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Pubblicato il 25 Maggio 2020 | Ultima modifica il 17 Giugno 2020

Salute degli Occhi

Intestino e occhi sono collegati? Ecco cosa può svelarci il microbiota

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Negli ultimi anni lo studio del microbiota intestinale, ossia dell’insieme dei microorganismi che popolano il nostro intestino, è divenuto centrale per la comprensione e la cura di numerose malattie.

La comunità scientifica si è interrogata su vari temi correlati a questo argomento. Uno di questi punti riguarda i meccanismi con cui l’equilibrio nella composizione della flora batterica può influenzare la salute mentale. Questo aspetto ha aperto nuove prospettive nel campo della cura di alcune patologie psichiatriche, oltre ad avere chiarito molti aspetti oscuri di disturbi estremamente diffusi come la Sindrome del Colon Irritabile.

Oggi l’attenzione si è spostata verso il benessere degli occhi, e verso disturbi che potrebbero dipendere da un’alterazione del rivestimento dell’occhio, a sua volta dovuta alla modificazione del mix microbico intestinale.

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Intestino e occhi: quale relazione?

Intestino e occhi sembrano essere molto più connessi di quanto si potrebbe pensare. Comprendere i meccanismi alla base del cosiddetto asse occhio-intestino potrebbe aiutare a sviluppare nuove terapie per i disturbi oculari.

Studiare le manifestazioni collaterali presenti nei pazienti affetti dalle malattie dell’intestino può aiutare a comprendere i meccanismi alla base della correlazione. L’esistenza di un legame fra intestino e occhi sembra, infatti, essere confermata anche dal fatto che molti individui che soffrono di colon irritabile hanno spesso anche problemi di irritazione oculare.

La conclusione è che alla base di alcune malattie infiammatorie dell’occhio sembrano esserci le disbiosi intestinali, ossia alterazioni più o meno marcate del microbiota.

Lo studio che legittima tutte queste considerazioni è stato effettuato alla University of Miami dall’equipe di Kara M. Cavuoto. La ricerca, pubblicata lo scorso anno sulla rivista scientifica The Ocular Surface, ha confermato la presenza di un microbiota oculare, la cui composizione dipende da diversi fattori esterni.

La flora batterica oculare riflette una forte eterogeneità nella sua composizione, che comprenderebbe più di 200 diverse specie di microorganismi.

Benessere degli occhi e nutraceutica

Il tema del benessere degli occhi è stato ampiamente trattato nel corso del VI Congresso su Nutraceutica ed Occhio, svoltosi a Roma con il patrocinio della Società Italiana di Nutraceutica (SiNut) lo scorso ottobre.

Lo sviluppo di nuovi filoni di ricerca nel settore oculistico ha permesso di rivedere i meccanismi patogenetici di numerose malattie dell’occhio. Fra queste il glaucoma, la cui reale eziologia è ancora dibattuta, ma per la quale sono attualmente accettate sia la teoria di una genesi infiammatoria che quella di un’origine neurodegenerativa. Certamente, lo stress ossidativo sembra avere un impatto forte sulla sua insorgenza e progressione.

Uno dei temi al centro del dibattito intorno al benessere degli occhi è proprio la possibilità di contrastare le degenerazioni innescate dallo stress ossidativo nei tessuti oculari anche attraverso la somministrazione di nutraceutici, prodotti sempre più utilizzati nella prevenzione e nel trattamento delle patologie dell’occhio. I nutraceutici sono definiti come cibi che forniscono benefici in termini di salute, inclusa la prevenzione e il trattamento delle malattie, e comprendono gli integratori alimentari, i botanicals e gli alimenti funzionali.

Le manifestazioni oculari nelle malattie infiammatorie intestinali

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) sono un gruppo di patologie croniche dell’intestino accomunate da un andamento progressivo e dalla genesi, che, secondo le ipotesi più accreditate, è autoimmune. Malattia di Crohn e colite ulcerosa sono due esempi di MICI.

Le manifestazioni oculari di queste patologie, che evidenziano la correlazione fra intestino e occhi, sono presenti nel 6-30% dei pazienti e sono classificabili in due categorie:

  • complicanze primarie: comprendono manifestazioni infiammatorie a carico di diverse strutture anatomiche dell’occhio. Si può trattare di uveite (infiammazione della tunica media dell’occhio), sclerite (infiammazione della sclera, la parte bianca dell’occhio), vitreite (infiammazione del corpo vitreo, il liquido che riempie la camera anteriore dell’occhio), vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni che decorrono nell’occhio), neurite ottica (infiammazione del nervo ottico) o blefarite (infiammazione della palpebra)
  • complicanze secondarie: sono costituite da patologie quali la cataratta (malattia causata dall’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio), il glaucoma (dovuto all’aumento eccessivo della pressione interna del globo oculare a causa dell’accumulo di umor acqueo), la scleromalacia (complicazione della sclerite) e la sindrome dell’occhio secco.benessere-occhi

La correlazione fra microbiota e benessere degli occhi

Una fra le problematiche considerate in questo ambito, già citata nei paragrafi precedenti, è la sindrome dell’occhio secco. L’assunzione di antibiotici sembra determinare uno squilibrio nella composizione del microbiota intestinale, responsabile della riduzione del numero di colonie di Clostridium a favore di altri batteri. Questo fenomeno, nel modello murino, porta a un peggioramento della secchezza dell’occhio.

La sindrome dell’occhio secco non deve essere confusa con la secchezza oculare, che può manifestarsi sporadicamente o per periodi più lunghi, a causa della prolungata esposizione alla luce solare o dell’utilizzo dei dispositivi elettronici. In questi casi, se l’oculista esclude la presenza di specifiche patologie, è possibile ricorrere all’uso di gocce oculari ad azione decongestionante. Sintomi quali irritazioni, bruciori e arrossamenti possono trarre giovamento dall’applicazione topica di prodotti idratanti.

L’occhio può subire l’aggressione da parte di elementi fisici quali le lenti a contatto, la cui applicazione determina un’alterazione nella sua composizione. Questo espone il soggetto a un maggiore rischio di infezione.

La composizione del microbiota intestinale influenza la salute dell’occhio secondo molteplici meccanismi. Fra questi, occorre considerare il ruolo di difesa che questo esercita nei confronti della proliferazione dei microorganismi patogeni. Se l’attività del microbiota perde efficacia, è possibile che si creino spazi di azione per patogeni di vario tipo.

Intestino e occhi: nuovi orizzonti della terapia

Stando a queste osservazioni, in futuro il microbiota di intestino e occhi potrebbe diventare bersaglio di terapie innovative per le malattie infiammatorie di questi due organi. Il benessere degli occhi potrà forse essere raggiunto anche attraverso la modulazione della dieta, l’assunzione di probiotici ed il trapianto di microbiota fecale.

Un ulteriore strumento di intervento, attualmente oggetto di sperimentazione, potrebbe essere rappresentato dall’instillazione di probiotici (fra cui il Lactobacillus acidophilus), che sembrano determinare un miglioramento del quadro clinico nella cheratocongiuntivite.

Fra le molecole che potrebbero avere un ruolo nella protezione dallo stress ossidativo, particolarmente impattante, soprattutto nel caso di patologie come il glaucoma, anche il Coenzima Q10. L’ubichinone, questo il suo nome chimico, è una sostanza riducente, che contribuisce alla neutralizzazione dei radicali liberi nei tessuti e che potrebbe per questo sostenere la prevenzione nelle malattie oculari con una componente degenerativa.

Fonti

Relationship between the microbiome and ocular health – K.M. Cavuoto et al – The Ocular Surface, 2019
Impact of microbiome on ocular health – A. Kugadas et al – The ocular Surface, 2016

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