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Cos’è l’ascolto selettivo, l’effetto cocktail party che azzera i suoni

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“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”: dietro questo noto proverbio si nasconde una verità, comprovata da ricerche scientifiche. Infatti, alcuni ricercatori del Mit (Massachusetts Institute of Techology), in collaborazione con l’Università del Sussex, hanno stabilito che il nostro ascolto è selettivo.  Quando ci troviamo in un ambiente molto affollato e rumoroso, riusciamo a distinguere la voce di un amico in mezzo alla confusione, grazie all’ascolto selettivo, chiamato dai ricercatori effetto cocktail party, cioè la capacità del cervello di azzerare il “rumore” di sottofondo e concentrarsi su qualcosa in particolare.

Che cosa avviene nel nostro udito? Una membrana seleziona i suoni che non sono di nostro gradimento, mentre ci concentriamo su quelli che ci interessano. Stiamo parlando di una membrana sottile, che si trova nell’orecchio interno, chiamata membrana tettoriale, disseminata di minuscoli pori, del diametro di pochi decimi di nanometro, che riescono a filtrare i suoni, lasciandone passare alcuni e bloccandone altri. Per afferrare le parole che un amico pronuncia durante una festa rumorosa, il nostro cervello deve essere in grado di distinguere quel suono preciso. Nonostante la confusione, però riusciamo a concentrarci sull’unica voce che vogliamo sentire. Dunque il nostro ascolto selettivo si basa su un meccanismo di tipo fisico. Le orecchie percepiscono tutti i rumori provenienti dall’ambiente, trasferendoli al cervello, che li trasforma in impulsi elettrici; questi ultimi iniziano a raggiungere differenti aree cerebrali prima di arrivare alla corteccia uditiva.

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L’ascolto selettivo nella coppia

Occorre rilevare che l’ascolto selettivo non è stabile: con gli anni la nostra capacità di concentrazione sui suoni tende a indebolirsi. Infatti, un anziano, quando si trova in un ambiente particolarmente rumoroso, deve sforzarsi di distinguere le voci: non si tratta di un abbassamento dell’udito, ma di una diminuzione della capacità di attenzione. Studiando a fondo questo fenomeno fisico, si spera di poterlo riprodurre artificialmente, consentendo la realizzazione di apparecchiature sofisticate.

Non solo: probabilmente si potrà capire come nascono e si sviluppano alcune forme di sordità e come produrre dispositivi in grado di contrastarla. Secondo uno studio psicologico in una coppia, dopo anni di convivenza, scatta una forma di ascolto selettivo definito attenzione selettiva, cioè le persone si abituano a isolare l’udito, captando solo determinate informazioni e dimenticando la parte restante della conversazione. Alcuni studiosi in neuroscienze e psicologia della Queen’s University di Kingston (Canada) hanno scelto un gruppo di coppie di età fra i 44 e i 79 anni, unite da diversi anni, e le hanno sottoposte a un test di ascolto di voci preregistrate, quella del partner e quella di uno speaker sconosciuto. Entrambe le voci leggevano un manuale di istruzioni. Quando è stato chiesto di ascoltare attentamente le voci, i ricercatori hanno costatato che era prestata maggiore attenzione alla voce sconosciuta. Lo studio ha messo anche in evidenza come l’attenzione selettiva si riduca con il passare degli anni. Questo meccanismo è da imputare al senso di familiarità e sicurezza che si crea in una relazione di lunga durata.

L’effetto cocktail party

L’effetto cocktail party si spiega perché nel nostro cervello esistono due zone deputate all’integrazione dei segnali uditivi: la corteccia uditiva primaria, che sente” i suoni e la corteccia uditiva secondaria, che analizza i dati giunti alla corteccia uditiva primaria e li interpreta. Durante una festa, la nostra corteccia primaria sente le voci di tutte le persone che parlano, ma la corteccia secondaria scarta tutte quelle che non interessano, tranne quelle dell’interlocutore. Nella nostra corteccia cerebrale non corrisponde a quello che è effettivamente udito, ma ciò che vogliamo sentire. Il resto viene ignorato, come fosse rumore di fondo.

Fonti:

I risultati della ricerca pubblicati sul sito della University of California: http://health.universityofcalifornia.edu/tag/epilepsy/
Corriere Salute
http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/13_settembre_03/orecchio-ascolto-selettivo-moglie_d5f01ba8-1490-11e3-9c5e-91bdc7ac3639.shtml
Università Queen’s Canada
www.queensu.ca

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