Intestino

Intestino pigro? Ecco cosa mangiare per regolarizzare la sua attività

regolarizzare intestino pigro

Può capitare a chiunque di ritrovarsi alle prese con un intestino pigro. Cosa mangiare per ritrovare la regolarità perduta? Fortunatamente quella secondo cui l’alimentazione è una grande alleata per chi deve regolarizzare l’intestino pigro non è una semplice leggenda: scegliere i cibi giusti può davvero favorire una buona funzionalità intestinale, e nel caso in cui si avesse bisogno di un aiuto in più, si può fare affidamento anche su specifici integratori.

Ma procediamo con ordine: quando si può dire di avere a che fare con un intestino pigro? Quali sono i sintomi da riconoscere?

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Quando l’intestino è pigro?

In realtà dare una definizione univoca di “intestino pigro” è difficile. Si definisce “stipsi” o “stitichezza”, la difficoltà a evacuare le feci, con la giusta frequenza settimanale o senza provocare eccessivo dolore. Diverse persone si lamentano di essere stitiche nonostante vadano al bagno tutti i giorni; per di più spesso la frequenza delle evacuazioni viene sottostimata fino a che non si tiene un vero e proprio diario.

In generale, è possibile dire di avere a che fare con l’intestino pigro quando questa frequenza diminuisce rispetto al solito o gli sforzi necessari per evacuare aumentano.

Qualunque sia la difficoltà, questa è comunque, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, riconducibile a un problema funzionale (non collegabile ad alcuna causa specifica). Può succedere che a volte l’intestino diventa pigro a causa di altri problemi di salute. È quello che può accadere, per esempio, a chi convive con il diabete o con forme gravi di ipotiroidismo, oppure con il Parkinson, la sclerosi multipla, l’amiloidosi, un tumore o diverse altre patologie.

Anche l’assunzione di alcuni farmaci può portare alla comparsa dell’intestino pigro, così come condizioni particolari come la gravidanza.

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Lotta all’intestino pigro: cosa mangiare

Per combattere l’intestino pigro è fondamentale cambiare alimentazione e integrare con cibi ricchi di fibre. Le fibre possono essere solubili e insolubili. Le più utili all’intestino pigro sono le fibre insolubili.

  • Le fibre insolubili, contenute ad esempio nella crusca di frumento e nel pane di segale, assorbono poca acqua e creano poco gonfiore addominale. È importante assumerle perché hanno la capacità di aumentare il volume delle feci favorendo un miglior transito intestinale, e la successiva evacuazione.
  • Se soffriamo di stipsi funzionale, oltre a un’alimentazione a base di fibre, è importante migliorare l’idratazione del corpo bevendo semplicemente di più e implementando una giusta quantità di esercizio fisico, ciò aiuterà a regolarizzare l’intestino pigro. Infine, anche gli alimenti fermentati possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’intestino pigro.

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Regolarizzare l’intestino pigro: cosa assumere

In caso d’intestino pigro, può essere utile assumere degli ammorbidenti fecali, dei lassativi osmotici non irritanti (come i PEG) e i fermenti lattici vivi a d azione probiotica che favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale. Un intestino in eubiosi (in equilibrio) non soffre più dei sintomi tipici dell’intestino pigro quali sensazione di pesantezza gastrica e intestinale, gonfiore addominale, lenta digestione e irritabilità.

Attenzione, però: nessun integratore deve essere considerato come sostituto di un’alimentazione varia ed equilibrata, e imparare cosa mangiare contro l’intestino pigro resta importante per garantire la propria regolarità intestinale.

Fonti articolo:
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Guida: Cinque ricette per regolare l'intestino


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