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Pubblicato il 7 Dicembre 2020

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Come riconoscere l’asma dai sintomi iniziali

L’asma è una malattia cronica che implica una risposta infiammatoria dei bronchi a stimoli di diversa origine. Il risultato della reazione dei nostri sistemi di difesa è il rigonfiamento della parete bronchiale, che ostacola il passaggio dell’aria: un quadro che viene definito broncospasmo.

Malgrado le campagne di sensibilizzazione promosse dalle istituzioni e dalle associazioni dei pazienti, l’asma è largamente sottovalutata. I periodi, talvolta prolungati, nei quali la sintomatologia è assente legittimano in molti malati una falsa sensazione di sicurezza nei confronti della patologia. Questo atteggiamento comporta anche un peggioramento dell’aderenza terapeutica: il paziente salta le dosi di farmaco, decide di prendere le medicine solo in caso di broncospasmo o riduce il dosaggio in totale autonomia, senza chiedere consiglio al medico.

Così facendo, si espone a un grave rischio, quello di una riacutizzazione improvvisa della sintomatologia, con la comparsa di un attacco asmatico inaspettato che potrebbe richiedere l’ospedalizzazione o comunque il ricorso a farmaci più potenti o in dosi maggiori. E che, nei casi più gravi, potrebbe mettere in pericolo la sua vita.

Un secondo punto di criticità nella terapia dell’asma consiste nella relativa difficoltà dell’assunzione di alcuni dei farmaci previsti per il trattamento. L’uso degli antiasmatici per via inalatoria è, infatti, correlato a un elevato rischio di errore. Oggi si sta cercando di limitare l’impatto di questo fenomeno con l’introduzione di dispositivi medici “intelligenti” capaci di registrare la quantità di farmaco effettivamente inalata dall’utente e segnalare eventuali scostamenti rispetto a quella prescritta.

Sempre nell’ambito della digital health, sono disponibili strumenti per la spirometria, l’esame che misura la capacità respiratoria e che il paziente deve effettuare regolarmente per monitorare l’efficacia dei farmaci. Questi innovativi device inviano al medico curante i dati così che questi possa intervenire in caso di valori preoccupanti.

L’effetto complessivo di questi fattori è una bassissima aderenza alla terapia dei pazienti asmatici, che raggiunge a malapena il 20%.

Asma: imparare a riconoscere i sintomi iniziali

Come si riconosce l’asma? Imparare a riconoscere i sintomi iniziali dell’asma può essere un fattore decisivo nel determinare il decorso di un attacco.

I farmaci oggi a disposizione per il trattamento dell’asma non permettono una risoluzione definitiva della malattia, ma consentono un buon controllo della sintomatologia. Inoltre, si stima che il 30-50% dei bambini asmatici abbia una remissione della sintomatologia nell’età adulta.

Come per tutte le malattie croniche, tuttavia, e forse in questo caso ancora di più, la partecipazione attiva e responsabile del paziente al proprio processo di cura è fondamentale per ottenere una qualità di vita alta.

Chi soffre di asma deve prima di tutto imparare a riconoscere i sintomi iniziali di un attacco. Questo permette di monitorare le proprie condizioni e di capire in tempo se e quando è il momento di rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso.

L’ispessimento della parete dei bronchi, che rende difficoltoso e rumoroso il passaggio dell’aria, è responsabile dell’emissione del caratteristico suono prodotto dal paziente asmatico in fase di espirazione (il cosiddetto fischietto). La dispnea con sibilo è un sintomo chiaro che qualcosa nei bronchi non sta andando per il verso giusto.

La tosse dell’asma è stizzosa e secca, almeno inizialmente.

Il quadro di broncospasmo può generare un senso di oppressione al torace, che al paziente sembra sempre più difficile da dilatare e che sembra riuscire a contenere solo pochi millilitri di aria.

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Capire il tipo di asma per riconoscere i sintomi

L’asma non riconosce una causa univoca: è una malattia multifattoriale, ossia influenzata da aspetti diversi.

Esiste sicuramente una componente genetica, che giustifica la predisposizione di alcune persone a sviluppare la patologia.

Ma hanno molta importanza anche i fattori ambientali, che sono alla base della maggior parte delle forme asmatiche dovute all’iperreattività del sistema immunitario nei confronti di stimoli non patogenici tout court (asma allergica) o all’irritazione bronchiale. Concorre a questo secondo meccanismo l’esposizione a sostanze come quelle liberate nell’atmosfera dal fumo da sigaretta e agli inquinanti atmosferici, ma anche ad alcuni additivi alimentari (come i solfiti contenuti nel vino) oppure a sostanze utilizzate negli ambienti di lavoro.

Le alterazioni dell’epitelio bronchiale possono verificarsi anche per contatto con particelle di muffa (anche quella prodotta su una parete di casa umida) o come complicanza di un’infezione respiratoria. La classica influenza stagionale può scatenare l’asma negli individui predisposti: questa è la ragione per cui agli asmatici è consigliata ogni anno la vaccinazione antinfluenzale.

Esiste anche un’asma da reflusso gastroesofageo, attivata dal contatto dei bronchi con le micro-gocce di acido provenienti dallo stomaco.

Nelle persone predisposte, un attacco asmatico può essere scatenato molto banalmente anche dall’esercizio fisico (asma da sforzo) o dall’escursione termica (per esempio rientrando in casa dopo una permanenza all’esterno con temperature molto basse o viceversa) o, ancora, dal vento, dall’inalazione di aria molto secca o molto umida.

Non ultimo, in molte persone non è possibile individuare una causa principale scatenante: in questi casi, la diagnosi è quella di asma idiopatica, ossia senza causa nota.

Asma allergica, da inquinamento e idiopatica: i diversi approcci

In tutte le forme di asma, la comparsa dei sintomi iniziali deve essere immediatamente seguita dall’assunzione dei farmaci prescritti dal medico. Non è opportuno attendere che la situazione migliori: generalmente, quando l’infiammazione dei bronchi ha raggiunto un livello tale da produrre dispnea e sibilo, il quadro non è reversibile.

Ad esempio, le sostanze liberate dalla combustione del tabacco hanno un effetto irritante sui bronchi degli asmatici. La rinuncia al fumo da sigaretta è dunque fra i pilastri della prevenzione degli attacchi.

L’asma allergica causa l’insorgenza di attacchi nelle circostanze in cui il soggetto viene a contatto con le sostanze alle quali è allergico. Può trattarsi di polline, polvere (o, meglio, dei minuscoli animaletti che nella polvere vivono, gli acari), piume, arbusti, piante, pelo di animali o di altri allergeni. È la risposta eccessiva del sistema immunitario a causare il rilascio di sostanze che generano l’infiammazione e che culminano nella comparsa dei sintomi iniziali e, successivamente, dell’attacco vero e proprio.

Oltre ai farmaci per controllare la sintomatologia, per le forme allergiche di asma sono disponibili terapie desensibilizzanti. L’assunzione per via sublinguale di un preparato contenente piccole quantità progressivamente in crescita di particelle dell’allergene permette al sistema immunitario di abituarsi a conoscere il “nemico inerme” e imparare a conviverci.

In caso di asma allergica è fondamentale la bonifica degli ambienti, ossia la rimozione di tutti gli oggetti che possono contenere gli allergeni responsabili degli attacchi.

È importante per tutti i tipi di asma che sia garantita un’efficiente pulizia dei filtri dell’impianto di condizionamento, che il grado di umidità della casa sia adeguato, che i locali siano aerati frequentemente (ma non nelle ore centrali della giornata nella stagione dell’impollinazione).

I bambini piccoli sono fra i soggetti più sensibili all’azione degli inquinanti atmosferici: devono essere assolutamente protetti dal fumo passivo e, per quanto possibile, dall’inquinamento atmosferico. In città, è bene evitare gli orari di maggior traffico per l’uscita in passeggino.

Se l’asma è secondaria a un’altra condizione patologica, è necessario assumere i farmaci antiasmatici e, contestualmente, curare la malattia di base. Questo è il caso del reflusso gastroesofageo.

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