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Pubblicato il 1 Ottobre 2020 | Ultima modifica il 9 Ottobre 2020

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Cos’è l’ernia iatale: può scomparire con una cura definitiva?

L’ernia iatale è la protrusione (ernia) di parte dello stomaco dalla cavità addominale verso la cassa toracica attraverso lo iato diaframmatico, ossia l’apertura del muscolo diaframma attraverso la quale passa l’esofago. Si tratta di un disturbo piuttosto diffuso, che colpisce il 15% della popolazione italiana. La sua conseguenza più impattante e diffusa è rappresentata dal reflusso gastroesofageo.
L’ernia iatale viene trattata principalmente con la correzione dello stile di vita. I farmaci vengono prescritti quando i sintomi creano problemi, mentre la chirurgia viene applicata solo in casi molto particolari.

Come si manifesta l’ernia iatale

L’ernia iatale può manifestarsi secondo tre diverse tipologie:

  • ernia iatale da scivolamento: è la tipologia più comune, causata dallo scivolamento di parte dello stomaco nella cassa toracica
  • ernia iatale paraesofagea: si realizza quando la parte superiore dello stomaco è intrappolata nella cassa toracica
  • mista (o complicata): è la forma più rara di questo disturbo.

Non sempre il paziente avverte dei sintomi e, a volte, anche quando questi compaiono, si tratta di manifestazioni sfumate, aspecifiche, come lievi difficoltà digestive e gonfiore addominale.
Può comparire un dolore localizzato nella parte alta e centrale dell’addome; se è presente reflusso, il dolore può estendersi all’esofago e irradiarsi agli arti superiori, al collo e alla schiena ed essere accompagnato da bruciore retrosternale e rigurgiti acidi. Le caratteristiche del dolore originato dal reflusso gastroesofageo e la sua posizione possono mimare un infarto miocardico.
Solo nei casi più gravi e non trattati, le conseguenze dell’ernia iatale possono includere ulcerazioni esofagee e sintomi otorinolaringoiatrici (raucedine, mal di gola, tosse, asma).

In ultima analisi, la causa è sempre la perdita di tenuta dello iato diaframmatico, dovuta a cause genetiche oppure associata a stati fisiologici particolari, come la gravidanza, durante la quale gli ormoni femminili agiscono attenuando la tenuta dei connettivi.
L’obesità, così come sforzi fisici intensi e traumi addominali, aumentando la pressione sull’addome, possono contribuire alla genesi dell’ernia iatale.

Le conseguenze dell’ernia iatale

La principale conseguenza dell’ernia iatale è il reflusso gastroesofageo. Questo fenomeno comporta la risalita del contenuto gastrico verso l’esofago, che si irrita. Questo condotto è infatti privo dei sistemi di protezione nei confronti dei pH bassi tipici dello stomaco, che possiede nella sua parete speciali ghiandole (mucipare), che producono un secreto mucoso contenente ioni bicarbonato, che tamponano l’acidità del contenuto.
Questo meccanismo è importante per due ragioni:

  1. La prima è che rappresenta la spiegazione dell’origine di numerose patologie esofagee, della gola e del sistema respiratorio, quali l’esofagite da reflusso, l’esofago di Barrett, l’asma da reflusso.
  2. La seconda è che coincide con il sistema che viene alterato dall’assunzione dei FANS (gli antinfiammatori non steroidei, come ibuprofene e ketoprofene), il cui effetto collaterale più noto è proprio l’irritazione della mucosa gastrica. L’attività farmacologica di questi medicinali interferisce con i meccanismi di protezione della mucosa gastrica dall’aggressione acida.

Ernia iatale: la cura

Generalmente, l’unico intervento che viene intrapreso nel caso sia diagnosticata l’ernia iatale riguarda la correzione dello stile di vita. In primo luogo, si interviene sull’alimentazione, che deve essere leggera e comprendere 5 pasti al giorno. L’apporto di grassi, soprattutto se di origine animale, deve essere limitato.

Cosa mangiare in caso di ernia iatale?

  • La frutta non genera problemi, anche se è da preferire quella tropicale (ananas e papaya), ricca di enzimi che aiutano la digestione. Anche mele, pere e banane sono ottime, perché lenitive per la mucosa gastrica.
  • Via libera, in abbondanza, anche al pesce: gli acidi grassi della linea omega-3 che contiene agiscono positivamente sulla mucosa dello stomaco.
  • Sì alla pasta e al riso, che sono alimenti facilmente digeribili.
  • Meglio evitare, invece, le pietanze piccanti ed i fritti.

In caso di ernia iatale, soprattutto se presente reflusso, è bene moderare il consumo di agrumi (soprattutto limoni) e pomodori. È sconsigliato sdraiarsi dopo avere mangiato e bere prima di coricarsi e dormire con due cuscini, in modo da evitare il passaggio retrogrado del contenuto gastrico verso l’esofago e la gola.
No a fumo e alcol, elementi che alterano la mucosa del cavo orale e dell’apparato digerente.

Per non incorrere in un inasprimento della sintomatologia, occorre moderare il consumo di caffè e tè, cioccolato, menta e liquirizia: contengono sostanze che stimolano la secrezione acida gastrica. Al fine di evitare l’intensificazione del reflusso del contenuto acido dello stomaco, è consigliabile non indossare abiti o cinture stretti e tenere sotto controllo il peso.

L’ernia iatale viene trattata con intervento farmacologico o chirurgico solo nei casi più severi:
I farmaci vengono prescritti solo occasionalmente. I medicinali più utilizzati sono gli antiacidi da banco. Se i disturbi persistono, il medico può prescrivere inibitori della pompa protonica (PPI), ossia molecole che modulano la secrezione di ioni acidi da parte dello stomaco.
L’ernia iatale non è sempre da operare: la strada dell’intervento chirurgico viene intrapresa quando l’ernia è di grandi dimensioni oppure nel caso in cui sia complicata. La chirurgia dell’ernia iatale viene effettuata anche per via endoscopica.

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