Intestino

Una scorta di probiotici contro i rischi della diarrea in viaggio

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La diarrea, una sgradita ospite che, almeno una volta, “ha bussato alla porta” di tutti durante l’estate.
In due casi su tre, infatti, la diarrea si presenta proprio in questa stagione, soprattutto durante i viaggi. E c’è una ragione. La colpa è degli sbalzi di temperatura: questi comportano una lieve immuno-depressione nei viaggiatori che dai Paesi occidentali si recano nelle zone ad alto rischio, come Nord Africa, Medio Oriente, Sudest Asiatico e America Latina. La flora batterica intestinale subisce uno squilibrio, che fa sì che i batteri patogeni prevalgano su quelli innocui, che abitano normalmente lungo le pareti dell’intestino. A volte basta anche lavarsi i denti con acqua contaminata.

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Gli attacchi di diarrea durano dalle 48 alle 72 ore, e oltre. E possono essere accompagnati a sintomi, quali: astenia, meteorismo, febbre e vomito. La diarrea del viaggiatore può insorgere anche nelle zone a basso rischio come il Nord America, l’Australia, la Nuova Zelanda e persino la nostra Europa. In questi casi, può dipendere dal cambio di abitudini alimentari conseguente alla necessità di adattarsi agli usi locali.

Diarrea in viaggio, attenzione al caldo

Eppure la diarrea estiva può insorgere anche se non si viaggia, a causa delle temperature elevate. Con il caldo, infatti, è più facile che i batteri dannosi proliferino. I principali imputati sono: Escherichia coli, Campylobacter jejuni, Shigella, Salmonella, Vibrio parahemolyticus, Plesiomonas shigelloides, Aeromonas hydrophila, Yersinia enterocolitica,Vibrio colera. Il rischio è elevato soprattutto con i cibi cotti poco, mal conservati o non freschissimi. Oppure, nel caso di acqua che è rimasta a lungo nelle tubature. Purtroppo, però, questi microrganismi non alterano i sapori. E ci si accorge della loro presenza solo quando compaiono i sintomi.

In estate può capitare anche di soffrire di diarrea da colpo di freddo: in questo caso, però, il meccanismo è un po’ diverso. Capita, infatti, quando l’organismo non si adatta a uno sbalzo di temperatura, come quello determinato da un bagno in acqua troppo fredda, da una bibita ghiacciata o da un passaggio brusco in ambienti con forte aria condizionata. La conseguenza è uno spasmo della muscolatura dell’intestino, che causa, appunto, la diarrea.

Che fare se si viene colpiti dalla diarrea del viaggiatore?

Se è presente solo il disturbo intestinale, può essere sufficiente rimanere a riposo per un paio di giorni, bevendo del tè leggero, che è astringente. Se i miglioramenti tardano ad arrivare o compaiono anche febbre e vomito, è meglio rivolgersi a un medico perché può servire un antibatterico specifico. L’indicazione vale anche se malesseri e disturbi superano le 48 ore.

Nel frattempo è opportuno reidratarsi bevendo acqua minerale, per scongiurare il rischio disidratazione; e di recuperare il potassio, il minerale che si perde maggiormente a causa della diarrea. Infine, assumere probiotici per riequilibrare la flora batterica.

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Probiotici in caso di diarrea del viaggiatore

Se comunemente si è abituati ad assumere i probiotici solo dopo che la diarrea è comparsa, le ultime evidenze scientifiche suggeriscono, invece, che vanno assunti anche per prevenirla. Il motivo? I probiotici rafforzano le pareti intestinali, popolando la flora batterica di batteri buoni, rivelatisi capaci di migliorare la reazione adattiva alle mutate condizioni igienico-sanitarie e/o ambientali da parte dell’intestino stesso*. Le ricerche hanno dimostrato che i probiotici più efficaci a scopo preventivo sono quelli appartenenti al ceppo dei Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium lactis. Dove si trovano? Difficile “scovare” probiotici così specifici nello yogurt o nei prodotti latteo-caseari, e poi si porrebbe il problema della quantità e della conservazione in frigorifero: basta, infatti, un intervallo di mezz’ora tra il momento dell’acquisto e il rientro a casa per uccidere parte dei probiotici contenuti nei cibi. Per assolvere alla loro funzione preventiva dei disturbi intestinali del viaggiatore, devono essere invece vivi e resistenti. La soluzione? Assumere integratori specifici a base di fermenti lattici vivi ad azione probiotica che assicurino tutte queste condizioni. In modo da partire tranquilli.

Fonti:

*https://journals.lww.com/co-gastroenterology/Abstract/2009/01000/Probiotics_as_prevention_and_treatment_for.5.aspx

**https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1477893905000918

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