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5 consigli per l’alimentazione dopo la chemioterapia

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La terapia chemioterapica ha come effetto collaterale più comune la sensazione di nausea che porta alla perdita di appetito e a volte anche a vomito con conseguente perdita di peso. Soprattutto nei giorni immediatamente successivi alla chemioterapia gli effetti collaterali si manifestano con maggiore intensità.

Nonostante l’insorgere di nausea e vomito è importante non perdere di vista l’importanza dell’alimentazione durante chemioterapia. L’apporto energetico e l’equilibrio dei nutrienti è fondamentale per affrontare la vita quotidiana e ancora di più per far fronte agli effetti collaterali dei trattamenti chemioterapico.

La prima regola imprescindibile per ogni paziente che si trova ad affrontare terapie a forte impatto, sia dal punto di vista fisico che psicologico, è cercare di mantenere una vita il più possibile normale. Tra le buoni abitudini da salvaguardare, o creare qualora non ci fosse prima, c’è alimentarsi attraverso una dieta sana. Per dieta sana si intende una corretta alimentazione varia e ben equilibrata che permette di apportare tutti i nutrienti fondamentali nelle giuste quantità.

Alimentazione e chemioterapia: mantenere il normopeso

La variabilità e il giusto bilanciamento degli alimenti sono importanti per recuperare le forze, affrontare le terapie al meglio, combattere gli effetti collaterale di farmaci e dare la possibilità alla terapia di ottimizzare il suo effetto e far funzionare meglio il sistema immunitario. Un’altra finalità di seguire un’alimentazione corretta è quella di raggiungere o mantenere il normopeso. La definizione del normopeso viene indicata dal medico curante e dipende dal sesso, l’altezza e l’età del paziente ma anche dal tipo di neoplasia da cui è affetto.

Gli effetti collaterali della chemioterapia coinvolgono spesso il tratto gastro intestinale per questo la sfera dell’alimentazione viene coinvolta nel trattamento della chemioterapia. Tra i disturbi più frequenti ci sono nausea, vomito, alterazione del gusto e di conseguenza calo o perdita dell’appetito. Possono però comparire anche altri sintomi tra cui infiammazione alle mucose, bruciore di stomaco, diarrea o stipsi. Tutti questi sintomi sono strettamente legati alla terapia e tendono a scomparire dopo aver sospeso il trattamento.

I 5 consigli per l’alimentazione

  • Dividere i pasti in tre principali e due spuntini cercando di non sovraccaricare mai troppo il tratto gastrointestinale, masticando accuratamente. Meglio mangiare poco e spesso per evitare di scatenare le sintomatologie sopracitate.
  • Moderare l’assunzione di proteine di origine animale e quindi la quantità di carne e prodotti lattiero caseari. Prediligere le proteine di origine vegetale come fagioli, ceci, lenticchie, fave, piselli. Questi alimenti possono essere consumati tal quali o sotto forma vellutate, puree o minestre aggiungendo del brodo vegetale in modo da rompere le cuticole dei legumi che possono risultare più difficili da digerire. Meglio evitare carni rosse e conservate (insaccati).
  • Assumere molta frutta e verdura. Ottimi alimenti poiché ricchi di acqua, fibre, vitamine (A,C,E) ed elementi come ferro, calcio, magnesio, zinco e potassio. Utili anche a garantire la corretta motilità del tratto gastrointestinale.
  • Non dimenticare di bere la corretta quantità d’acqua giornaliera. È consigliabile però farlo lontano dai pasti per non diminuire il senso di appetito. L’apporto di acqua può essere compreso nella dieta anche tramite succhi di frutta, tisane, infusi o tè (preferibilmente deteinati) ma anche brodi, da consumare tiepidi.
  • Ridurre le quantità di assunzione di cibi grassi, preferire l’uso di olio extravergine di oliva come condimento rispetto a burro o margarina, cercando sempre di non eccedere nelle quantità. Ridurre al minimo il consumo di alcool e tenere sotto controllo le quantità di zucchero e sale. Al posto del sale è consigliabile usare erbe aromatiche, alcune come menta e zenzero hanno anche proprietà antinausea, utili durante il trattamento.

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