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Allergie a punture di zanzare: sintomi e cura alle reazioni allergiche

Le zanzare sono una sgradevole quanto inevitabile compagnia estiva, dalla quale ci si abitua a difendersi pur sapendo che molto difficilmente sarà possibile evitare del tutto di essere punti. Le punture di zanzara causano la comparsa di piccoli rigonfiamenti e prurito, che nella maggior parte dei casi tenderà a risolversi spontaneamente. Questo è vero per la maggior parte delle persone; in rari casi possono però verificarsi vere e proprie allergie alle punture di zanzare. Vediamo come e perché.

Contrariamente alla zanzara maschio, che nonostante l’aspetto è innocua, l’esemplare femmina necessita di sangue dal quale ricava sostanze indispensabile allo sviluppo delle uova. E l’essere umano, per la sua cute sottile e assenza di peluria rispetto ad altri animali, sembra essere la preda ideale.

Le zanzare sono dotate di una “proboscide” in grado di perforare la cute e succhiare il sangue. Per fare questo la zanzara inietta una piccola quantità di saliva che, per le sostanze in essa contenute, ha una duplice funzione: da un lato anestetizzare la parte interessata dalla puntura, e dall’altro quella di mantenere il sangue fluido (dal momento che la sostanza ha effetto anticoagulante) per poterlo aspirare meglio.

Sono proprio queste sostanze, con le quali l’organismo viene in contatto durante il morso, a causare il prurito e l’arrossamento.

I sintomi delle allergie alle punture di zanzare

Sebbene l’allergia alle zanzare non abbia nulla a che vedere con quella, anche fatale, alle punture di imenottero (api, vespe e calabroni) l’organismo sviluppa una piccola reazione allergica a ogni morso.

Nella maggior parte dei casi questa si manifesta con un prurito localizzato e un po’ di gonfiore. In rari casi, per le persone allergiche o ipersensibili, il sistema immunitario reagisce invece in maniera anomala, con un picco di produzione di immunoglobuline specifiche IgE e IgG che scatenano manifestazioni più evidenti.

I sintomi dell’allergia alle punture di zanzara possono essere classificati in base a due tipi di reazione: la sindrome di Skeeter e l’orticaria papulosa.

Nel primo caso compaiono bolle gonfie, dall’aspetto simile a quello di una vescica, e che se rotte rilasciano liquido. In questo caso la reazione non si limita alla zona interessata dalla puntura ma può estendersi, ed essere accompagnata da febbre.  

Quando invece, specie in una zona colpita ripetutamente nel giro di poco tempo, sono presenti numerosi ponfi infiammati e pruriginosi e vescicole con una crosticina centrale, siamo di fronte all’orticaria papulosa.  In questo caso i sintomi possono persistere anche per una o due settimane. Si tratta di casi molto rari nei quali l’irritazione si può estendere anche a zone della pelle che non sono state punte.

A una puntura di zanzara possono dunque seguire varie reazioni, ma nella maggior parte dei casi si sviluppa un pomfo rosso e pruriginoso che potrebbe permanere per alcuni giorni. In genere la suscettibilità alle reazioni allergiche alle punture di zanzara decresce con il tempo di esposizione, per questo è più facile che si verifichi in un bambino piuttosto che in un adulto

Affinché si sviluppi una reazione il contatto con l’insetto deve essere di almeno sei secondi. 

Ma cosa attrae le zanzare? Le zanzare sono attratte dal calore, dalla luce, dall’odore del corpo, dall’acido lattico. Sembrano essere più facilmente colpiti gli uomini, le donne in gravidanza, le persone obese o sovrappeso, chi è reduce dalla pratica di attività fisica, chi ha da poco bevuto birra.

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Prevenire e curare le punture

Come rimediare alle punture di zanzara? Per una reazione localizzata per alleviare il fastidio è possibile applicare del ghiaccio, oppure prodotti specifici reperibili in farmacia come il gel astringente a base di cloruro di alluminio. Se il prurito persiste applicare una crema cortisonica può essere di aiuto, ma se la parte dovesse gonfiarsi e mostrare segni di infezione è opportuno consultare un medico.

In caso di allergia alle punture di zanzare viene consigliata una terapia topica a base di cortisone e antibiotico, da applicare direttamente sulle parti interessate.

Per prevenire il contatto con le zanzare è possibile adottare alcuni accorgimenti:

  • Se possibile proteggere gli ambienti con zanzariere alle finestre.
  • Evitare i ristagni d’acqua all’esterno dell’abitazione; anche i sottovasi di un balcone di città possono rappresentare un ambiente ideale per la deposizione delle uova.
  • Fare uso di spray antizanzare quando si trascorre molto tempo all’aperto, nelle ore del tramonto o la sera.
  • In casa è possibile utilizzare apparecchi che diffondono nell’ambiente sostanze antizanzare, mediante piastrine o soluzioni. In questo caso aerare le stanze prima di dormire.
  • Per culle e passeggini dei più piccoli fare uso di apposite zanzariere, che proteggono il bambino da qualsiasi insetto.
  • Se possibile indossare pantaloni e maniche lunghe, specialmente se ci si trova in luoghi come parchi, giardini, e in prossimità di specchi d’acqua stagnante. 
  • Evitare di utilizzare profumi forti e dolciastri, che potrebbero attirare le zanzare.

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