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Come abbronzarsi bene e proteggendo la salute della pelle

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Spesso la volontà di abbronzarsi velocemente porta a trascurare la salute della pelle. Abbronzarsi bene proteggendo la salute della pelle e acquisendo il colorito ambrato in tempi relativamente brevi è possibile. Il sole non è un nemico da combattere ma è necessario seguire le giuste accortezze e precauzioni per goderne dei benefici senza compromettere la salute della pelle. I raggi UV sono annoverati tra i cancerogeni certi di classe 1 dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e quindi proteggere la pelle adeguatamente prima di esporsi al sole è doveroso per tutelarne la salute.

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Come proteggere la salute della pelle

  • Evitare di esporsi al sole nelle ore più calde della giornata preferendo gli orari della prima mattina, fino alle 11, e della seconda parte del pomeriggio, dopo le 16.
  • Scegliere una crema solare che protegga anche dai raggi UVA (deve essere specificato sulla confezione) adatta al nostro fototipo, ricordando che le creme solari (se applicate con la giusta frequenza e quantità), ad esempio, con SPF 30 schermano il 97% dei raggi UVB.
  • Applicare la crema con SPF (Sun Protection Factor) 20/30 minuti prima dell’esposizione al sole e rinnovare l’applicazione ogni due ore dopo la prima e dopo ogni bagno o doccia.
  • Applicare la giusta quantità di prodotto con protezione solare. Il fattore di protezione solare (SPF) viene calcolato in base al presupposto che i consumatori applichino una dose di 2mg /cm2 di crema solare sulla superficie del corpo esposta. Il totale necessario a proteggere tutto il corpo è quindi 30 g, di cui 2 g solo per il viso. Non essendo semplice il calcolo si può ricorrere al metodo del cucchiaio da tè, regolandosi con la quantità nell’ipotesi che un cucchiaio da tè contenga circa 2 g di crema 
  • Ricordare di applicare la protezione solare anche nelle zone meno evidenti (mani, piedi, orecchie, retro del collo e retro del ginocchio) e rinnovarla con la stessa frequenza delle altre zone.
  • Tenere a mente che anche sotto l’ombrellone o un pergolato seppur in semiombra gran parte dei raggi UV non vengono schermati.
  • Coprire il capo con un cappello e gli occhi con gli occhiali da sole.

Seguendo queste indicazioni è possibile ridurre significativamente l’esposizione alle radiazioni ultraviolette (UVA e UVB) del sole e prevenire le problematiche ad esse correlate come scottature, comparsa di macchie, invecchiamento precoce e, nei casi più gravi, il melanoma, una delle tipologie di cancro della pelle.

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L’uso della protezione solare non impedisce di abbronzarsi velocemente

L’opinione comune, spesso ed erroneamente, porta a pensare che la protezione, soprattutto quella con valore maggiore di 30 SPF possa rallentare o addirittura bloccare l’abbronzatura, ma non non è così. Al contrario, applicare una corretta protezione solare e nella giusta quantità permette alla pelle di prendere colore senza subire shock. Il fatto che la pelle non si arrossi o imbrunisca subito dopo l’esposizione solare significa che l’abbronzatura avverrà in modo graduale permettendo alla pelle di non infiammarsi e quindi mantenere l’abbronzatura per una durata maggiore. 

L’intensità dell’abbronzatura dipende dalla produzione di melanina. La melanina di ogni individuo è geneticamente determinata quindi l’intensità della nostra abbronzatura sarà la stessa anche applicando la protezione.

Scottarsi, ustionarsi oltre che un grave danno alla pelle, poiché tra i primi fattori di rischio per tutti i tumori cutanei, è controproducente per abbronzarsi bene perché porta la pelle a disidratarsi, seccarsi e conseguentemente a desquamare. 

Oltre alle indicazioni sopra citate è possibile assumere integratori alimentari a base di sostanze tipicamente attive nel contrastare i radicali liberi che fungono da coadiuvanti nel combattere i danni provocati da una cattiva gestione dell’esposizione solare. Queste sostanze non aiutano a proteggere la pelle dal sole, non hanno la capacità di aumentare il fattore di protezione, ma possiedono importanti proprietà antiossidanti, grazie alle quali, supportano l’azione della protezione solare, contribuiscono alla riduzione dei danni da raggi UV e la comparsa del tipico eritema solare. 

Fonti:

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