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Si può soffrire di sonnolenza eccessiva? come sconfiggere l’ipersonnia

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Per alcune persone la funzione ristoratrice e piacevole del sonno si trasforma in una vera e propria patologia del sistema nervoso centrale: si chiama d’ipersonnia, ed è un disturbo cronico caratterizzato appunto da una sonnolenza eccessiva (EDS) che invade gli intervalli diurni della giornata, causando non solo disagio ma anche pericolo (i problemi di sonnolenza e/o legati a ipersonnia determinano il 20% degli incidenti stradali)1)

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Ipersonnia: cos’é

L’ipersonnia è una sonnolenza che si estende oltre il normale ambito del riposo notturno e indipendente da problemi inerenti qualità e quantità del sonno stesso (deprivazione di sonno, conseguenze di traumi psicologici, apnee respiratorie etc.).

Come si manifesta

Le manifestazioni d’ipersonnia possono essere caratterizzate da una necessità insopprimibile di prolungare il riposo, con risvegli faticosi quando non impossibili (inerzia del sonno). La patologia è anche caratterizzata da una repentina e inappropriata richiesta di dormire nel momento in cui si svolgono attività: per questa ragione può essere causa di colpi di sonno e conseguenze pericolose per l’incolumità propria e altrui. Una delle manifestazioni tipiche dell’ipersonnia è l’incapacità a rimanere desti durante il giorno.

Classificazione delle ipersonnie e sintomatologia

I tipi di ipersonnia classificati dall’Associazione Americana dei Disturbi del Sonno2) enumerano diverse forme cosiddette “primarie”, cioè correlate a origini non ancora note oppure a squilibri degli ormoni neurotrasmettitori (in primis l’ipocretina o orexina) e forme secondarie, ovvero associate a sottostanti patologie psichiatriche o disturbi correlati all’assunzione di farmaci o sostanze psicotrope.

Ipersonnie primarie

È tale la narcolessia di tipo 1, che si presenta con una sonnolenza diurna insopprimibile, che conduce il soggetto a entrare in fase di sonno profondo (REM) trascorsi pochi minuti dall’addormentamento, che avviene durante le normali attività (al lavoro, alla guida, mentre si mangia o parla). É accompagnata da bassi valore dell’ormone ipocretina e da cataplessia, cioè una perdita del tono muscolare indotto da stati emotivi quali riso, collera, paura, gioia, stupore; tale debolezza muscolare può provocare cedimento delle gambe, abbassamento della mascella, linguaggio biascicante, contrazioni involontarie del viso. Al quadro si sommano paralisi al risveglio e allucinazioni ipnagogiche (sono dette così le allucinazioni che insorgono durante il sonno) e ipnopompiche (che si hanno durante la veglia).

Altra forma d’ipersonnia primaria è la narcolessia di tipo 2, che differisce dalla precedente per l’assenza di cataplessia e per livelli d’ipocretina normali, mantenendo identico il restante corredo della sintomatologia.

L’ipersonnia idiopatica è un disturbo cronico che si caratterizza per un eccesso di sonnolenza diurna (EDS) non soddisfatto dal riposo notturno, anche se prolungato oltre le 8 ore; in questi casi il sonno non è mai ristoratore e si ha un senso di spossatezza e intontimento.

La Sindrome di Kleine-Levin è una ipersonnia con continui attacchi, che si manifesta altresì con un aumento dell’appetito (polifagia) e della libido. È tipica degli adolescenti ma, fortunatamente, i suoi effetti tendono a diradarsi col passare del tempo.

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Ipersonnie secondarie

Questa seconda macrotipologia di ipersonnia comprende:

  • ipersonnia iatrogena, riconducibile all’assunzione di farmaci antidepressivi, ipnotici, sedativi, antipsicotici, che hanno ricadute sul ciclo circadiano che regola il ritmo sonno-veglia
  • ipersonnia dovuta a patologie del sistema nervoso centrale (es: Morbo di Parkinson), commozioni cerebrali, malattie genetiche, endocrinologiche, da apnea ostruttiva del sonno o ipersonnia collegate a disturbi psichiatrici
  • ipersonnia da sonno insufficiente: quando alterazioni croniche del ciclo sonno- veglia causate da stili di vita sregolati deprivano il soggetto del riposo necessario al suo fisico per rigenerarsi.

Quali le cause della sonnolenza eccessiva?

Le cause all’origine delle varie forme di ipersonnia non sono a oggi note, anche se le ultime ricerche depongono per un’incapacità del cervello di regolare fisiologicamente il ciclo sonno-veglia a causa di uno squilibrio dei neurotrasmettitori coinvolti nel sonno. L’ipocretina (o orexina) è il più rilevante: infatti, il 90% dei narcolettici soffre di una sua riduzione nel liquor cerebrospinale, come anche di una scarsità di neuroni ipotalamici che lo producono.

La diagnosi di ipersonnia

Al manifestarsi di sonnolenza cronica perdurante oltre i 3 mesi, correlata a episodi di catalessia e incursioni di sonno REM durante lo svolgimento di attività diurne, è bene rivolgersi al proprio medico, che potrà suggerire indagini più approfondite, volte alla ricerca dei sintomi tipici ascrivibili all’ipersonnia.

Di solito è eseguito il Test delle Latenze Multiple (Multiple Sleep Latency Test, MSLT) che monitora gli addormentamenti del soggetto durante la giornata per verificare se la latenza media di addormentamento sia inferiore agli 8 minuti e il sonno REM intervenga almeno in due occasioni. Nel caso si realizzino queste condizioni l’ipersonnia è conclamata.

Come si cura l’ipersonnia

Il trattamento della sonnolenza eccessiva considera interventi sia a livello comportamentale (per la sintomatologia più lieve) che di tipo farmacologico: nel primo caso si suggerisce di introdurre brevi sonnellini (massimo 30 minuti) durante la giornata, a cadenza regolare. Vanno mantenute sane abitudini e stili di vita che contemplino attività aerobiche (passeggiate all’aria aperta) e corretta alimentazione (poco fumo, alcol e cibi pesanti). La camera da letto non deve essere “inquinata” da fonti luminose e da apparecchiature elettroniche.

Nel caso in cui l’ipersonnia sia più problematica, la cura prevede l’assunzione di farmaci stimolanti (anfetamine) sotto stretto controllo medico, onde valutare i possibili effetti collaterali (iperattività, cefalea, calo ponderale).


Fonti:

http://www.polisonnografia.it/pdf/Neurofisiologia%20del%20Sonno%20-%20Scienze%20Infermieristiche%20-%20%20Seminario%20S.%20Giovanni%2014%20novembre%202016.pdf
Classification of Sleep Disorders
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3480567/
Disorders of excessive sleepiness: narcolepsy and hypersomnia (Manfredi RL1, Brennan RW, Cadieux RJ.)
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3332460
https://www.dovepress.com/kleine-levin-syndrome-a-review-peer-reviewed-article-NSS
Il sonno e le sue alterazioni http://www.medicalsystems.it/wp-content/uploads/2003/06/167_Il-Sonno.pdf
Methode d’evaluation de l’aptitude a la conduite chez des patients souffrant de pathologies de l’eveil
https://www.clinicaltrialsregister.eu/ctr-search/search?query=hypersomnia

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