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Prevenzione rosa, Ottobre è il mese della sensibilizzazione

Come ogni anno, ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, il più frequente nelle donne. Ma che cosa significa fare prevenzione? E come farla? Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’ottobre rosa.

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Ottobre rosa, il mese della prevenzione

Ottobre è il mese rosa della prevenzione.

Il tumore al seno è la forma di neoplasia diagnosticata con maggior frequenza nelle donne, in Italia e in tutto il mondo, e si conta che ogni anno ne siano colpite circa 50.000 persone solo nel nostro Paese. La prevenzione, però, gioca un ruolo fondamentale e accende la speranza: grazie al miglioramento delle tecniche diagnostico-terapeutiche, infatti, la sopravvivenza al tumore al seno è tra le più elevate, e a 5 anni dalla diagnosi si attesta al 90%. Questa percentuale dà l’idea di quanto sia importante giocare d’anticipo nella diagnosi e, di conseguenza, di quanto sia importante continuare la campagna di sensibilizzazione.

Il 19 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale contro il cancro al seno, la giornata voluta dall’Oms – l’Organizzazione mondiale della sanità – nata con l’obiettivo di sensibilizzare sulla malattia e promuovere la diagnosi, i controlli e le cure tempestive. È infatti importante che le donne tengano monitorata costantemente la propria salute con visite regolari e mammografie programmate insieme al proprio medico di fiducia. Quello che ancora tante donne non sanno, però, è che la prevenzione si fa con gli esami diagnostici ma non soltanto. Perché che ci sono due tipologie di prevenzione: la prevenzione primaria e la prevenzione secondaria. Vediamo più approfonditamente che cosa sono.

Cosa sono la prevenzione primaria e quella secondaria

La prevenzione primaria

La prevenzione primaria, lo dice il nome stesso, è quella che viene effettuata prima, “alla radice”. Più esattamente, è quella che interviene sui fattori di rischio. I fattori di rischio, a loro volta, possono essere divisi in due categorie: modificabili e non modificabili. Se i non modificabili sono quelli inerenti all’età, a specifiche mutazioni del dna, all’ereditarietà e alla storia riproduttiva della donna (menarca precoce – prima degli 11 anni – e menopausa tardiva – oltre i 55 anni – comportano una prolungata esposizione agli ormoni) i fattori di rischio modificabili sono tutti quelli che concernono i comportamenti. Gli esperti sono unanimi nel raccomandare di seguire sempre uno stile di vita sano e, nello specifico:

  • evitare il fumo,
  • bere con moderazione gli alcolici, 
  • fare attività fisica (se non addirittura attività sportiva) fin dalla tenera età,
  • seguire una dieta equilibrata, che tenga conto del giusto apporto giornaliero di carboidrati, proteine e delle corrette quantità di frutta e verdura, legumi, carne, pesce e uova, bere molta acqua,
  • mantenere il peso sotto controllo (l’obesità aumenta il rischio di formazione di neoplasie).

L’assunzione di terapia ormonale sostitutiva, inoltre, è considerata un fattore di rischio perché i farmaci a base di estrogeno e progesterone, assunti dopo la menopausa per alleviarne i disturbi, possono lievemente aumentare il rischio di sviluppare un tumore al seno.
La prevenzione primaria, vista l’alta incidenza del tumore al seno, è raccomandata indistintamente a tutte le donne.

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La prevenzione secondaria

In che cosa consiste? Nella diagnosi precoce attraverso la visita clinica senologica ed esami specifici. L’esame principe della prevenzione di questo tipo di neoplasia è senza dubbio la mammografia, un esame radiografico non invasivo del seno che permette di visionare il tessuto all’interno della mammella. Nonostante il tumore al seno possa colpire le donne di tutte le età, l’incidenza aumenta con il passare degli anni e si verifica con maggiore frequenza nelle donne dai 50 anni di età in su. È dimostrato che una mammografia eseguita con cadenza biennale nella donna di età compresa tra i 50 e i 70 anni può ridurre la mortalità fino al 70%. Un dato positivamente impressionante e molto incoraggiante.

Nelle donne incluse nella fascia di età 40-50 anni, inoltre, una mammografia annuale può ridurre il tasso di mortalità del 20%. L’altro esame di riferimento è l’ecografia mammaria bilaterale – da associare alla mammografia –, un esame per immagini in cui una sonda emette ultrasuoni a bassa frequenza e alta intensità sulla zona da esplorare; rimbalzando su tessuti e organi interni, produce l’immagine della mammella.

Il Sistema sanitario nazionale ha attivo un programma di diagnosi precoce e, per le donne nella fascia di età compresa fra i 50 e i 70 anni, offre una mammografia ogni due anni, da effettuarsi su invito, in maniera totalmente gratuita, a testimonianza di quanto anche il sistema sanitario nazionale riconosca l’importanza di una corretta prevenzione.

Mammografie ed ecografie diventano esami che possono seriamente salvare la vita per le donne nella fascia di età 40-70 anni. Ma le donne più giovani, considerate a basso rischio, che cosa possono fare per iniziare fin da subito a prendersi cura della propria salute? In assenza di familiarità, ovvero di presenza di specifiche mutazioni del dna ereditate da uno dei genitori – eventualità che corrisponde solo nel 5-10% di tutti i tumori al seno – le donne più giovani possono praticare l’autopalpazione del seno, da fare dopo l’inizio delle mestruazioni, quando il seno è più predisposto. Per le donne nella fascia di età 30-40 anni, invece, è consigliato fare controlli periodici con cadenza stabilita insieme allo specialista di fiducia, che in base alla tipologia del seno e al quadro clinico della singola paziente saprà suggerire come meglio agire per prevenire eventuali neoplasie della mammella.

Ottobre rosa, il mese della prevenzione: le associazioni hanno un ruolo cruciale

Ci sono diverse associazioni italiane che in ottobre danno la possibilità di effettuare incontri, visite e offrono consulenze gratuite. Una su tutte la Lilt, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Con la campagna LILT for Women – Campagna Nastro Rosa, l’associazione invita tutte le donne a rivolgersi al numero verde SOS LILT 800 998877 per ricevere informazioni e prenotare una visita senologica gratuita presso il più vicino ambulatorio LILT aderente. Ma ci sono anche tante associazioni di zona che fanno iniziative di informazione: informati presso quelle della tua città.

Fonti: 

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