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Ipoacusia improvvisa: come avviene? 

Anche nota come sordità improvvisa, l’ipoacusia improvvisa è un disturbo che arriva a completezza in un intervallo di tempo non superiore alle 12 ore ed è rappresentato da una perdita significativa della funzione uditiva (almeno 30 decibel su 3 frequenze contigue). 

L’ipoacusia improvvisa riguarda generalmente un solo orecchio.

Questa patologia costituisce un focus di grande interesse per la ricerca scientifica, per il vasto numero di disturbi a cui è correlata e per le possibili e potenzialmente penalizzanti conseguenze che può causare. 

Ipoacusia, riconoscere la perdita improvvisa dell’udito

L’ipoacusia improvvisa ha un’incidenza superiore nei maschi, in particolare nella popolazione fra i 40 ai 55 anni; colpisce circa una persona su 5.000.

Le cause traumatiche

Questo disturbo può comparire a seguito di un trauma cranico che ha danneggiato le strutture anatomiche dell’orecchio interno, causando una commozione cerebrale o, nei casi più gravi, una frattura cranica. Fra le cause traumatiche troviamo anche gli sforzi fisici estremi; tipico, anche se raro, l’esempio del sollevatore di pesi. 

Il trauma è provocato da una variazione improvvisa della pressione (barotrauma) che può essere associato a un’immersione subacquea, oppure a uno sbalzo anomalo della pressione arteriosa. 

Le cause infettive

La perdita improvvisa dell’udito può rappresentare la conseguenza di infezioni che hanno aggredito il nervo acustico. Si tratta sia di fenomeni virali, come la mononucleosi o l’infezione da Herpes simplex, che batterici, come alcune forme di meningite

Le malattie di base

L’ipoacusia improvvisa può anche essere l’esito di una malattia metabolica cronica. Il diabete, per esempio, se non adeguatamente controllato, può danneggiare seriamente il tessuto della coclea, una componente dell’orecchio interno, e provocare sordità improvvisa. 

Si può verificare un coinvolgimento di fenomeni autoimmuni, nei quali il sistema immunitario attacca le strutture dell’orecchio interno. Ne sono un esempio le vasculiti, patologie che interessano i vasi sanguigni e possono manifestarsi a livello dei capillari dell’orecchio.

Alla base di questo sintomo possono esserci patologie specifiche del sistema nervoso centrale: tumori dell’orecchio (in particolare il neurinoma del nervo acustico), sclerosi multipla e sindrome di Ménière.

L’ipoacusia improvvisa può essere il risultato di una trombosi che occlude i piccoli vasi sanguigni presenti in questa area.

Le cause iatrogene

È importante ricordare che molti farmaci possono esprimere reazioni avverse a livello dell’orecchio, un fenomeno definito effetto ototossico. L’ipoacusia improvvisa può essere correlata all’assunzione di medicinali oncologici, di alcuni antibiotici (specialmente gli aminoglicosidi) e di diuretici. Va anche precisato che la maggior parte delle segnalazioni relative a questi effetti collaterali è causata da errori nel dosaggio.

L’ipoacusia improvvisa idiopatica

Vale anche la pena segnalare che un numero rilevante di casi rientra nella categoria delle forme idiopatiche, ossia non associabili a una causa specifica. Spesso questi eventi vengono attribuiti a situazioni di particolare stress. Un’osservazione che potrebbe non essere del tutto infondata: la tensione continua e i periodi di fatica intensa, infatti, sottopongono l’organismo a un duro lavoro, che può sfociare nella produzione di sostanze (note come radicali liberi) nocive per le cellule. Lo stress ossidativo avrebbe, secondo alcuni studi, un ruolo nell’insorgenza di questo disturbo.

Alcuni studi sembrerebbero tuttavia mostrare che molti dei casi diagnosticati come idiopatici, siano in realtà dovuti a forme virali. I patogeni coinvolti nella genesi dell’ipoacusia improvvisa sono così numerosi da rendere impossibile, o comunque economicamente molto onerosa, la ricerca approfondita della causa.

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I sintomi più frequenti dell’ipoacusia improvvisa

La riduzione dell’udito, che rappresenta il sintomo più importante di questa condizione, può comparire da subito nella sua completezza, oppure evolvere gradualmente in un arco di tempo limitato (entro 12 ore). A meno che non si tratti della conseguenza di un trauma o di un evento tromboembolico, l’ipoacusia improvvisa insorge prevalentemente al risveglio.

Il grado di ipoacusia è l’unico elemento predittivo della prognosi della malattia: un’intensità più pronunciata è solitamente correlabile a minori possibilità di recupero.

La riduzione dell’udito viene di frequente spesso preceduta dal tinnito, ovvero ossia dalla percezione di un ronzio non associato a uno stimolo uditivo reale, oppure da una percezione ovattata dei suoni.

Possono essere presenti anche vertigine, eccessiva sensibilità ai suoni, percezione di eco fastidiosa. La vertigine si manifesta nel 40% dei casi, quasi sempre monolaterale.

In tutti i casi la riduzione dell’udito è sempre meritevole di approfondimento in sede medica. La precocità della diagnosi è determinante per la risoluzione del problema, quando possibile. 

Rimedi all’ipoacusia improvvisa: come trattarla

La comparsa dell’ipoacusia improvvisa richiede la consulenza dell’otorinolaringoiatra, che esamina il quadro generale del paziente per poi procedere alla prescrizione di procedure diagnostiche quali audiogramma, risonanza magnetica, TC o esami di laboratorio (per confermare o escludere la presenza di un’infezione).

L’audiogramma, in particolare, viene eseguito sempre, a meno che non si tratti di un’infezione conclamata o di un trauma cranico. Il paziente viene sottoposto a TC quando si sospetta un’anomalia ossea, anche congenita. 

Gli esami eseguiti in sede diagnostica sono importanti anche in fase di monitoraggio del disturbo.

I rimedi per l’ipoacusia improvvisa, così come la prognosi, dipendono dalla causa alla base. Si stima che il recupero totale della funzione uditiva si realizzi nel 25% dei casi (generalmente entro 10-15 giorni) e che il 50% dei pazienti vada incontro a una ripresa parziale; per il restante 25% la perdita di udito è invece definitiva.

Nel caso di un tumore del nervo acustico il trattamento è chirurgico. Se al paziente viene diagnosticata una lesione delle membrane timpaniche gli viene prescritto un periodo di riposo a letto.

Malgrado sia diffusa l’abitudine di trattare alcune forme di ipoacusia improvvisa con farmaci cortisonici, molti studi (fra cui una review della Cochrane Collaboration) sottolineano la mancanza di evidenze scientifiche a riguardo.

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