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Come curare la stanchezza cronica?

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Capita frequentemente che una sensazione di stanchezza accompagni le nostre giornate rendendoci le normali attività quotidiane molto più faticose. Solitamente associata ad uno stile di vita poco corretto con sonno ridotto, alimentazione sbagliata, ritmi di vita quotidiani sostenuti è quindi rimediabile con un intervento su riposo ed alimentazione. In questa situazione si parla di stanchezza transitoria e non necessita di un intervento medico.

In alcuni casi, però, la stanchezza persiste nel tempo, diventa sempre più intensa, riduce le capacità lavorative dell’individuo e non è associabile ad errate abitudini così che allora si deve parlare di stanchezza cronica. Non possiamo più risolvere il problema semplicemente correggendo i nostri atteggiamenti sbagliati, ma siamo di fronte ad una patologia che va affrontata con attenzione e con un intervento medico adeguato. 

Sintomi della stanchezza cronica

La stanchezza cronica persiste dunque nel tempo, non passa, e comporta una sintomatologia molto varia che riguarda sia la sfera fisica che psichica con conseguenti problematiche oltre che motorie anche psicologiche. I sintomi della stanchezza cronica più comuni sono:

  • stato di sonnolenza persistente anche di giorno
  • disturbi del sonno notturno
  • nervosismo ed irritabilità
  • sensazione di spossatezza accompagnata da apatia
  • debolezza fisica talvolta accompagnata da dolori muscolari
  • difficoltà di concentrazione e alterazione della memoria

In situazioni particolari alla stanchezza si possono accompagnare altri sintomi quali:

  • mal di testa
  • vertigini
  • sudorazione profusa
  • svenimento

Può capitare che. per la sua sintomatologia venga confusa con uno stato depressivo, è dunque necessario valutare bene tutto prima di fare una diagnosi.

Diagnosticare la stanchezza cronica

Non esistono esami specifici per stabilire se si tratta di una sindrome da stanchezza cronica e considerata la varietà dei sintomi ad essa associata la diagnosi non sempre risulta facile e precoce anzi, spesso è tardiva. Si tratta di una vera e propria malattia, caratterizzata da una grande stanchezza continua non giustificata da altri fattori o problematiche. Per poter confermare che siamo di fronte a tale malattia:

  • la sensazione di fatica cronica deve essere presente almeno da 6 mesi e non deve essere alleviata dal riposo
  • la stanchezza deve essere percepita come sproporzionata e inusuale
  • basta un piccolo sforzo per ridurre drasticamente le energie poiché la persona non riesce a recuperare spontaneamente e pienamente le energie perse a causa dell’episodio affaticante
  • sono coinvolti sia l’aspetto fisico che mentale
  • devono essere escluse le problematiche e le malattie organiche che potrebbero giustificare tale debolezza

La stanchezza cronica può infatti anche derivare da:

  • stress ed ansia eccessivi associati ad una incapacità di gestione
  • disturbi del sonno
  • disturbi psicologici
  • presenza di varie patologie organiche tra cui ricordo anemia, artrite reumatoide, diabete, bronco pneumopatia cronico-ostruttiva, ipotensione, infarto miocardico, mononucleosi, menopausa.

Dopo aver considerato la sintomatologia si deve effettuare un adeguato esame medico che consiglierà dei test di laboratorio per individuare la eventuale presenza di una causa organica, ed identificare la malattia che potrebbe esserne la causa. Proprio per la sua intensità e la sua interferenza con il normale svolgimento delle azioni quotidiane la stanchezza cronica va affrontata nel migliore dei modi.

Affrontare la stanchezza cronica

Alla base di una giusta programmazione terapeutica c’è l’individuazione della causa che la determina per intervenire con il rimedio ottimale. In caso di presenza di altre patologie il medico darà la giusta cura, in caso di eccesso di stress si dovrà intervenire sull’aspetto psicologico nel caso si tratti di sindrome da fatica cronica non c’è una terapia farmacologica specifica ma ci si può aiutare migliorando il nostro stile di vita e utilizzando integratori in grado di sostenere le nostre energie.

Importante assumere sostanze che possano migliorare la condizione di stanchezza.

Integratori per combattere la stanchezza

Per combattere ed alleviare la stanchezza è possibile utilizzare integratori che contengano sostanze in grado di ridare energia come:

  • Vitamine del gruppo B: vitamina B6: riduce stanchezza e affaticamento; vitamina B 12 contribuisce all’insieme dei processi necessari per trasformare il cibo in energia utile alle attività cellulari
  • Magnesio e potassio sono sali minerali che svolgono un ruolo fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo, consigliati in caso di debolezza e stanchezza.
  • Radiola viene utilizzata per il suo potere idatogeno ossia la sua capacità di “adattare “l’organismo alla situazione di stanchezza eccessiva
  • Ginseng: rimedio molto diffuso per contrastare gli effetti della stanchezza, è un tonico sia fisico che mentale. Contribuisce a ridurre la stanchezza cronica
  • Carnitina si tratta di un derivato amminoacidico coinvolto nel trasporto dei grassi a lunga catena là dove vengono convertiti in energia ossia nella matrice mitocondriale assumendo cosi, un ruolo fondamentale nella produzione di energia.

Alleviare la sintomatologia utilizzando gli integratori può essere fondamentale per migliorare la vita sociale e lavorativa.

Fonti