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Novembre, mese di prevenzione del bruxismo

Novembre è il mese della prevenzione del bruxismo.

Il bruxismo è una condizione in cui si tende a digrignare i denti, contraendo in maniera involontaria i muscoli della masticazione. Questa condizione provoca lo strofinamento dell’arcata superiore contro quella inferiore e alla riduzione dello spazio fra mascella e mandibola.

Non è diagnosticata come bruxismo la contrazione della muscolatura masticatoria occasionale, che può essere causata da un episodio di otite, una circostanza che spesso si verifica nei bambini.

Il digrignamento è un fenomeno piuttosto frequente nella popolazione, che si verifica soprattutto di notte e che può avere conseguenze di vario tipo.

Per il decimo anno novembre è il mese di prevenzione del bruxismo: durante questo periodo molti studi dentistici offriranno controlli gratuiti, una buona occasione per chi sospetta di soffrirne per confermare o escludere il sospetto, e per chi ne soffre per trovare una soluzione.

Bruxismo, capire cosa causa e conoscere i suoi effetti

Le cause alla base del bruxismo non sono ad oggi note. Tuttavia, sono state ipotizzate correlazioni con stati di ansia o depressione, abuso di caffeina o alcol e con disturbi odontoiatrici come i disallineamenti delle arcate, che in gergo dentistico vengono definiti malocclusione

È stato anche osservato che il bruxismo è spesso presente nei soggetti affetti da alcune patologie croniche di tipo degenerativo, ma non si è ancora compreso se i due fenomeni siano in qualche modo associati.

La teoria attualmente più accreditata lo interpreta come un disturbo del sonno, o meglio un disturbo correlato ai movimenti nel sonno, né più né meno del sonnambulismo.

Le cause del bruxismo

Fin qui i fattori di rischio, ma cosa causa il bruxismo? Lo strofinamento delle arcate dentarie l’una sull’altra comporta l’usura dei denti, che in alcuni casi si consumano in maniera evidente e possono addirittura scheggiarsi.

L’attrito consuma lo smalto, che si riduce di spessore, rendendo i denti più sensibili al freddo, al caldo, ai cibi salati o acidi.

La contrazione continua dei muscoli responsabili della masticazione è involontaria e si verifica nel sonno: quindi la persona che soffre di bruxismo non può controllarla, nemmeno volendo. 

A lungo andare, lo stato di tensione provoca alterazioni dell’articolazione che tiene la mandibola unita alle altre ossa del cranio, l’articolazione temporomandibolare, spesso indicata nei testi scientifici con l’acronimo ATM. Le lesioni possono interessare le sue cartilagini e determinare la comparsa di dolore alla mandibola, alla mascella, al collo e all’orecchio

Molte fra le persone che soffrono di bruxismo hanno anche problemi di cefalea, soprattutto a livello cervicale.

In qualche caso, si possono avere acufeni, un disturbo che causa la percezione di un suono (un fischio, un fruscio) senza che vi siano stimoli acustici reali provenienti dall’esterno. 

Lo sfregamento dei denti può essere rumoroso, tanto da svegliare il partner, che talvolta è il primo ad accorgersi del disturbo.

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La prevenzione del bruxismo per il benessere fisico

Dopo avere ottenuto le prove del digrignamento notturno, la prima raccomandazione che gli esperti consigliano è quella di adottare uno stile di vita che eviti o riduca il più possibile i fattori di rischio. Di cause, infatti, non possiamo parlare, perché al momento non sono ancora chiare.

Occorre agire sulla propria condizione di stress, mettendo in atto una serie di azioni per migliorare la gestione. Le soluzioni possono essere molto diverse: ognuno di noi reagisce in maniera differente sia alla tensione e al sovraffaticamento mentale che alle iniziative di stress management. 

Sono indicate le tecniche di mindfulness e di rilassamento muscolare e alcuni accorgimenti quali evitare tè e caffè dall’ora di pranzo in poi ed immergersi in una vasca di acqua calda (ma non troppo) prima di andare a letto. Il calore, infatti, favorisce l’allentamento della muscolatura e riduce il rischio di contratture notturne.

È anche importante evitare di praticare attività sportiva, che potrebbe avere un effetto euforizzante, la sera.

Per quanto riguarda la cura dei denti, contestualmente alla diagnosi, il dentista segnala eventuali disturbi che potrebbero promuovere il bruxismo. In caso di malocclusione, propone trattamenti odontoiatrici in grado di risolvere o migliorare il problema. 

Di solito il bruxismo migliora indossando un bite, una sorta di paradenti da applicare di notte che distanzia le arcate ed evita che le cuspidi dei denti agiscano come ostacoli allo strofinamento. In sostanza, fa scivolare le arcate l’una sull’altra, riducendo l’attrito ed evitando che le superfici dentarie si consumino. Una condizione che mette parzialmente a riposo la muscolatura e promuove una maggiore qualità del sonno. 

Il bite è costituito da materiale plastico e può essere realizzato su misura oppure acquistato già pronto in farmacia o parafarmacia in una delle versioni universali disponibili in commercio. 

Fonti:
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