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Alimentazione, sonno e ambiente: consigli per chi soffre di mal d’auto

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Abituati come siamo oggi a percorrere il mondo in lungo e in largo, con mezzi sempre più veloci, parlare di mal d’auto, mal d’aria o mal di mare ci fa tornare…con i piedi per terra. Sì, perché il malessere da movimento (motion sickness) e la sgradevole sintomatologia che lo accompagna ci riportano alle contraddizioni che il nostro cervello si trova a gestire: la parte più primitiva legata alle percezioni cinestesiche (capacità di percepire e controllare i nostri movimenti) e quella più evoluta, neo-corticale, legata alla decodifica e interpretazione di tali sensazioni.

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Mal d’auto: come si manifesta

Il classico mal d’auto colpisce quando, durante un viaggio in auto (o in volo o per mare) si avverte un generale malessere, che può manifestarsi con uno o più disturbi concomitanti quali nausea, sudorazione, giramenti di capo, salivazione intensa, sensazione di vertigine e vomito. Solitamente questi disagi si alleviano e scompaiono al termine del viaggio ma, in alcuni casi, possono perdurare anche alcune ore o giorni dopo.

Mal d’auto: quando i sensori inviano segnali contrastanti

I sintomi del mal d’auto compaiono quando il sistema nervoso centrale riceve messaggi discordi dai recettori sensoriali (l’orecchio interno, la vista, i recettori di pressione della pelle e del complesso muscolo scheletrico) e fatica a tenere l’equilibrio.

L’equilibrio corporeo è, infatti, mantenuto da una sofisticata relazione tra più organi.

L’orecchio interno opera attraverso il sistema vestibolare costituto da tre dotti semicircolari e due organi otolitici, sacculo e utricolo, immersi in un liquido (endolinfa). L’endolinfa si muove in corrispondenza di ogni movimento del capo, mentre il sacculo e l’utricolo sono sensibili alla gravità e inviano informazioni al cervello circa la nostra posizione nello spazio (se stiamo in piedi oppure sdraiati o a testa in giù). L’occhio verifica la direzione in cui ci si muove e la posizione del corpo rispetto allo spazio. I recettori di pressione situati sugli arti inferiori e nel rachide, dicono quale parte del corpo è in basso e tocca terra.

I sensori propriocettivi (o muscolo-scheletrici) indicano quale parte di noi si sta muovendo, al di là di quanto vedano gli occhi.

Il cervello, a questo punto, elabora le informazioni pervenute, conservandoci in equilibrio. Nel momento in cui riceve indicazioni che si contraddicono, le interpreta confusamente e subentra la cinetosi, il mal d’auto.

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Quando il cervello va in confusione

Se si viaggia in auto, accade che il nostro corpo sia fermo, seduto, apparentemente immobile, mentre la nostra vista vede scorrere la strada e il paesaggio ai suoi lati; in più possono intervenire dei sobbalzi, quindi i sensori di movimento del nostro corpo ci dicono che siamo fermi, ma la vista non lo conferma, e i sussulti neppure. Dopo un lungo viaggio in nave, potremo tornare a stare con i piedi sulla terraferma, ma la sensazione di beccheggiare persisterà ancora. Addirittura, guardando un film in 3D o un videogame con immagini particolarmente veloci, le sensazioni di movimento sono così realistiche da indurre il mal d‘auto, pur stando seduti in una comoda poltrona!

Il cervello, a questo punto, stimolato da percezioni in contrasto tra loro, rilascia adrenalina e vasopressina, due sostanze che inducono senso di nausea e vomito e malore in generale. É singolare notare come soggetti o animali privi di sistema vestibolare funzionante siano immuni dal mal d’auto, quindi che tale organo dell’orecchio interno sia sicuramente responsabile del disturbo.

Come prevenire il mal d’auto

Ci sono alcuni accorgimenti che sono utili applicare prima di intraprendere un viaggio su un mezzo che potrebbe dare o ha già dato problemi di mal d’auto:

  • sedersi preferibilmente sui sedili anteriori se si viaggia in auto, al centro dell’imbarcazione oppure sul ponte più alto se si viaggia via mare, a lato del finestrino, preferibilmente vicino alle ali se siamo in aereo
  • puntare lo sguardo verso l’orizzonte nella direzione di moto del veicolo, in modo da ri-orientare il senso dell’equilibrio, fornendo una conferma visiva del movimento
  • tenere gli occhi chiusi e concedersi qualche sonnellino, se possibile: questo aiuta a risolvere il conflitto interno tra ciò che si vede e il sistema vestibolare
  • masticare: non è nota la ragione ma il beneficio è certo! Masticare una gomma durante il viaggio riduce il disagio provocato dal mal d’auto
  • fare frequenti stop: il viaggio né sarà frammentato, ma ne trarrete giovamento, potendo distendere gli arti, respirare una buona boccata d’aria fresca, bere e distrarvi un po’
  • provare a prendere dello zenzero, in polvere o in compresse: alcune sue sostanze fenoliche, che gli conferiscono il gusto piccante (gingerolo, shogaolo e zingerone) sono anche capaci di ridurre la nausea da movimento, agendo sulla peristalsi gastro-intestinale attraverso le mucose dello stomaco; inoltre non ha controindicazioni.

Cosa non fare se volete ridurre il mal d’auto

Ci sono anche cose che vi suggeriamo di non fare, in modo da evitare l’insorgere del mal d’auto:

  • non sedere in senso contrario alla marcia
  • non leggere mentre si viaggia
  • evitare il consumo di cibi grassi e di alcolici prima del viaggio
  • non fumare e cambiare spesso l’aria nell’abitacolo
  • non guardare il paesaggio in movimento lateralmente.

Quali farmaci sono utili per il mal d’auto

Nel caso in cui la prevenzione non sia sufficiente, vi sono rimedi farmacologici che possono aiutare a contrastare il mal d’auto: tra i più comuni, quelli a base di dimenidrinato, scopolamina, metoclopramide. Considerato che hanno effetti collaterali quali sonnolenza, stanchezza, secchezza della bocca, è opportuno non somministrarli a bambini sotto i 6 anni e a donne in gravidanza, a meno di un consulto medico che lo prescriva.

Dopo un attacco di cinetosi, con nausea e vomito, ripristinare i sali minerali perduti aiuterà a sentirsi meglio. È consigliabile prenderli una volta arrivati a destinazione, a piccoli sorsi, per non sollecitare lo stomaco già provato.

Fonti:
https://www.scienzanatura.it/una-cura-fitoterapica-della-chinetosi/
https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0056160
https://wwwnc.cdc.gov/travel/yellowbook/2020/travel-by-air-land-sea/motion-sickness
https://www.medicalnewstoday.com/articles/176198.php
https://www.nhs.uk/conditions/motion-sickness/
https://www.webmd.com/cold-and-flu/ear-infection/motion-sickness#1

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