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Pubblicato il 3 Marzo 2020 | Ultima modifica il 11 Marzo 2020

Benessere Psicofisico

La guida anti panico per affrontare Coronavirus e influenza

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Le ultime settimane sono state caratterizzate da una crescente attenzione nei confronti dell’infezione da nuovo coronavirus. La diffusione del virus, insieme all’aumento dei casi in tutto il mondo e in particolare in Italia, hanno creato panico e allarme. L’infezione da coronavirus è infatti in molti casi simile all’influenza, ma in una percentuale di individui può causare gravi complicanze a livello polmonare, che possono in alcuni casi portare al decesso.

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Coronavirus, che cos’è?

L’epidemia in atto si deve a un virus appartenete alla famiglia dei coronavirus, così denominati per via della caratteristica forma a coroncina visibile al microscopio. Si tratta di virus comuni in molte specie animali; in alcuni casi possono evolversi e infettare l’uomo e quindi diffondersi nella popolazione. Il nuovo coronavirus è un ceppo di coronavirus che non era mai stato identificato nell’uomo. Il nuovo coronavirus, dapprima denominato 2019-nCoV, è stato poi ribattezzato SARS-CoV-2 per la sua familiarità con il virus della SARS, responsabile di una epidemia del 2009.

L’epidemia è una zoonosi, ossia causata dalla trasmissione del virus da animale a uomo. L’epicentro dell’epidemia è stato identificato in un mercato di pesce e animali vivi di Wuanan, nella citta cinese di Wuhan, oggi chiuso.

Benché l’animale che ha fatto da serbatoio al coronavirus non sia stato identificato con certezza, gli scienziati ipotizzano possa trattarsi di un mammifero come il pangolino (le cui squame sono impiegate nella medicina tradizionale cinese) o il pipistrello.

Quali sono i sintomi dell’infezione da coronavirus?

Il virus, che nella maggior parte dei casi comporta sintomi simili a quelli della più nota influenza stagionale, colpisce principalmente i polmoni.

I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite virale, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale.

Sono più a rischio di complicanze le persone con deficit immunitari e condizioni cliniche croniche preesistenti, come malattie respiratorie e cardiovascolari, diabete, patologie epatiche, malati oncologici e gli anziani, più suscettibili alle forme gravi.

Come si trasmette l’infezione?

Il virus si trasmette attraverso le micro-goccioline di saliva, che la persona infetta può emettere con la tosse o gli starnuti, o anche semplicemente parlando, oppure toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con le mani contaminate.

Per prevenire le infezioni virali, e quella da coronavirus in particolare, valgono le stesse raccomandazioni utilizzate per l’influenza. In questo caso il virus appare particolarmente contagioso e a rapida diffusione, questo perché si tratta di un virus nuovo, verso il quale nessun essere umano possiede anticorpi. La criticità è dovuta anche alla non disponibilità, a oggi, di terapie antivirali specifiche o di un vaccino.

Nei casi lievi la malattia sembra decorrere come una normale influenza. I casi gravi vengono trattati con terapie di supporto, come antifebbrili, idratazione e nei casi più gravi con un supporto meccanico alla respirazione.

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In pratica cosa fare per prevenire il contagio?

Al di là del rispetto delle disposizioni riguardanti la convivenza in luoghi pubblici e di aggregazione emesse dalle autorità, evitare il contatto diretto con persone che tossiscono, starnutiscono o hanno la febbre. In generale mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro. In caso di tosse o starnuti utilizzare fazzoletti di carta come copertura, che andranno gettati immediatamente (in un cestino chiuso, o nel WC). In alternativa, coprirsi il viso non con le mani ma con l’incavo del gomito.

Le mani sono infatti uno dei principali veicoli di contagio. Per questo devono essere lavate molto frequentemente. Tra le raccomandazioni delle autorità sanitarie anche quella di evitare di toccarsi con le mani naso, occhi e bocca.

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Come lavarsi le mani

Acqua e sapone sono sufficienti per garantire una corretta igiene delle mani. In caso di necessità, quando, si sia fuori casa o in mancanza di acqua e sapone, è possibile utilizzare gel a base alcolica, con una concentrazione di alcool di almeno il 60%.

In questo caso la corretta igiene delle mani richiede almeno 30-40 secondi; ricordare che in questo caso le mani devono essere asciutte, altrimenti il prodotto non è efficace. Qualora invece si utilizzino acqua e sapone tenere presente che sono necessari almeno 40-60 secondi per la rimozione meccanica di virus e batteri.

Igiene degli ambienti

Tra le raccomandazioni delle autorità sanitarie per prevenire la diffusione del virus anche l’igienizzazione degli ambienti e delle superfici: maniglie, telefoni, volante dell’auto… Sembra infatti che il virus possa sopravvivere sulle superfici per alcune ore. L’uso di disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina) è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone. Tra i prodotti disponibili in commercio anche Pumilene Vapo disinfettante spray.

Mascherine, sì o no?

Il panico successivo alla diffusione della infezione da coronavirus ha fatto sì che in breve tempo le scorte di mascherine nelle farmacie siano andate esaurite. Ma servono davvero? Gli esperti raccomandano l’uso di mascherine specifiche, dotate di un particolare filtro, agli operatori sanitari.

Per quanto riguarda invece il comune cittadino, l’Oms raccomanda l’uso della mascherina alle persone che siano entrate in contatto con il virus, come strumento di prevenzione della sua diffusione agli altri, ma non come strumento di difesa.

Qualora debbano essere indossate è necessario che siano ben aderenti al volto, in modo da coprire naso bocca e mento, che non siano toccate durante l’uso e che siano rimosse ma non toccate, e poi gettate in un cestino chiuso. Lavarsi poi le mani.

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Prendersi cura delle proprie difese immunitarie

Un organismo forte e sano è più resistente all’attacco degli agenti patogeni. Lo stato delle difese immunitarie ha quindi un ruolo importante anche nei confronti dell’infezione da coronavirus.

Anche in questa fase quindi è importante seguire una buona alimentazione, non trascurare il sonno, cercare di attività fisica, meglio all’aperto, e se possibile non sottoporre il fisico a stress eccessivi.

È inoltre ormai noto che un intestino sano è di aiuto per il sistema immunitario: il microbioma intestinale, ossia l’insieme di microorganismi che popola l’intestino di ciascuno individuo, infatti influenza la risposta immunitaria. Nell’intestino risiede infatti la maggior parte -circa il 70%- delle cellule che compongono il sistema immunitario. Quest’organo è tappezzato di stazioni linfonoidali, chiamate Placche di Peyer, che sono delle vere e proprie fabbriche di globuli bianchi. In sede intestinale si ha un’alta produzione di Linfociti T Helper che ricoprono il ruolo di “sentinelle”, atte ad allertare il nostro sistema immunitario di una possibile infezione di natura virale, batterica e parassitaria. (1-2)

Se la flora batterica è in equilibrio anche il sistema immunitario è una efficace barriera contro l’attacco di virus e batteri.

Al contrario la presenza di uno squilibrio, ossia di una disbiosi, indica uno stato di alterazione della flora batterica intestinale, con conseguenze sia sul benessere individuale sia sull’efficienza delle difese immunitarie.

Assumere probiotici, attraverso la dieta o con una integrazione specifica, può quindi essere di aiuto sia nella fase preventiva, sia qualora si contragga una infezione, come supporto per combatterla, e anche nella fase di convalescenza.

Lattobacilli e bidifobatteri sono i principali generi di batteri “buoni”. Tra i ceppi di probiotici più utili per sostenere le difese immunitarie vi sono infatti il lactobacillus, in particolare il Lactobacillus rhamnosus LGG(3-4), e il bifidobacterium, in particolare il Bifidobacterium animalis subsp. lactis BB-12(5-6).

Entrambi i ceppi hanno un alto indice di colonizzazione della mucosa intestinale e sono particolarmente efficaci nel sostenere le naturali difese del nostro organismo stimolando così la risposta immunitaria(3-4) (5-6).

Secondo le informazioni finora disponibili, le persone colpite dall’infezione, che non hanno presentato complicanze, sembrano guarire nel giro di pochi giorni. Come ogni sindrome influenzale l’organismo può però essere provato dalla virosi; anche nella fase successiva è dunque utile osservare alcune norme riguardanti un riposo adeguato, per dare il tempo al corpo di riprendersi, una alimentazione varia e ricca di vitamine e minerali, una corretta idratazione.

Le vitamine del gruppo B sono molto importanti: oltre a aumentare la produzione di anticorpi e quindi la resistenza alle infezioni, agiscono sul sistema nervoso, favoriscono la trasformazione delle sostanze nutrienti assunte con il cibo in energia da utilizzare e sono indicate sia per rafforzare le difese dell’organismo, sia per nei periodi di convalescenza. Altrettanto utili all’efficienza del sistema immunitario sono le vitamine C, D ed E.

Per quanto riguarda i sali minerali nella dieta non devono mancare magnesio e potassio che aiutano a contrastare stanchezza e affaticamento, il ferro indispensabile per trasportare l’ossigeno nell’organismo, e lo zinco che gioca un ruolo chiave nel favorire la risposta immunitaria. Un aiuto in questo senso può arrivare anche da integratori alimentari specifici, come Briovitase Sostegno.

Coronavirus: le indicazioni del Ministero della Salute

Il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con la Conferenza Stato-Regioni e con vari ordini professionali, hanno realizzato un decalogo per promuovere una corretta informazione sui comportamenti da seguire per prevenire l’infezione da coronavirus:

  1. Lavarsi spesso le mani
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  4. Coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  6. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono persone malate
  8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Contattare il Numero Verde 1500 se si ha febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni
  10. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

Fonti

Ministero della Salute
Humanitas.it
Il Sole 24 ore Sanità

1C Jung et al. Peyer’s Patches: The Immune Sensors of the Intestine. Int J Inflam 2010, 823710. 2010.

2Ozen M, et al. Probiotics for the prevention of pediatric upper respiratory tract infections: a systematic review. Expert Opin Biol Ther 2015. PMID 25430686

3Sharma R, et al. Improvement in Th1/Th2 immune homeostasis, antioxidative status and resistance to pathogenic E. coli on consumption of probiotic Lactobacillus rhamnosus fermented milk in aging mice. Age (Dordr) 2014. PMID 25037247

4Davidson LE, et al. Lactobacillus GG as an immune adjuvant for live-attenuated influenza vaccine in healthy adults: a randomized double-blind placebo-controlled trial. Eur J Clin Nutr 2011. PMID 21285968

5Chattha KS, et al. Divergent immunomodulating effects of probiotics on T cell responses to oral attenuated human rotavirus vaccine and virulent human rotavirus infection in a neonatal gnotobiotic piglet disease model. J Immunol 2013. PMID 23918983

6Jungersen M, et al. The Science behind the Probiotic Strain Bifidobacterium animalis subsp. lactis BB-12(®) Microorganisms 2014. PMID 27682233

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