Salute Orale

Alito fresco, come si fa a mantenerlo sempre? I trucchi da scoprire

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Capace di rovinare relazioni e distruggere a colpo d’occhio (anzi di naso) l’immagine della persona più impeccabile, l’alitosi è un vero e proprio problema. E non esageriamo, dato che, chi sa di non avere un alito fresco, prova perennemente disagio. E chi non lo sa, potrebbe chiedersi il motivo di tanti rifiuti nei love affair. Scherzi a parte, come si fa a sapere di avere l’alito cattivo? Il suggerimento arriva dagli odontoiatri: basta leccare la parte interna dell’avambraccio, attendere un paio di minuti e annusarne l’odore. Pare sia un metodo infallibile che ci lascia al di fuori di ogni sospetto, senza provare l’imbarazzo di interrogare chicchessia. E se per cortesia l’amico mentisse?

Nel dubbio, per garantirsi un alito fresco, si ricorre a chewingum e mentine, il cui consumo in Italia ammonta a circa 20mila tonnellate l’anno (fonte: Information Resources-Food). Eppure, masticare o sciogliere in bocca caramelle a base di mentolo non risolve il problema alla fonte, in quanto è solo un palliativo temporaneo.

Cause dell’alitosi

La questione alito fresco, anzi, specifichiamo alito fresco sempre, si affronta curando l’igiene orale con la metodicità di un certosino, come se fosse un rito religioso da assolvere. Banale? No, visto che il 90% degli aliti cattivi sono imputabili a cause orali, ovvero tutto ciò che riguarda la bocca: denti, gengive, lingua con annesse problematiche, come placca batterica, tartaro, carie, gengivite devitalizzazioni, ulcerazioni della mucosa ecc. Chi porta protesi o apparecchio per i denti è svantaggiato, poiché costituiscono ricettacolo di batteri e residui di cibo. Stesso discorso dicasi per gli accaniti fumatori.

I medici – studi alla mano* – lo ripetono da anni, e per avvalorare scientificamente l’intuizione che la causa dell’alito cattivo è principalmente “un fatto di bocca” ogni anno escono ricerche e revisioni delle stesse**. Che confermano su scala mondiale gli studi effettuati anni e anni prima. Insomma, bisogna rassegnarsi, ma anche rincuorarsi: solo in minima parte le cause dell’alito cattivo sono dovute a patologie a carico di stomaco, fegato o reni.

Cosa fare per avere un alito fresco sempre?

I passaggi sono semplici: lavarsi i denti dopo i pasti e, se si è impossibilitati a farlo, almeno 2 volte al giorno. Spazzolino e dentifricio, anche se fondamentali, non bastano: per assicurarsi un alito fresco a prova di bacio ci sono altri alleati dell’igiene orale, come filo interdentale, colluttorio e nettalingua.

Partendo da quest’ultimo, è stato evidenziato*** che di tutta la bocca è la lingua la fonte principale dell’alito cattivo. Ecco perché spazzolare la lingua è un’ottima abitudine che dopo le prime volte diventa routine. In commercio ci sono accessori appositi, altrimenti basta il normale spazzolino: alcuni son dotati di gommini ad hoc posti sul retro della testina.

Il ruolo del filo interdentale è cruciale per eliminare i residui di cibo negli spazi tra un dente e l’altro, che causano appunto cattivi odori.

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I colluttori efficaci per l’alito fresco

Sono a base di oli essenziali le cui proprietà anti alitosi sono state evidenziate in diversi studi****. In particolare, colluttori a base di mentolo, eucaliptolo e timo si sono rivelati molto efficaci per prevenire gli accumuli di placca su denti e gengive, tra le cause dell’alito cattivo.

Gli studiosi suggeriscono di farne uso soprattutto al mattino – dopo il caffè – per contrastare ulteriormente la formazione dei gas coinvolti nella formazione dell’alitosi durante la notte. Sempre secondo le indagini, gli oli essenziali garantiscono un alito fresco fino a 180 minuti dal loro utilizzo.
E i colluttori antibatterici? I dentisti ne sconsigliano l’uso per mere finalità “profumanti”, per il semplice motivo che spesso contengono sostanze che macchiano i denti: è il caso della comune clorexidina, utilizzata per infiammazioni del cavo orale (la buona notizia è che basta una seduta di d’igiene profonda per eliminare le macchie).

Oltre alla scrupolosa igiene orale casalinga, l’alleato dell’alito fresco è una regolare visita dal dentista, presso cui effettuare una detartrasi o abluzione del tartaro. L’intervallo corretto? Almeno una volta l’anno, salvo indicazioni odontoiatriche.

Altri suggerimenti per l’alito fresco

Se si prevedono incontri importanti è consigliabile evitare cibi speziati o piatti conditi da aglio e cipolla. È importante sapere che, tuttavia, il loro “influsso negativo” sull’alito è solo momentaneo. Per l’alito fresco è meglio preferire sedano, finocchio e carote crude, che controllano l’acidità della saliva, tra i processi coinvolti nella formazione dell’alito pesante. E ricordarsi di bere spesso: l’acqua funge da spazzino della bocca, riducendo residui alimentari e batteri.
E se tutto ciò non basta? Non esitare a indagare le cause dell’alito cattivo con l’odontoiatra.

Fonti:

*https://europepmc.org/abstract/med/9889536

**http://www.scielo.br/scielo.php?pid=S1806-83242008000500007&script=sci_arttext&tlng=es

***https://jcm.asm.org/content/41/2/558.short

****https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0002817714647942

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