Mamma e bimbo

Rimedi: come curare il raffreddore nei neonati

curare raffreddore neonati

Con l’arrivo dell’autunno, arriva anche il raffreddore ed è tipico dei bambini esserne soggetti.

Purtroppo più i nostri figli sono piccoli, più, quando sono raffreddati, diventano irritabili, perché, ovviamente, a causa del naso chiuso hanno difficoltà a dormire e a bere il latte.

Il naso chiuso, infatti, è il principale sintomo del raffreddore, provocato dall’infiammazione della mucosa con conseguente accumulo di muco nelle cavità nasali. A questo si accompagnano tosse starnuti, con i quali l’organismo cerca di espellere le secrezioni, ma che sono anche il più facile veicolo di trasmissione del virus che si trasmette o direttamente tramite le goccioline di saliva, o indirettamente toccando oggetti venuti in contatto con una persona infetta e poi portandosi le mani alla bocca, cosa che i bimbi piccoli fanno abitualmente.

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Che cos’è il raffreddore? Ecco i sintomi

Con ottobre, dunque, gli studi pediatrici si affollano di bimbi affetti da raffreddore, ma cosa intendiamo quando si parla di raffreddore? Non è altro che la più comune tra le infezioni alle alte vie respiratorie causata da vari virus, appartenenti nella maggior parte dei casi alla famiglia dei rinovirus.

I sintomi, come anticipato, sono naso chiuso, starnuti, tosse, a cui si aggiungono, in alcuni casi, mal di gola e talvolta febbre. Più il bambino è piccolo, più difficilmente si libererà il naso dal muco accumulato, facendo perdurare l’infezione per più giorni e talvolta acuendo la sintomatologia.

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I rimedi per il raffreddore nei neonati

Non ci sono farmaci che curano il raffreddore, come dice Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di farmacoepidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche” Mario Negri di Milano. I pediatri consigliano quindi:

  • di monitorare che la febbre non si alzi sopra i 38 prima di somministrare qualsiasi antipiretico
  • di tenere pulito il naso specialmente prima della poppata e della nanna, utilizzando le soluzioni fisiologiche in commercio, che si possono acquistare già in pratiche confezioni spray o flaconcini monodose di facile somministrazione. Queste soluzioni sono a base di acque termali, acqua di Sirmione o acqua di mare sterilizzata. In farmacia sono disponibili anche aspiratori nasali con cui la mamma aspira facilmente dalle narici del bimbo il muco. Un’altra opzione è l’aerosol a base di soluzioni fisiologica così che con il calore il muco si sciolga
  • di umidificare gli ambienti: il riscaldamento, specialmente negli ambienti chiusi, asciuga le mucose e favorisce la formazione di croste, che chiudono il naso. È bene allora regolare il riscaldamento e adoperare umidificatori per ambienti, almeno nella stanza dove dorme il bambino.
  • di fare dormire il neonato leggermente rialzato: basta sollevarlo un poco, rispetto ad una posizione orizzontale, per evitare che il muco si accumuli e facilitare la respirazione

Quando portare il bambino dal pediatra

Il raffreddore nei neonati assolutamente non deve allarmare. Solo nei casi il bimbo abbia meno di tre mesi, o sia inappetente, o abbia febbre alta e persistente o accusi mal d’orecchio, è meglio fare un salto dal pediatra. In tutti gli altri casi, la mamma si deve armare di pazienza: dopo una settimana, massimo dieci giorni il raffreddore per fortuna passa!

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