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Pubblicato il 11 Dicembre 2019 | Ultima modifica il 31 Dicembre 2019

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Come l’ormone della felicità si può trasformare in benessere costante 

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La ricerca della felicità e della gratificazione costituisce la spinta propulsiva di molte nostre azioni, ma forse non c’è noto quanto questo meccanismo sia regolato chimicamente da un vero e proprio ormone della felicità: in verità, si tratta di un gruppo di ormoni e neurotrasmettitori, tra cui spiccano serotonina, dopamina, ossitocina ed endorfine.

Stati d’animo, tono dell’umore, euforia, sensazione di benessere così come paura, ansia e depressione sono modulazioni umorali determinate da un sofisticato sistema ormonale che interagisce con la realtà esterna mediante il cervello e le sue percezioni. Le neuroscienze da qualche tempo hanno affrontato questi temi, scandagliando la mente e i suoi recessi: proprio da qui discendono le scoperte relative al cosiddetto ormone della felicità, del buonumore e della socialità.

Scopriamo l’ormone della felicità

L’ormone della felicità è una questione di biochimica. Serotonina, ossitocina dopamina ed endorfine sono neurotrasmettitori, ovvero sostanze chimiche che trasmettono impulsi nervosi verso i recettori posti sulle terminazioni neuronali, suscitando una gamma di stati emotivi collegati al piacere, con intensità differenziata: buonumore, empatia, eccitazione, felicità, euforia, tolleranza al dolore.

Se indaghiamo più a fondo, possiamo scoprire come agiscono e come si possono stimolare e mantenere attivi i nostri ormoni del buonumore.

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 Serotonina: l’ormone della felicità per eccellenza

La serotonina è un neurotrasmettitore la cui sintesi avviene nel sistema nervoso centrale e nelle cellule enterocromaffini dell’apparato gastrointestinale: è nota come ormone della felicità, tanto da essere al centro della formulazione di alcuni farmaci antidepressivi.

Il suo rilascio stimola benessere, gioia e senso di appagamento, ma gioca un ruolo importante anche in numerose funzioni fisiologiche:

  • interviene nel ciclo sonno-veglia in quanto precursore della melatonina, la sostanza secreta dall’alternanza luce-buio, che induce rilassamento e concilia il riposo
  • nell’apparato gastroenterico stimola la peristalsi intestinale e la digestione e regola il senso di sazietà
  • agisce sulla memoria, sulla capacità di concentrazione e sull’apprendimento
  • modula il desiderio sessuale, ha impatto sulla corretta pressione arteriosa e influenza infine l’umore, diffondendo una sensazione di benessere.

Una riduzione del livello di serotonina provoca un basso tono umorale, ansia, riduzione della libido, difficoltà di addormentamento, scarsa attenzione e difficoltà di memorizzazione. Per aumentare naturalmente la presenza dell’ormone della felicità si può fare ricorso all’assunzione di cibi che contengono triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, presente nell’alga spirulina, nei fagioli, nei semi di zucca, nella soia, nel pesce, nei formaggi, in uova e latte. Va considerato, però, che la serotonina è sintetizzata dal triptofano solo se questo è associato ad alimenti ricchi di vitamina B (cereali integrali, legumi, verdure a foglia verde, lievito secco), ferro e carboidrati.

Anche fare esercizio fisico regolare ed esporsi al sole aiuta la produzione di serotonina, così come la pratica di attività come yoga, meditazione ed effusioni d’affetto.

 Dopamina: l’ormone del piacere

Un secondo ormone della felicità, declinato secondo il principio del piacere e della ricompensa, è la dopamina, un neurotrasmettitore prodotto dal cervello e in piccola parte dalle ghiandole surrenali. Costituisce uno stimolante naturale che si attiva nel momento in cui traiamo la massima soddisfazione e appagamento da ciò che facciamo: che sia ascoltare musica, vivere una sessualità appagante, assaporare del buon cibo, praticare uno sport che ci piace.

La dopamina è la ricompensa che il cervello ci offre sotto forma di piacere e talvolta di euforia ed è legata alle aree più primitive dell’encefalo, quelle che corrispondono a volontà, desiderio e motivazione.

Oltre alla gratificazione, la dopamina annovera, tra le altre funzioni:

  • il controllo della motilità scheletrica e dei movimenti muscolari: un eccesso di dopamina può indurre tic nervosi mentre una sua carenza è alla base dell’insorgenza del Morbo di Parkinson e della fibromialgia.
  • Nell’apparato gastrointestinale è responsabile del riflesso di nausea o vomito.
  • A livello cerebrale, controlla la capacità mnemonica di immagazzinamento di informazioni e dati, tanto che bassi livelli dopamina determinano incapacità di attenzione e apprendimento, oltre che, naturalmente, possibile depressione.

Un eccesso di questo ormone è invece causa di schizofrenia e psicosi.

Per stimolare in modo naturale la secrezione di dopamina, dobbiamo assumere due suoi precursori, la fenilalanina e la tirosina, che troviamo rispettivamente in germe di grano, legumi, carne, uova oppure in frutta secca, banane, avocado, semi oleosi, cacao.

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 Ossitocina: l’ormone della socialità

L’ossitocina è l’ormone prodotto dall’ipofisi che favorisce l’estroversione, la fiducia verso il prossimo, la socializzazione e l’empatia. È rilasciato massimamente durante il parto, ma anche a seguito di manifestazioni di affetto, effusioni amorose, contatto fisico, abbracci e determina una propensione alla socializzazione e all’empatia.

Esperimenti condotti su gruppi di individui cui era stata somministrata ossitocina via spray intranasale hanno riportato un’aumentata capacità di riconoscimento delle emozioni sui visi altrui, empatia e capacità di stringere legami cooperativi interpersonali.

Come ormone, ha la funzione di promuovere la produzione di latte e l’attaccamento materno, il desiderio sessuale e il legame tra i partner, oltre ad avere un effetto ansiolitico.

Questo effetto di altruismo e apertura fiduciosa dell’ossitocina è dovuto alla soppressione dei circuiti pre-frontali e cortico-limbici, che allenta la presenza di freni inibitori legati a paura e ansia.

Per mantenere corretti livelli di ossitocina, si può ricorrere a frutta come la melagrana, ricca di vitamine e stimolatore della secrezione di estrogeni e testosterone, all’estratto di vaniglia e al cioccolato fondente; massaggi, coccole amorevoli e attività rilassanti sono altrettanto incentivanti.

 Conclusione

A conclusione di questo excursus, possiamo dire che se un ormone può scatenare la felicità, molto possiamo fare noi, con i nostri atteggiamenti mentali e le nostre scelte indirizzate a stimolare benessere e piacere, nell’innestare un circuito virtuoso di gratificazione.

Nei periodi in cui stanchezza e affaticamento si fanno sentire, può essere utile assumere integratori a base di magnesio pidolato, la forma più biodisponibile di questo elemento. Il magnesio è un sale minerale molto prezioso per la regolazione del tono dell’umore e del sistema nervoso centrale. Per questo motivo una sua supplementazione, attraverso la dieta o con integratori alimentare, stimola la produzione di serotonina, l’endorfina che svolge un’azione antidepressiva (non a caso è chiamata l’ormone della felicità) e stabilizzante dell’umore.

FONTI:

https://www.stateofmind.it/2014/01/cervello-amore-neuroscienze/

https://www.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/serotonina-l-ormone-della-felicita-come-aumentarlo

http://www.neuroscienzedipendenze.it/neurotrasmissione.html

https://www.sissa.it/it/news/oxytocin-recognition-emotions

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26560523: Mood, food, and cognition: role of tryptophan and serotonin

https://www.universityofcalifornia.edu/news/your-brain-exercise

https://www.universityofcalifornia.edu/news/your-brain-love

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17600522

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