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Pubblicato il 1 Giugno 2020 | Ultima modifica il 17 Giugno 2020

Salute della Pelle

Immunoterapia oncologica e pelle, come prevenire gli effetti collaterali

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È l’ultima frontiera delle cure oncologiche, e promette di fare passi da gigante, rivoluzionando l’approccio terapeutico contro il cancro. Non a caso nel 2018 ha ricevuto il premio Nobel. Si chiama immunoterapia e, a differenza delle tradizionali chemioterapie e radioterapie, non mira a colpire le cellule tumorali, bensì a rafforzare il sistema immunitario contro le cellule tumorali e a rivolgerlo contro le cellule tumorali del paziente oncologico. Melanoma e cancro al polmone le patologie che sinora hanno ricevuto riscontri “positivi” (le virgolette sono d’obbligo), ma sono è allo studio cure immunoterapiche contro altre neoplasie. L’immunoterapia oncologica ha effetti collaterali che devono essere considerati.

Immunoterapia oncologica e effetti collaterali sulla pelle

Secondo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, il prurito è riportato da circa il 65% dei pazienti fra gli effetti collaterali dell’immunoterapia oncologica, e può essere accompagnato da un’eruzione cutanea, caratterizzata sia dal cambiamento del colore che dall’aspetto della pelle. Tali sintomi si presentano solitamente nelle prime 3-6 settimane dall’inizio del trattamento, e nella maggioranza sono di lieve entità.

In alcuni casi può insorgere la vitiligine, cioè la perdita del normale pigmento della cute e la comparsa di macchie bianche, probabilmente perché questi farmaci agiscono sull’inibizione della melanina, soprattutto se vengono utilizzati contro il melanoma.

Altri effetti collaterali dell’immunoterapia oncologica sono l’orticaria e la xerosi, cioè la secchezza severa della cute. In molti casi è stato riscontrato un forte eritema del viso e un po’ meno frequentemente l’eritrodermia, cioè l’arrossamento diffuso su tutto il corpo accompagnato da desquamazione.

Come funziona l’immunoterapia oncologica

Il punto di partenza è il sistema immunitario: l’immunoterapia oncologica educa le naturali difese dell’organismo a riconoscere determinati recettori più esposti sui tumori, ma dal momento che questi recettori si trovano anche sull’epidermide sono attaccati e determinano su di essa conseguenze negative importanti.

In estrema sintesi, l’obiettivo di questo rivoluzionario approccio terapeutico oncologica è di sostenere una risposta contro il tumore da parte dei linfociti una con meccanismi simili a quelli con i quali essi difendono l’organismo dall’aggressione esterna di virus o batteri. La rivoluzione dell’immunoterapia oncologica consiste appunto nel fatto che aggredisce il tumore in modo indiretto.

Varie le sue modalità di applicazione: tramite la somministrazione di farmaci oppure tramite l’infusione di linfociti opportunamente modificati attraverso la cute (cioè iniezioni a rilascio lento per via subcutanea o intradermica.

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Come curare gli effetti collaterali cutanei dell’immunoncologia  

Il primo passo da attuare è la prevenzione: le linee guida sulla tossicità cutanea suggerite dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica riguardano la prevenzione dell’integrità della pelle, prima di sottoporsi all’immunoterapia. Una pelle “fortificata” saprà rispondere meglio agli eventuali effetti collaterali.

Si parte dalla detersione. La detersione deve essere effettuata con detergenti privi di tensioattivi schiumogeni (sulla confezione sono indicati con il nome di sodiolauril-solfato, sodiolauriletere-solfato). Meglio scegliere detergenti ricchi di oli vegetali che detergono per affinità, facendo leva sul fatto che il sebo della pelle è un olio, e sfruttare la una legge della chimica “simile interagisce con il simile’.

Si prosegue con la corretta idratazione della pelle che, nel caso di una tossicità indotta dai trattamenti oncologici, deve essere orientata più al nutrimento che alla semplice “inondazione di acqua”, come accade per i normali cosmetici idratanti. La differenza è che i prodotti giusti devono avere una texture ricca, e formulati principalmente con lipidi di origine vegetale (come il burro di karitè, l’olio di argan, di germe di grano, di jojoba, di avocado) o di sintesi (il nome INCI è caprilyc capric triglyceride).Utili anche le ceramidi, la niacina (cioè la Vitamina B3) e la Vitamina E, tutte sostanze che ripristinano la funzione di barriera dell’epidermide.

In caso di secchezza estrema della pelle, con desquamazioni e prurito molto efficaci si rivelano le creme a base di urea, una sostanza prodotta normalmente dal nostro corpo che viene creata in laboratorio per uso cosmetico. Se è a basso dosaggio, oltre a essere molto emolliente, esfolia con dolcezza lo strato corneo dell’epidermide, ammorbidendola notevolmente. A tutto beneficio del comfort di una pelle provata dai trattamenti dell’immunoterapia oncologica.

Fonti

https://jamanetwork.com/journals/jamadermatology/article-abstract/2683521
http://www.njmonline.nl/getpdf.php?t=i&id=207#page=38
https://www.sigeitalia.it/Docs/LineeGuida/2019_LG_AIOM_Toss_Immunoterapia.pdf

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