Pelle

Xantelasma palpebrale: i rimedi naturali al fastidioso accumulo cutaneo

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Lo xantelasma palpebrale è una placca dal colore giallastro, che compare sulla palpebra superiore (ma qualche volta anche su quella inferiore) nell’area attigua alla radice del naso. Il suo nome deriva dal greco xanthos, che significa giallo. Appartenenti alla famiglia degli xantomi, queste anomalie dermatologiche si manifestano prevalentemente nella fascia di età compresa fra i 40 ed i 60 anni, su una (in questo caso si tratta di xantelasmi monolaterali) o entrambe (bilaterali) le palpebre. Gli xantelasmi compaiono negli uomini e nelle donne con uguale frequenza.
Sono caratterizzati da forma tondeggiante, allungata, irregolare ma con margini ben definiti e dimensioni che vanno da alcuni millimetri a qualche centimetro. Si distinguono dalle cisti sebacee per l’aspetto e per la consistenza morbida al tatto.

xantelasma palpebrale

Le cause dello xantelasma palpebrale

Lo xantelasma palpebrale è un rigonfiamento causato dalla deposizione di macrofagi che contengono al loro interno elevate quantità di lipoproteine, le molecole che trasportano il colesterolo nell’organismo. I macrofagi sono cellule del nostro sistema immunitario che hanno funzione di “pulizia” dei tessuti. Quando il colesterolo è in eccesso nel sangue, i macrofagi lo fagocitano nel tentativo di eliminarlo.

La comparsa degli xantelasmi è infatti più frequente nelle persone che soffrono di ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e disordini metabolici di vario genere. Molti casi di xantelasma palpebrale, tuttavia, riguardano persone con valori metabolici nella norma.

Lo xantelasma palpebrale non causa problemi di salute, né dolore o prurito, ma è spesso la spia di squilibri metabolici che potrebbero comportare un rischio per la salute.

Sfregarsi frequentemente gli occhi con le mani può favorire la comparsa di xantelasmi nei soggetti predisposti, mentre è provato che il sole non ha alcun effetto di promozione della loro comparsa.

Lo xantelasma palpebrale tende spesso a cambiare colore e ad aumentare di dimensioni nel tempo, a causa della progressiva deposizione di cellule infarcite di colesterolo.

Xantelasma palpebrale: i rimedi naturali

Lo xantelasma palpebrale può regredire spontaneamente, ma queste circostanze si verificano molto raramente.

L’adozione di una dieta equilibrata può contribuire alla correzione del metabolismo e dunque alla prevenzione della formazione degli xantelasmi (e dell’ingigantimento di quelli già esistenti) nelle persone predisposte. È utile, quindi, limitare l’apporto di zuccheri e grassi di origine animale, eliminare l’alcol e aumentare la presenza nella dieta delle fibre solubili e degli alimenti contenenti acidi grassi di tipo omega-3 (pesce azzurro e semi) e omega-6 (abbondanti nei semi di girasole, nel germe di grano e nella frutta secca).

Nei casi in cui gli xantelasmi siano associati ad alterazioni metaboliche, praticare esercizio fisico regolare rappresenta un ulteriore sistema di prevenzione.

Nell’ambito di una corretta alimentazione, l’assunzione di aglio (come alimento fresco, aroma essiccato o estratto secco) contribuisce nel normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue grazie ad uno dei suoi componenti, l’allicina. L’indicazione d’uso come coadiuvante alla gestione dietetica nel trattamento delle iperlipidemie, è approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo alcune fonti tradizionali non verificate, l’applicazione locale del suo succo può aiutare a prevenire ulteriore deposizione locale di colesterolo.

Massaggiare delicatamente l’area in cui si è manifestato lo xantelasma palpebrale con un bastoncino cotonato intinto nell’olio di ricino (evitando accuratamente gli occhi), può rappresentare un ulteriore sistema per prevenire l’ingrandimento dello xantelasma. In seguito al trattamento, l’olio deve essere rimosso con acqua tiepida e sapone delicato.

Il tarassaco, pianta molto usata in fitoterapia come depurativo, è un valido sostegno ad una dieta ricca di vegetali e povera in derivati animali per riequilibrare il metabolismo. Grazie al suo contenuto in tarassicina e tarasserolo, assunto come decotto o come estratto secco in compresse o capsule, contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi.

Con l’ingrossamento e dunque il maggiore impatto estetico, può essere valutata l’ipotesi dell’asportazione chirurgica. Xantelasmi di grosse dimensioni possono inoltre causare fastidio, interferire con la corretta apertura della palpebra e ostacolare la vista. Il trattamento chirurgico dello xantelasma palpebrale è di competenza del dermatologo e del chirurgo estetico. Può avvalersi di differenti metodologie, tutte eseguibili in anestesia locale. La recidiva è frequente.

Fonti:
“Xanthelasma is associated with an Increased Amount of Epicardial Adipose Tissue” – Medical Principles and Practice – 2014
Progetto Officina Fitoterapia – Silvia Gomirato – Aglio

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