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Bolle da acaro della polvere: come riconoscerle e rimedi

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Piccole bollicine rosse in rilievo che compaiono sul corpo e causano prurito. In alcuni casi potrebbe trattarsi di bolle da acaro della polvere. Di cosa si tratta?

Nell’ambiente è naturalmente presente la polvere, una miscela di componenti organiche come forfore e peli animali, frammenti e secrezioni di insetti, spore di muffe, fibre vegetali, residui alimentari e di sostanze inorganiche, principalmente polveri minerali contenenti carbonio e silicio. Le abitazioni ne sono piene e per lungo tempo si è ritenuto che la polvere ambientale, così come accade per i pollini, potessero causare una allergia con sintomi respiratori.

Solo negli anni ’60 è stato dimostrato che il potere allergenico della polvere ambientale è in realtà dovuto quasi esclusivamente agli acari, microscopici parassiti – misurano circa un quarto di millimetro – appartenenti all’ordine degli aracnidi. Gli acari vivono nella polvere e di essa si nutrono e sono una delle più frequenti cause di sintomi a carico dell’apparato respiratorio. Le reazioni allergiche sono scatenate, oltre che dall’inalazione degli acari durante la respirazione, dal contatto con le loro feci.

Bolle da acaro della polvere come sono fatte?

La sensibilizzazione agli acari interessa circa il 10-20% della popolazione; gli acari causano disturbi e sintomi solo nei soggetti ad essi allergici, ma sono fortunatamente innocui per tutti gli altri.

Esistono numerose specie di acari, alcune possono attaccare l’uomo e provocare lesioni e malattie, come la scabbia. Vi sono specie che mordono e si nutrono di sangue, ma non è il caso degli acari della polvere, che appartengono a due specie: Dermatophagoides pteronissinus e Dermatophagoides farinae.

Gli acari della polvere sono invece responsabili di due tipi di disturbi: l’allergia respiratoria e la dermatite. Le persone predisposte, infatti, sviluppano una ipersensibilità polmonare alle feci degli acari della polvere. Anche l’asma è una delle possibili conseguenze dall’allergia agli acari. Le reazioni allergiche vengono quindi scatenate dall’inalazione degli acari durante la respirazione o dal contatto con le feci di questi piccoli parassiti.

In caso di allergia agli acari, possono comparire anche piccoli pomfi arrossati e pruriginosi, molto vicini tra loro, che possono determinare anche rush cutaneo con prurito e rossore. Riconoscere la presenza di bolle da acari è il primo passo per adottare i corretti rimedi.

Rimedi contro le bolle da acaro della polvere

Se sulla pelle cominciano a comparire delle bolle da acari è necessario trovare dei rimedi. Vale sempre la pena di consultare il proprio medico, o un dermatologo o ancora un allergologo, per verificare che la diagnosi sia corretta e che non si tratti invece di punture di insetti o di un eczema di altra natura.

In genere per contrastare i sintomi cutanei dell’allergia agli acari vengono consigliate pomate a base di permetrina, ivermectina o zolfo, da applicare nelle aree interessate dalle bolle da acari. In genere le terapie hanno breve durata.

Gli acari della polvere si nutrono di desquamazioni umane e di piccoli animali, come forfora, frammenti di epidermide, capelli, pelli, unghie. Umidità tra il 60% e l’80%, temperatura intorno a 20°C – 25°C e la presenza di fonti di nutrimento sono le condizioni ideali per lo sviluppo degli acari, che prediligono letti, divani, materassi, tappeti, cuscini. La casa è quindi il luogo ideale per la loro crescita ed è pressoché impossibile eliminarli anche tenendo la casa pulita: in un grammo di polvere possono vivere infatti oltre un migliaio di acari.

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Gli acari non amano la luce del sole, per questo tendono ad annidarsi soprattutto all’interno di cuscini e materassi, dove confluiscono le invisibili cellule epiteliali che il corpo ogni giorno, continuamente, perde. Possono vivere anche a basse temperature ma sono favoriti dalla presenza di umidità da riscaldamento e dalle abbondanti piogge primaverili; temperature inferiori ai 16° C riducono il loro ciclo riproduttivo, mentre con tassi di umidità inferiori al 50% gli acari non riescono a sopravvivere.

Che fare dunque?

In generale, ambienti come la camera da letto e il salotto sono tra i più a rischio per i soggetti allergici e necessitano di maggiori attenzioni.

In caso di allergia agli acari è opportuno adottare alcuni accorgimenti per bonificare la propria abitazione e rendere, per quanto possibile, difficile la sopravvivenza e la riproduzione degli acari.

  • Gli ambienti dovrebbero essere arieggiati frequentemente, anche più volte al giorno e soprattutto dopo la notte per eliminare i ristagni di umidità.
  • Per le pulizie, in particolare di superfici come pavimenti, divani e imbottiture, utilizzare aspirapolvere dotati di filtri HEPA.
  • Impossibile eliminare gli acari dalle profondità dei materassi; utilizzare coprimaterassi a trama molto fitta, da lavare molto frequentemente, e passare l’aspirapolvere sulla superficie del materasso. I materassi in poliuretano o gommapiuma sono meno ricettivi rispetto a quelli, per esempio, di lana.
  • Lo stesso vale per i cuscini. I cuscini andrebbero coperti con una doppia federa, anche in questo caso una delle due dovrebbe essere a trama fitta; inoltre andrebbero sostituiti spesso. Per convincersi di questo basta pensare che fino al 10% del peso di un cuscino di due anni può essere costituito da acari morti e dalle loro feci.
  • In ogni caso esporre periodicamente cuscini, piumini e coperte alla luce del sole.
  • Per tentare di arginare il problema, le camere da letto dovrebbero contenere solo i mobili essenziali ed essere prive di tappeti, scendiletto, letti imbottiti, librerie. Se non si vuole rinunciare alle tende, ai tendaggi pesanti preferire tende facilmente lavabili.
  • Lavare biancheria e tappezzeria a una temperatura di almeno 60° C. L’uso dell’asciugatrice, così come del deumidificatore, può essere vantaggioso in quanto previene il formarsi di umidità nell’ambiente.

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