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Come riconoscere i nei pericolosi, 5 consigli per la prevenzione

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Pochi, tanti, tantissimi. Il numero di nei presenti sulla pelle è soggettivo, la maggior parte delle persone ne ha tra 10 e 40 ma non mancano individui che presentano zone del corpo, come la schiena, che ne sono quasi interamente ricoperte. Al di là del fattore estetico per cui possono risultare o meno graditi, è importante sapere come riconoscere i nei pericolosi.

Quando i nei sono pericolosi

Se è vero infatti che la presenza di nei è fisiologica, è altrettanto vero che non esiste un unico tipo di neo e che a volte i nei possono degenerare e trasformarsi in melanoma.

Quando i nei sono pericolosi? Queste macchie della pelle sono dovute all’accumulo dei melanociti, ossia le cellule situate nello strato profondo dell’epidermide responsabili della produzione di melanina.

La melanina è lo stesso pigmento che determina il colore della carnagione e che, quando i melanociti sono stimolati, dà luogo all’abbronzatura come mezzo per difendere la pelle dai raggi solari. A volte i nei sono presenti dalla nascita, ma possono comparire anche nel corso della vita; la comparsa di un nuovo neo non è una anomalia, purché non presenti caratteristiche sospette. I nei di natura benigna sono piccoli, hanno dimensioni inferiori al mezzo centimetro e forma tondeggiante e regolare. Il colore può variare da rosa a marrone scuro. Questo vale anche per i nei già presenti sulla pelle.

Le forme dei nei pericolosi sono invece quelle che caratterizzano i nei atipici, la categoria che ha maggior probabilità di evolvere in melanoma. Questi nei in genere sono più grandi, hanno una forma irregolare e bordi non ben definiti. Compaiono più facilmente nelle aree del corpo naturalmente esposte al sole.

L’esposizione ai raggi solari, infatti, è una delle cause che può innescare il processo degenerativo a carico di un neo rendendolo pericoloso: il melanoma si forma per una alterazione genetica dei melanociti, favorita in particolare dalle scottature che rappresentano un importante fattore di rischio. Non è infatti l’esposizione graduale -e protetta da creme solari- a essere pericolosa, ma il trauma che la scottatura provoca alla pelle.

Le scottature, specie se ripetute nel tempo, danneggiano il DNA delle cellule cutanee, innescando la trasformazione tumorale, anche a distanza di anni. Anche lettini solari e lampade abbronzanti, in quanto fonte di raggi ultravioletti, possano causare lo stesso danno e devono quindi essere utilizzate con estrema cautela.

Il melanoma è la forma più aggressiva tra i tumori cutanei, dei quali rappresenta però solo il 5%. Nonostante i recenti progressi nella cura del melanoma nelle sue forme avanzate, solo la diagnosi precoce può essere risolutiva e rimane tuttora la migliore e più efficace strategia terapeutica, che permette di eliminare la patologia in una fase in cui non ha ancora prodotto metastasi. I casi di melanoma sono in aumento: negli ultimi dieci anni le nuove diagnosi in Italia sono passate da 7 mila a quasi 14 mila, soprattutto fra le persone al di sotto dei 50 anni. Il melanoma colpisce maggiormente le donne, nelle parti superiori e inferiori del corpo, mentre nell’uomo è presente maggiormente nel tronco e nel capo.

Sono inoltre considerati a rischio elevato gli individui che abbiano avuto casi di melanoma in famiglia (almeno due), o che abbiano una lesione comparsa in età adulta, che aumenti rapidamente di dimensione o abbia una superficie superiore ai 6 millimetri. Sono considerate a basso rischio le persone che si siano scottate durante l’infanzia e l’adolescenza, che abbiano lentigginosi diffusa, un numero di nei comuni superiore a 40 o almeno tre nei atipici. In questi casi il consiglio delle linee guida è un controllo regolare una volta all’anno.

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Come riconoscere le forme di nei pericolosi

Il sintomo principale del melanoma cutaneo è il cambiamento nell’aspetto di un neo. Per controllare l’evoluzione dei nei nel tempo e individuare le forme di nei pericolosi esiste la cosiddetta “regola dell’alfabeto”: le caratteristiche di un neo che possono indicare l’insorgenza di un melanoma sono riassunte grazie alla sigla ABCDE.

  • Acome Asimmetria nella forma (un neo benigno è generalmente circolare o comunque tondeggiante, un melanoma è più irregolare);
  • Bcome Bordi irregolari e indistinti;
  • Ccome Colore variabile (ovvero con sfumature diverse all’interno del neo stesso, tendenti al nero, bluastro o al rosso);
  • Dcome Dimensioni in aumento, sia in larghezza sia in spessore;
  • Ecome Evoluzione del neo che, in un tempo piuttosto breve, mostra cambiamenti di aspetto.

Altri campanelli d’allarme che devono essere valutati da un medico sono un neo che sanguina, che prude o che è circondato da un nodulo o da un’area arrossata.

Raramente il melanoma può svilupparsi in parti del corpo meno visibili, come le mucose della bocca o i genitali. In questo caso può essere confuso con altre patologie e risulta più difficile da diagnosticare. Un caso particolare è il melanoma che interessa le unghie, con la comparsa di striature verticali di colore scuro. Un segnale certo da portare immediatamente all’attenzione del medico.

Nei e cura della pelle

Responsabile della prevenzione è ciascun individuo, che può riconoscere i nei pericolosi e individuare eventuali cambiamenti tempestivamente. Bisogna poi sottoporsi a controlli medici con regolarità.

Il dermatologo esegue un primo controllo, oltre che con la visita clinica, attraverso la dermatoscopia, cioè l’osservazione dei nei con il microscopio a epiluminescenza. Si tratta di uno strumento che permette di ingrandire e illuminare la lesione visualizzandone anche l’aspetto interno e di individuare i casi da sottoporre a una successiva biopsia, unico esame in grado di attestare la diagnosi certa di melanoma. L’immagine viene analizzata a computer e archiviata per i successivi confronti, in modo da scoprire eventuali evoluzione maligne. Nel caso di una pelle ove siano presenti molti nei verrà eseguita una mappatura che permetta di confrontarne lo stato nel tempo.

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