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Difficoltà ad addormentarsi nei bambini di 10 anni, scopriamo il perché

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Un buon sonno è indice di benessere, tanto per gli adulti quanto per i bambini. Nel corso della loro crescita i bambini, gradualmente, si abituano a dormire; dopo i risvegli frequenti dei primi anni di vita, il sonno del bambino evolve verso un modello più simile a quello di un adulto.

Ma i disturbi del sonno non interessano solo gli adulti. Bambini e ragazzi possono andare incontro a periodi nei quali hanno difficoltà ad addormentarsi, oppure un sonno disturbato o frammentato.

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Difficoltà ad addormentarsi nei bambini: le cause

Le paure sono tra le più frequenti cause di insonnia nei bambini, diverse a seconda delle tappe dello sviluppo evolutivo.

Se in età prescolare, e in particolare tra i 2 e i 4 anni, le paure del bambino riguardano ciò che non conoscono, come il dormire da soli, il buio, le ombre, più avanti fino ai primi anni delle scuole elementari si aggiungono timori legate alla dimensione sociale. Per esempio, l’accettazione da parte dei compagni o le visite mediche (fanno parte della dimensione sociale?). Tutti aspetti che possono interferire con il sonno e rendere difficile l’addormentarsi, oppure portare a frequenti risvegli notturni.

Ma è alla soglia della preadolescenza che, con il progredire della vita sociale del bambino, emergono paure legate all’accettazione, al fallimento, alla delusione, soprattutto in ambito scolastico e sportivo: paura di fallire o non essere all’altezza delle aspettative altrui, paura di prendere un brutto voto e paura degli altri, data dalla consapevolezza dell’esistenza di pericoli reali esterni alla famiglia.

Intorno ai 10 anni alle paure più tipiche dell’infanzia si aggiungono quelle di natura psicologica, legate al distacco dai genitori, alla paura di essere lasciati soli o a quella di perdere le persone amate: primi fra tutti i genitori, ma anche nonni, fratelli e amici.

Questo periodo di sviluppo corrisponde alla fine del periodo di latenza e al passaggio verso una fase che sarà caratterizzata dall’inizio dello sviluppo e delle pulsioni sessuali.

Queste modifiche possono creare nel bambino un senso di agitazione e ansia che si ripercuote sul sonno, con difficoltà ad addormentarsi anche quando il bambino è molto stanco e vorrebbe dormire. Si può così instaurare una sorta di circolo vizioso, perché non riuscire a dormire agita ulteriormente il bambino e ne alimenta l’inquietudine.

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Difficoltà ad addormentarsi nei bambini di 10 anni, che fare?

La difficoltà ad addormentarsi, che può manifestarsi nei bambini intorno ai 10 anni, può disorientare i genitori perché si presenta improvvisamente, e in seguito a un periodo di tranquillità durante il quale il bambino aveva mostrato di aver acquisito una serie di automatismi, incluso quello del sonno.

Il genitore potrebbe dunque sentirsi spiazzato e impotente di fronte a queste difficoltà.

La cosa importante è però non sottovalutarle e nemmeno colpevolizzare il bambino, che molto probabilmente si trova in uno stato di disagio del quale non è nemmeno consapevole. È normale inoltre che un bambino, ansioso o depresso, non esprima queste condizioni attraverso la tristezza o il pianto, ma piuttosto con agitazione e talvolta aggressività.

Se il disturbo perdura è sicuramente il caso di chiedere un consiglio medico. Il pediatra potrà inquadrare la situazione e valutare la eventuale presenza di condizioni cliniche che possano indurre l’insonnia. Ma, in assenza di queste, il consulto di uno psicologo potrebbe essere risolutivo; se non ben affrontati, questi disturbi potrebbero causare traumi con conseguenze anche in età adulta.

L’insonnia nei bambini di 10 anni può essere il risultato di cattive abitudini

Non sempre la difficoltà di addormentarsi nei bambini di 10 anni è legata a malessere psicologico o a una causa organica. Più semplicemente, a interferire con il sonno del bambino possono essere una serie di cattive abitudini personali e familiari, che riguardano l’organizzazione del tempo e la routine domestica.

In generale i bambini e i ragazzi di oggi dormono meno. Spesso i bambini sono sovraccaricati di attività, con orari rigidi e prestabiliti, che lasciano poco spazio al riposo, alla noia (è giusto?) e alla creatività.

Soprattutto nelle grandi città la famiglia si riunisce per cena in orari tardi, e i compiti vengono a volte rinviati alla sera, magari anche dopo cena.

Attenzione anche all’uso di videogiochi come la playstation, tablet e smartphone da parte dei bambini. La luce blu emessa dai dispositivi elettronici altera la produzione di melatonina, ormone che regola il ciclo del sonno. Difficile pretendere che un bambino che abbia studiato o giocato con il telefono fino a pochi minuti prima di andare a letto si addormenti facilmente.

Quello che servirebbe al benessere di bambini e ragazzi è uno schema di vita regolare, con i pasti consumati alla stessa ora e, in particolare la cena non troppo tardi la sera, e con orari che si differenziano rispetto a quelli degli adulti.

Anche l’alimentazione è importante ai fini del sonno. Una dieta ricca di vitamine e sali minerali aiuta a favorire il riposo e il rilassamento, e a combattere l’irritabilità.

Alcuni nutrienti sono particolarmente utili in questo senso: il magnesio, il triptofano un aminoacido presente in molte proteine di origine animale e vegetale e legato alla produzione di serotonina, ormone del benessere. E le vitamine del gruppo B, in particolare B3 e B6, che agiscono sul buon funzionamento del sistema nervoso.

Fonti:

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