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Pubblicato il 31 Luglio 2020 | Ultima modifica il 19 Ottobre 2020

Salute della Pelle

Chemioterapia ed esposizione al sole: montagna o mare?

Mentre in passato l’esposizione al sole durante la chemioterapia veniva sempre irrimediabilmente sconsigliata, oggi le evidenze scientifiche permettono di rileggere queste indicazioni. 

Prendere il sole durante la chemioterapia è possibile, e può contribuire a migliorare il tono dell’umore ed attivare processi metabolici importanti per l’organismo. Occorre, tuttavia, osservare particolari precauzioni, che dipendono dai singoli casi.

Chemioterapia e sole

Chemioterapia e sole non sono antitetici, perlomeno non lo sono in assoluto. Dobbiamo, infatti, ricordare che, nel caso di malattie eterogenee come il tumore, categoria che comprende patologie estremamente variegate, le indicazioni devono essere il più possibile personalizzate.

Alcuni dei farmaci utilizzati per combattere il tumore hanno effetto fotosensibilizzante, ossia aumentano la sensibilità individuale nei confronti dei raggi ultravioletti del sole. Durante la chemioterapia effettuata con questi medicinali, la pelle diventa più soggetta a rischio di eritemi e scottature. Quindi, è necessario usare prodotti a elevata protezione o indumenti protettivi quando si prende il sole durante la chemioterapia

Fra le sostanze a  effetto sensibilizzante, vi sono i nuovi farmaci a bersaglio molecolare, ma anche composti di uso tradizionale, come la dacarbazina, il fluorouracile, la flutamide, il metotrexato, l’actinomicina D, la bleomicina e la vinblastina

Per vivere con tranquillità le vacanze e proteggere la salute della propria pelle, meglio chiarire con il proprio oncologo, chiedendo espressamente informazioni circa la compatibilità dei farmaci assunti con l’esposizione al sole.

Gli oncologi ricordano che è fondamentale osservare specifiche precauzioni fino a sei mesi di distanza dalla fine dell’ultimo ciclo di chemioterapia

Se non sussistono controindicazioni particolari al sole, le persone in chemioterapia possono esporsi rispettando molto scrupolosamente le regole universalmente valide, ossia quelle di evitare le ore centrali della giornata e utilizzare una protezione solare adeguata.

Chemioterapia ed esposizione al sole: mare o montagna?

Quando si parla di chemioterapia, che l’esposizione al sole si verifichi al mare o in montagna non fa differenza. 

Occorre anche ricordare che un clima più fresco e un cielo nuvoloso, in estate più probabili in montagna che al mare, non rappresentano segnali di depotenziamento dei raggi ultravioletti. Anche con un tempo non soleggiato, è necessario prestare le medesime attenzioni.

La radiazione solare è costituita da una componente ultravioletta, che è responsabile dell’abbronzatura, e una componente infrarossa, alla base dell’effetto termico. In montagna, i raggi infrarossi del sole incontrano più facilmente fenomeni neutralizzanti. Ne deriva che il sole può risultare meno caldo, ma questo non significa che non possa produrre effetti di fotosensibilizzazione.

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Esposizione al sole e tumore

La radioterapia produce un effetto di fotosensibilizzazione locale, nell’area cutanea dove è stata somministrata. Il rischio si protrae per circa un anno dal momento della sospensione della terapia e vale anche per le radiazioni prodotte dalle lampade abbronzanti.

Le zone interessate sono soggette al cosiddetto rischio di recall, ossia di richiamo della sensibilizzazione cutanea tipico della radioterapia, e richiedono una protezione solare elevata e l’uso di indumenti protettivi. Ricorrere a un abbigliamento in tessuto tecnico, facilmente reperibile nei negozi di articoli sportivi, permette di usufruire di un’azione coprente e sicura.

Nell’ambito del trattamento del tumore, dopo un intervento chirurgico, è comunque necessario attendere che la ferita sia ben cicatrizzata prima di esporla al sole. Questo si verifica in tempi variabili e durante i quali occorre utilizzare indumenti specifici che abbiano funzione coprente. È, infatti, controindicato applicare su una ferita non consolidata un cosmetico contenente filtri solari, sia chimici che fisici. 

In presenza di protesi impiantate a seguito della rimozione di un carcinoma mammario, l’esposizione al sole durante la chemioterapia è possibile, purché sia trascorso il tempo necessario alla ferita per guarire completamente. 

In alcuni casi, l’intervento di asportazione del tumore al seno richiede la dissezione ascellare, ossia la rimozione dei linfonodi locali. Grazie alla sempre maggiore precocità della diagnosi, i chirurghi oncologici ricorrono sempre meno a questa tecnica. Nelle pazienti che hanno subìto la dissezione ascellare, il sole può aumentare il rischio di linfedema, una complicazione che provoca gonfiore e formicolii al braccio corrispondente. Per prevenire quest’evenienza, occorre proteggere l’arto dal caldo.

Esposizione al sole e chemioterapia: la cura della pelle

Mantenere la pelle curata, attraverso l’uso di prodotti specifici, limita i danni della chemioterapia e della radioterapia, e riduce i rischi derivanti dall’esposizione al sole.

Dovrebbero essere utilizzati cosmetici che combattono la secchezza cutanea (xerosi), il fenomeno che innesca la reazione infiammatoria, la quale può avere conseguenze spiacevoli. Scegliere prodotti dermofunzionali a base di grassi vegetali, come il burro di karitè, il germe di grano, l’olio di jojoba e di avocado aiuta a mantenere la pelle sana ed a prepararla adeguatamente all’esposizione al sole, anche durante la chemioterapia

Occorre optare per detergenti affini alla struttura dell’epidermide, che rimuovano le impurità senza intaccare la sua naturale barriera protettiva, e creme che contrastino la secchezza cutanea agendo sulla pelle con azione emolliente.

Tumore ed esposizione al sole: il melanoma

Sempre bene ricordare che il tumore non è una sola malattia, ma un gruppo di malattie, con caratteristiche anche molto diverse fra loro. Per questa ragione, l’oncologia è probabilmente la branca della medicina che maggiormente beneficia di un approccio personalizzato, sia in termini di diagnosi che dal punto di vista del trattamento.

Mentre non esistono evidenze scientifiche che associno l’insorgenza dei tumori, in generale, così come di recidive o metastasi, all’esposizione ai raggi ultravioletti, il discorso è ben diverso per quanto riguarda uno specifico tipo di cancro, il melanoma

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani dell’IRCCS San Raffaele di Milano, in collaborazione con l’Università di Bonn, ha dimostrato che l’esposizione alla luce solare può aumentare il rischio di metastasi nelle persone già colpite da melanoma. Il melanoma è il tumore più aggressivo fra quelli che colpiscono la cute e uno fra quelli a maggiore mortalità. 

Quando la pelle esposta al sole si arrossa, rilascia molecole che attivano il processo di infiammazione. Fra queste, una molecola definita allarmina richiama localmente cellule specifiche del sistema immunitario, i neutrofili, i quali rilasciano il Fattore di Necrosi Tumorale (Tumor Necrosis Factor, TNF), che, nell’area colpita dalla neoplasia, aumenta il rischio di migrazione di cellule tumorali dalla sede primaria ad altri tessuti.

Per quanto riguarda i legami fra esposizione al sole e insorgenza del melanoma primario, i dati sperimentali sono ormai consolidati.

Fonti:

  • Bianchi et al – Ultraviolet-radiation-induced inflammation promotes angiotropism and metastasis in melanoma – Nature, 2014
  • Reazioni di fotosensibilità da farmaci – Farmacovigilanza Calabria
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