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Quando è davvero utile usare il deumidificatore?

Tra gli elettrodomestici di utilizzo quotidiano nelle nostre case, il deumidificatore si rivela essere un ottimo alleato, specie durante la stagione fredda, per contribuire alla salubrità e alla gradevolezza dell’ambiente. Dunque, quando conviene usare il deumidificatore? 

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Deumidificatore, a cosa serve?

A che serve il deumidificatore? Lo scopo principale è, come suggerisce lo stesso nome, quello di ridurre, se non proprio eliminare del tutto, l’eccesso di umidità presente nell’ambiente. Per parlare di eccesso di umidità in termini precisi dovremmo ricorrere a uno strumento, l’igrometro, che misura l’umidità relativa presente nell’aria. In effetti, però, basta uno sguardo per capire se il tasso di umidità è elevato: quando si cucina o si fa il bagno, ad esempio, la formazione di goccioline su vetri e muri è la dimostrazione visibile della condensazione del vapore acqueo.

Altrove, possono presentarsi macchie scure di muffa, screpolature e rigonfiamenti nell’intonaco delle pareti, a loro volta prova di umidità in risalita o di cattivo isolamento termico.

Il deumidificatore, per mezzo di una ventola, aspira l’aria e il vapore acqueo disperso nell’ambiente; dopodiché, nei deumidificatori meccanico-refrigerativi, l’aria viene separata dall’acqua grazie al contatto con una serpentina contenente gas refrigerante. L’acqua è poi veicolata verso un serbatoio svuotabile e l’aria, “ripulita” dall’umidità, viene rimessa in circolazione.

In questo modo, non solo l’ambiente è più asciutto, ma anche la percezione corporea della temperatura è differente, nel senso che si avverte meno afa e meno caldo d’estate e minore freddo penetrante d’inverno.

A che serve il deumidificatore oltre che a rendere più asciutta e respirabile l’aria di un locale?

Serve per mantenere il nostro organismo in salute! Sono diverse le prove a supporto della correlazione tra umidità ambientale e sintomatologia reumatica e malattie del tratto superiore delle vie respiratorie, asma compresa. Accade, infatti, che in ambiti particolarmente umidi si diffondano batteri patogeni e muffe in grado di provocare infezioni, in particolare i ceppi di Aspergillus Fumigatus e Mucor, nocivi soprattutto in soggetti sensibili.

Quando usare il deumidificatore in casa

È opportuno ricorrere al deumidificatore per prevenire l’elevata umidità che, come abbiamo visto, oltre agli antiestetici aloni di muffa generati dalle spore fungine, può generare infezioni respiratorie e dolori reumatici e articolari.

Sono varie le attività domestiche che contribuiscono all’aumento dell’umidità: cucinare, farsi la doccia o il bagno, mettere il bucato ad asciugare sullo stendibiancheria, collocare piante all’interno dei locali. Anche un isolamento termico inefficace gioca la sua parte, specie nel tipo di umidità di “risalita” lungo i muri. Tutto ciò comporta un ristagno di vapore acqueo e conseguentemente la presenza di spiacevoli infiltrazioni e macchie di muffa, tipicamente negli angoli e dietro gli armadi.

Abbiamo indicato quando usare il deumidificatore in casa, ma è buona regola, per evitare vapore e condensa, aerare sempre, per almeno 5-10 minuti i locali come la cucina, il bagno, la lavanderia e consentire una corretta evaporazione. Inoltre, per migliorare la qualità dell’aria sarebbe consigliabile scegliere, tra i vari modelli di deumidificatore disponibili in commercio, quelli dotati di un sistema di filtro di polveri, pollini e cattivi odori.

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Deumidificatore e aria degli ambienti

Nel periodo invernale, specie quando si susseguono giornate fredde e uggiose, si tende a chiudersi nel caldo avvolgente di casa e non si presta attenzione al fatto che, soggiornando a lungo nello stesso ambiente, creiamo le condizioni per un peggioramento della qualità dell’aria.

L’accorgimento di aerare i locali con frequenza, unito all’uso di un deumidificatore, è senza dubbio una prassi che tutela dal proliferare di acari e muffe, i principali allergeni respiratori. Questi si sviluppano quando il grado di umidità supera il 50% e sono in grado di causare patologie più o meno aggressive, in funzione della suscettibilità individuale.

Vero è che l’inquinamento microbico è un elemento chiave dell’inquinamento domestico, generato da una miriade di batteri e funghi che trovano terreno fertile nell’ambiente umido per la loro riproduzione. A che serve il deumidificatore è facilmente comprensibile: a restituirci una qualità dell’aria purificata e salubre. Tra i deumidificatori disponibili la distinzione principale è tra quelli fissi e quelli portatili, laddove i primi consentono di trattare un volume d’aria maggiore, ma scontano un ingombro superiore, mentre i secondi sono più pratici e flessibili, trasportabili da una stanza all’altra.

Alcuni modelli hanno la possibilità di regolare in automatico il grado di umidità, oltre ad avere dei filtri (talvolta lavabili) che permettono non solo di togliere l’umidità ma anche di ripulire l’aria. Una volta trovata la combinazione temperatura-umidità confortevole per ogni ambiente, in funzione della stagione, possiamo aggiungere un ulteriore elemento che renda l’aria che respiriamo ancora più gradevole: l’utilizzo di aromi e oli essenziali.

Tra questi ve ne sono di balsamici, floreali, intensi o delicati, in grado di stimolare, rilassare e rimetterci in armonia con noi stessi e con l’ambiente.

Fonti:

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