus, mentre la varicella è causata da un Herpes virus, il Varicella zoster.

Il periodo di incubazione dei due virus è un altro elemento distintivo: quello del morbillo è più breve e si aggira intorno ai dieci giorni (da 7 a 14), quello della varicella può arrivare fino alle tre settimane (da 10 a 21 giorni).

Nessuna differenza fra morbillo e varicella per quanto riguarda il metodo di trasmissione: infatti, sia per morbillo che per la varicella, il contagio avviene per via aerea tramite starnuti e tosse.

Ecco perché, prima dell’introduzione dei vaccini obbligatori, le due malattie si propagavano facilmente in ambienti chiusi, come asilo e scuola.

Morbillo e varicella: sintomi a confronto

Sin dai primi sintomi è possibile distinguere se il proprio bambino ha contratto morbillo o varicella. Nel caso del morbillo, i primi sintomi ad apparire sono febbre anche alta, tosse, raffreddore e talvolta congiuntivite; solo in un secondo tempo si manifesta la caratteristica eruzione cutanea a forma di piccole bolle che vanno ad arrossarsi con il tempo. Lo sfogo cutaneo compare prima dietro le orecchie, per poi diffondersi in tutto il corpo ed è accompagnato dall’ingrossamento dei linfonodi del collo, dell’inguine e delle ascelle.

Nel caso della varicella, invece, la febbre può anche essere bassa o non comparire affatto, se il bambino è molto piccolo d’età. I primi segnali che si riscontrano nei casi di varicella, sono un senso di stanchezza generalizzata, accompagnata da mancanza di appetito. L’eruzione cutanea è quasi contemporanea a questo stato di spossatezza: la varicella presenta caratteristiche bolle pruriginose (che non vanno assolutamente grattate per evitare infezioni cutanee).

Per quanto riguarda la comparsa dell’eruzione, c’è differenza fra morbillo e varicella. Le bolle di quest’ultima si manifestano prima sul tronco e poi sul viso e in alcuni casi anche sugli arti. Mentre le bollicine del morbillo sono prima rosa e poi diventano rosse, quelle della varicella da rosse, poi si riempiono di liquido purulento per poi asciugarsi e lasciare le crosticine.

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Morbillo e varicella: complicanze diverse

Se messe a confronto, le eventuali complicanze di morbillo e varicella sono differenti: il morbillo può provocare otiti e polmoniti fino anche ad encefaliti gravi. La varicella, invece, seppur anche lei possa degenerare in encefaliti, ha un tasso di complicanze inferiore.

La convalescenza dalle malattie esantematiche può protrarsi: ecco perché è sempre importante tenere alte le difese dei bambini con l’aiuto anche di integratori a base di Vitamine A, C, B12, B6 e acido folico che contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario e Biotina, Niacina, Vitamine C, B12 per regolare il normale metabolismo energetico.

Morbillo e varicella: diversi ma un solo vaccino

Nonostante le differenze esistenti tra varicelle e morbillo, c’è un unico vaccino contro entrambe: è il vaccino MPRV, che è indicato per l’immunizzazione attiva contro morbillo, parotite, rosolia e varicella nei bambini a partire dagli 11 mesi fino ai 12 anni di età compresi. L’obbligatorietà dei vaccini ha permesso di far sparire quasi del tutto le malattie esantematiche: ora, infatti, solo in casi eccezionali qualcuno le contrae.

Fonti

https://www.epicentro.iss.it/vaccini/ReazioniAvverseMPRV
https://www.epicentro.iss.it/morbillo/morbillo
https://www.epicentro.iss.it/varicella/
https://www.uppa.it/medicina/malattie-e-disturbi/malattie-esantematiche-impariamo-a-distinguerle/
http://www.ospedalebambinogesu.it/documents/10179/1256823/A+scuola+di+salute+-+Aprile+2017/5ca9f329-28a9-42be-8fcb-dfea01f0f350

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