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Cambio di stagione: quanto dura e come affrontarlo?

Sonno eccessivo, difficoltà a svegliarsi al mattino, mancanza di concentrazione, stanchezza, spossatezza generalizzata, sistema immunitario indebolito: sono questi alcuni dei sintomi del cambio di stagione che si manifestano durante il passaggio dall’estate all’autunno. Se per alcuni questo disagio dura pochi giorni, per altri invece può protrarsi per parecchio tempo. La buona notizia è che i malesseri legati al cambio stagionale invernale sono passeggeri: basterà concedere del tempo al corpo di riabituarsi al nuovo ritmo circadiano. Ma ci sono delle strategie da adottare per velocizzare questo processo e sentirsi in forma?

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Cambio di stagione: i disagi che porta al nostro organismo

Sincronizzarsi con i nuovi ritmi dell’ambiente esterno è per il nostro corpo un’operazione faticosa, che va affrontata con le mosse giuste. Con il passaggio dalle temperature più calde dell’estate a quelle più fredde dell’autunno, è frequente per molti avvertire una sensazione di sonnolenza e stanchezza diffusa. Clinicamente, tale condizione si definisce con il termine di astenia (dal greco astheneia, mancanza di forze) e colpisce in media 2 persone 10. Il cambio di stagionale invernale coincide con un’importante variazione delle condizioni ambientali, caratterizzata da un calo di temperature e da un sensibile accorciamento delle ore di luce. Questa fase può rappresentare un momento critico sia per il sistema immunitario che per il benessere psico-fisico. 

I sintomi più comuni causati dal cambio di stagione sono sonnolenza, eccessivo bisogno di dormire, spossatezza generalizzata, astenia. Le donne sono più soggette rispetto agli uomini a questi disturbi, così come gli anziani rispetto ai giovani. In generale la categoria più a rischio è quella di chi soffre di alterazioni del tono dell’umore, del ciclo sonno-veglia: per questi soggetti il cambio stagionale può acutizzare alcuni disturbi preesistenti, fungendo da “stressors” o amplificatori di altri agenti stressanti. Non di meno, le persone che hanno uno stile di vita particolarmente trascurato, disordinato, stressante e irregolare potrebbero risentirne maggiormente.

Cambi stagionali, una faccenda “preistorica”

Alcuni studi hanno messo in evidenza che in molte specie animali le attività fisiologiche dell’organismo diminuiscono durante i mesi invernali in risposta alla riduzione della disponibilità di cibo e della luce solare (soprattutto per gli animali diurni) e alla difficoltà di sopravvivere al freddo. Il letargo è un esempio estremo, ma anche le specie che non entrano in questo stato presentano spesso cambiamenti del comportamento durante la stagione fredda. Presumibilmente, nel corso della preistoria umana, in inverno la disponibilità di cibo era molto bassa e questa tendenza ‘ancestrale’ a ridurre il tono dell’umore potrebbe economizzare il dispendio calorico. 

Ci sono varie teorie che spiegano l’insorgenza del dei sintomi che insorgono durante il cambio di stagione: una è che questa fase di passaggio sia correlata ad un abbassamento dei livelli della serotonina, l’ormone del benessere. Un’altra teoria correla l’insorgenza dei sintomi tipici del passaggio da una stagione all’altra ad un innalzamento dei livelli di melatonina (ormone del “sonno”) prodotta dalla ghiandola pineale anche in risposta alla captazione della luce solare da parte della retina. Alti livelli di melatonina determinano una condizione di sonnolenza, apatia e debolezza. A tutto ciò, si aggiunge anche il fattore “soggettivo” dipendente da condizioni psicologiche e altre condizioni ormonali.

Non da meno, durante il cambio stagionale anche il nostro sistema immunitario si trova ad affrontare una fase critica: le difese immunitarie possono risultare indebolite dalle basse temperature e dai fattori di stress che ne conseguono e di cui abbiamo già parlato. Una scarsa efficacia del sistema immunitario rende l’organismo più vulnerabile all’aggressioni di agenti patogeni, come batteri e virus influenzali stagionali. 

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Cambio di stagione: cosa prendere per affrontarlo al meglio

La prima regola per combattere i sintomi tipici del cambio di stagione è quella di seguire abitudini corrette e una dieta sana. 

La stanchezza che si avverte in questa fase non è causata da troppe energie, ma dello scarso movimento: in tal modo il tono muscolare si riduce a causa della mancanza di allenamento. L’esercizio fisico migliora lo stato energetico e quello della muscolatura, induce la produzione di endorfine, migliora l’irrorazione sanguigna anche a livello del cervello e ciò rende più attenti e lucidi. 

Anche a tavola possiamo trovare benefici. L’assunzione di certi alimenti può contrastare i disturbi causati dal cambio di stagione e rinforzare le difese naturali dell’organismo. Via libera, dunque, al consumo di cibi ricchi in vitamina del gruppo B, ferro, zinco, potassio e magnesio. Il latte, come anche i suoi derivati, è utile per combattere insonnia e nervosismo.

La frutta secca invece è ricca di magnesio, ideale per contrastare la stanchezza fisica e mentale e a migliorare la risposta immunitaria. L’uva, salmone, tonno e pesce azzurro per il loro elevato contenuto in vitamina D, vitamina E, zinco e Omega 3, sono un ottimo rimedio per sollevare l’umore, ridurre la stanchezza e rinforzare le difese. Il cioccolato, oltre che buono, è anche utile come antidepressivo e aiuta a ridurre lo stress. L’avena contiene zinco utile a contrastare la fatica e la perdita di energia. Il miele ha proprietà antibatteriche e favorisce la calma. Infine, le lenticchie ed in generale i legumi sono versatili e nutrienti, con elevati contenuti in ferro, potassio e fosforo.  

Sali minerali e multivitaminici: gli alleati per la nuova stagione

Cosa prendere, dunque, per affrontare il cambio di stagione al meglio? L’assunzione di integratori di sali minerali e multivitaminici può essere un valido rimedio per superare i disagi causati dal cambiamento. In commercio si trovano anche salini arricchiti con sostanze pro-energizzanti, come creatina, carnitina, beta-alanina e ferro – quest’ultimo fondamentale per l’organismo in questo momento di stress.

Una carenza di magnesio, ad esempio, può provocare stanchezza, debolezza muscolare e crampi, irritabilità e nervosismo. L’integrazione di magnesio aiuta a contrastare la stanchezza e l’affaticamento, mantenendo alti il tono muscolare e i livelli energetici, oltre a combattere cefalee e insonnia e mantenere un sistema immunitario forte e performante.

Lo zinco contrasta l’invecchiamento cellulare causato dai radicali liberi. Inoltre, questo elemento aumenta in modo naturale la reattività del sistema immunitario, risultando utile nel contrastare l’influenza stagionale.

Le vitamine

Tra le vitamine da assumere ci sono quelle del gruppo B, efficaci a rafforzare le difese del nostro organismo, a stimolare le attività dei neurotrasmettitori, rinforzare la muscolatura, a limitare stress, ansia e depressione.

L’integrazione di vitamina C è indicata per rafforzare il sistema immunitario, per limitare il raffreddore, tosse e mal di gola, anche per ridurne le recidive.

La vitamina E è un antiossidante che contrasta l’invecchiamento cellulare, limita l’azione dei radicali liberi, rende pelle e capelli più sani e stimola la risposta del sistema immunitario.

La vitamina D è essenziale per il benessere delle ossa, per la riduzione della stanchezza e per l’equilibrio mentale. L’organismo produce vitamina D con l’esposizione solare, ecco perché in inverno, quando la produzione si riduce, è importante integrarla nella dieta.

Un prezioso aiuto per superare i sintomi del cambio di stagione è l’assunzione dei probiotici: microorganismi in grado di riequilibrare la flora intestinale e a mantenere integra la barriera che impedisce a microbi e agenti patogeni di infettare e colonizzare l’organismo. 

Altri ancora sono i rimedi per affrontare e superare il cambio di stagione come ad esempio, l’assunzione della spirulina, utilizzata per stimolare il sistema immunitario e per integrare vitamine A, B, C, E, ferro, calcio, magnesio e potassio. Ricca di antiossidanti, la spirulina è anche un ottimo anti-age. 

Anche il consumo di radice di Ginseng, nota per le sue proprietà ricostituenti ed energizzanti, può aiutare l’organismo a fronteggiare periodi di affaticamento fisico e a migliorare le difese immunitarie

Il succo di aloe vera – ricostituente e rimineralizzante, ricco in vitamina A, gruppo B, C, E, magnesio, rame, zinco e selenio, enzimi, aminoacidi – è un altro eccellente rimedio per contrastare i disagi del cambio di stagione e stimolare il sistema immunitario.

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