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Pubblicato il 15 Luglio 2020 | Ultima modifica il 17 Luglio 2020

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Diarrea in estate: cause e rimedi per riequilibrare la flora batterica

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Estate, tempo di vacanze ma anche di cautela, specialmente quando si viaggia, perché una disattenzione può costare non solo la qualità del viaggio ma anche problemi di salute. Mangiare alimenti non ben conservati o bagnarsi in acque contaminate possono essere comportamenti a rischio per infezioni gastroenteriche. Se una diarrea in estate si limita a qualche scarica in assenza di altri sintomi può risolversi senza particolari interventi nel giro di qualche giorno, diversa è la situazione nella quale alla diarrea si aggiungono manifestazioni che possono essere spia di infezioni batteriche.

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Diarrea in estate: quali sono le cause

  • Il caldo: il rischio di diarrea in estate aumenta rispetto alle stagioni più fresche. Il primo e più importante fattore alla base di questo fenomeno è rappresentato dalla temperatura. Il caldo favorisce le contaminazioni alimentari perché promuove la proliferazione dei microorganismi, specialmente quando il cibo non è conservato con gli opportuni criteri igienici.
  • Microbi: il quadro più grave peggiore è quello dell’infezione batterica, provocata soprattutto da microbi quali la Salmonella, Escherichia coli e Campylobacter. A provocare le conseguenze più pericolose sono le tossine prodotte dal batterio, che possono mettere a rischio la vita stessa della persona colpita.
  • L’intossicazione alimentare: può essere contratta mangiando carne o pesce crudi e salse o dolci a base di uova crude contaminate oppure bevendo acqua infetta. Perché il contagio avviene più spesso in estate? Oltre alla temperatura, si pranza più spesso fuori e aumenta la possibilità di frequentare locali nei quali gli ingredienti non sono ben conservati.
  • La presenza nelle acque marine di elevate concentrazioni di colibatteri, anch’essa promossa dalle temperature calde del periodo estivo, può determinare l’infezione durante il bagno.

La diarrea dovuta a batteri è accompagnata da nausea e vomito.

Attraverso gli stessi meccanismi si verifica la trasmissione della gastroenterite virale durante l’estate.

  • Stimoli fisici: esistono forme di sensibilizzazione dell’apparato digerente che non sono dovute ad agenti microbici, ma a stimoli fisici. È il caso della temperatura: l’ingestione di cibi tipici della stagione estiva, come i gelati e le bibite fredde, provoca un’alterazione della motilità intestinale che può scatenare la diarrea. Lo stesso accade a causa dell’esposizione all’aria condizionata, quando questa non è adeguatamente modulata.

Anche la frutta caratteristica dell’estate, come le ciliegie e le prugne, può irritare l’intestino. L’effetto osmotico che produce transitando nel canale digestivo richiama acqua localmente, provocando le scariche.

La diarrea del viaggiatore

Con l’espressione diarrea del viaggiatore si definisce una enterite o gastroenterite che colpisce chi soggiorna in Paesi in cui le condizioni igienico-sanitarie sono precarie e cibo e acqua sono soggetti a contaminazioni microbiche. Questo rischio interessa prevalentemente in continente africano ed alcune zone del Medio Oriente e del Sud-Est asiatico.

I microorganismi coinvolti sono principalmente batteri (Escherichia coli e Stafilococchi), virus e protozoi. I sintomi sono quelli della gastroenterite acuta e comprendono la diarrea.

Visitando i Paesi a rischio, occorre osservare alcune regole comportamentali, fra cui quella di lavarsi bene le mani con acqua corrente quando possibile, disinfettare gli alimenti con appositi presidi igienico-sanitari e bere acqua solo da bottiglie sigillate (non bere acqua corrente).

Inoltre, è bene rivolgersi ad un medico nel caso in cui la diarrea non migliori (o addirittura peggiori) nel giro di un paio di giorni o compaiano sintomi aggiuntivi quali la presenza di sangue nelle feci e febbre elevata.

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Diarrea in estate: riequilibrare la flora batterica intestinale

Quando la diarrea estiva è lieve o moderata (possiamo definirla così se le scariche sono 2-3 al giorno) e non sono presenti sintomi aggiuntivi, spesso l’unica cosa da fare è aspettare che passi.

Naturalmente, nel frattempo, la corretta idratazione è fondamentale per proteggere l’equilibrio idrosalino. Una dieta leggera e priva di alimenti ricchi di fibre (come la frutta e la verdura) previene ulteriori irritazioni della mucosa intestinale.

Per riequilibrare la flora batterica intestinale alterata dall’aggressione microbica, può essere utile assumere integratori alimentari che contengano più ceppi di probiotici, in grado di colonizzare l’intestino e modulare il microbiota inibendo la crescita dei patogeni.

Se, invece, le scariche sono numerose e lasciano il soggetto prostrato e sono presenti sintomi aggiuntivi quali sanguinamento intestinale, febbre e vomito può trattarsi di un’infezione batterica. In questi casi, il medico può ricorrere ai disinfettanti intestinali o agli antibiotici.

L’assunzione di farmaci antidiarroici, largamente diffusa in presenza di sintomi quali la diarrea anche estiva, non è sempre indicata e comunque deve essere decisa sulla base di un bilancio fra i vantaggi e gli svantaggi che questi medicinali comportano. Gli antidiarroici agiscono bloccando la peristalsi intestinale e, quindi, non permettono l’eliminazione dell’agente patogeno attraverso le scariche. Questo può dilatare i tempi di risoluzione dell’infezione.

Durante un episodio di diarrea estiva è consigliabile rinunciare a tutte le sostanze che possono favorire l’irritazione della mucosa intestinale, come la caffeina e la teobromina: niente caffè né cioccolato per qualche giorno, dunque. Attenzione anche al lattosio perché la diarrea può produrre intolleranza secondaria.

Anche ingerire cibi ricchi di amidi aiuta a combattere fermentazioni intestinali e diarree. Patate e riso migliorano la sintomatologia della diarrea estiva, perché sono facilmente digeribili e non appesantiscono stomaco e intestino già provati dall’infezione.

Falsi miti da sfatare sulla diarrea estiva

Sui presunti rimedi naturali per il trattamento della diarrea estiva si sono scritti fiumi di inchiostro. In realtà, molte delle informazioni che hanno goduto di buona credibilità per anni non sono scientificamente dimostrate.

Uno degli alimenti ritenuti, a torto, dotati di proprietà astringenti è il succo di limone. In realtà, l’acido ascorbico in esso contenuto attiva la peristalsi intestinale, anziché sedarla.

In generale, durante gli episodi di gastroenterite non occorre osservare particolari limitazioni alimentari, se non quella di evitare di sottoporre l’apparato digerente a ulteriori sollecitazioni.

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