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Post influenza e Coronavirus: gli effetti, le differenze e la cura

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Anche quest’inverno l’influenza è tornata puntuale: fra picchi febbrili e sintomi da raffreddamento, ingaggiamo lotte disperate per non perdere neppure un appuntamento in agenda. Con il risultato che spesso non è la malattia a fermarci, ma il post malattia.

Quest’anno, poi, le cose si sono complicate. L’inverno 2019-2020 ha un protagonista aggiuntivo, piccolo ma dirompente. Rispetto al tradizionale virus influenzale, un nuovo patogeno si è prepotentemente inserito a livello ormai mondiale. Anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha finora decretato la pandemia, il patogeno è ormai arrivato in tutti i continenti.

Si tratta del famigerato Covid-19, che condivide con la classica influenza stagionale molti dei sintomi e, in qualche caso, anche la prognosi. Febbre, tosse, mal di gola sono manifestazioni comuni ad entrambi, così come una delle complicanze, la polmonite.

Molte analogie, ma sostanziali differenze, a cominciare dalla tassonomia. I due patogeni appartengono a famiglie virali differenti: quello responsabile dell’influenza è un Orthomyxovirus, mentre la new entry è, come noto, un Coronavirus. Hanno, inoltre, diversi indici di contagiosità e letalità.

Proprio perché la comunità scientifica è ancora alla ricerca di informazioni più precise sul nuovo virus arrivato dall’Oriente, è necessario rafforzare le nostre difese. Insomma, puntare sulla prevenzione è certamente una strategia vincente. Non solo tutele personali, ma anche il rafforzamento del concetto di salute pubblica e di One Health, ossia salute integrata. L’umanità può stare bene solo se la qualità dell’ambiente ed il benessere degli animali sono protetti.

Rispettiamo le misure di distanza sociale raccomandate dagli scienziati e approfittiamo dell’occasione per adottare abitudini che ci servono come forma di prevenzione per qualsiasi tipo di infezione. Laviamoci le mani spesso e correttamente, ossia con acqua calda corrente e detergente liquido, come ricorda l’OMS. Ricordiamoci di tossire e starnutire nella piega del gomito se non abbiamo un fazzoletto a disposizione. Se ce l’abbiamo, gettiamolo subito dopo l’uso.

Osserviamo il giusto periodo di convalescenza: recarsi nei luoghi di lavoro, soprattutto se affollati, con febbre e sintomi di raffreddamento, non aumenta la produttività generale. Anzi, potrebbe contagiare persone indebolite dal punto di vista immunitario o malati cronici, recando gravi danni sia sotto il profilo personale che aziendale. Dunque, avvantaggiamoci dello smart working, laddove compatibile con la nostra professione.

Dal punto di vista dell’influenza la stagione invernale 2019-2020 è partita in sordina. La vera circolazione a pieno ritmo del virus ha avuto inizio con il 2020. Analoga la situazione sul fronte delle sindromi para-influenzali, caratterizzate da sintomi respiratori (tosse, raffreddore) oppure gastroenterici (vomito e dissenteria). Queste patologie virali, che si protraggono due-tre giorni e nella maggiorparte dei casi non richiedono terapie particolari oltre a quella di supporto, hanno attraversato una fase diffusiva intensa nelle prime settimane dell’anno nuovo, raggiungendo un picco intorno alla quinta settimana.

Complessivamente, questa stagione è classificata a media intensità.

All’ottava settimana del 2020 (fine febbraio), il numero dei casi totali stimati dall’inizio della stagione ha ormai superato i 6 milioni.

Sono stati segnalati 164 casi gravi di influenza, nell’82% dei quali era presente almeno una condizione fra quelle considerate a rischio. Anche quest’anno sono fondamentali le cure ricostituenti post-influenza, per accelerare la ripresa e prevenire le recidive.

Spesso ci concentriamo sui sintomi influenzali senza preoccuparci del post influenza che a volte deve essere considerato come una vera malattia.

Con l’arrivo della stagione fredda tutto il nostro organismo, ma soprattutto le prime vie respiratorie, sono minacciate da batteri e virus che possono provocare l’influenza.
La sintomatologia sarà varia a seconda del tratto colpito e dell’organo colpito, con reazioni febbrili più o meno importanti.

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Influenza: sintomi e decorso

 I sintomi influenzali possono dunque essere:

  • raffreddore
  • mal di gola
  • tosse
  • otiti
  • dolori muscolari
  • disturbi intestinali
  • febbre

Anche il decorso dell’influenza può variare, così in qualcuno si risolve velocemente in altri è più lento e spesso la guarigione non è ben definita. Chi stabilisce che siamo guariti?

Il periodo post influenzale

Solitamente ci si ritiene “rimessi” solo perché si è abbassata la febbre ed è sparita la tosse, ma di fatto il nostro organismo non è ancora ritornato al suo stato di salute.
È per questo che il periodo post influenzale spesso è caratterizzato da stanchezza, spossatezza, debolezza generale.
Si tratta di un periodo di riassestamento in cui l’organismo deve ripristinare la sua condizione di piena salute.
Da considerare anche che il più delle volte si ricorre a farmaci antipiretici, antinfiammatori ed antibiotici che possono alterare l’assorbimento intestinale di micronutrienti, peggiorando così ulteriormente le nostre condizioni.
Nasce dunque la necessità di fare una cura ricostituente per ritornare in forma al meglio e più velocemente possibile.

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Integratori e vitamine per il post influenza

Mentre per quanto riguarda la fase della malattia siamo generalmente molto attenti a seguire le prescrizioni del medico ed i consigli del farmacista, non sembra essere così durante il periodo di post influenza, la convalescenza. Se difficilmente ci separiamo dalle caramelle balsamiche all’eucalipto che danno sollievo alla nostra gola infiammata, una volta scesa la febbre non manteniamo lo stesso livello di attenzione.

La convalescenza è parte della malattia, è la sua coda. Trascurare le cure pensando che siano ininfluenti è rischioso, perché potrebbe estendere il periodo necessario alla ripresa o, ancora peggio, esporci al rischio di recidive.

Ecco allora che possiamo aiutarci con una buona integrazione di minerali e vitamine che hanno funzioni specifiche. Le più indicate in queste circostanze sono:

  • Vitamina B3 (Niacina) che è essenziale nella produzione di energia.
  • Vitamina B5 o acido pantotenico è utilizzato nella sintesi di composti che hanno un ruolo critico nella produzione di energia.
  • Vitamina B6 (Piridossina) utile per mantenere una buona funzione immunitaria, spesso compromessa nel post influenza a causa di una debilitazione fisica magari indotta anche da utilizzo di farmaci. È stato dimostrato che una carenza di vitamina B6 diminuisce il numero e la qualità degli anticorpi prodotti. È facile intuire come un buon integratore di vitamine B possa sostenere il nostro organismo nella fase critica della convalescenza.
  • Vitamina C influisce sulle difese immunitarie stimolando la funzione e l’attività dei globuli bianchi, aumenta la capacità antivirale dell’organismo, ottimizza la risposta degli anticorpi. Prodotti che uniscano l’effetto riequilibrante sul microbiota intestinale (per esempio grazie alla presenza di probiotici) a quello stimolante del sistema immunitario della vitamina C possono contribuire ad accelerare la convalescenza dall’influenza.

Influenza: i sali minerali per tornare in forma

Ruolo importante rivestono anche i sali minerali come:

  • Magnesio. Molto importante per le sue molteplici proprietà, svolge un ruolo critico nella produzione di energia e nel mantenimento dell’equilibrio idrosalino.
  • Il Potassio è un elettrolita molto importante nella attivazione di enzimi connessi con il metabolismo energetico, una sua carenza può proprio essere causa di stanchezza.
  • Il Ferro è un oligoelemento molto importante che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e nella riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
  • In caso di sensazione di affaticamento particolare si possono trovare prodotti che, in associazione con minerali e vitamine contengono carnitina, un aminoacido che potenzia le capacità energetiche.

Ripartire in forma e con la giusta energia è importante. Bisogna ricordare che finita la malattia inizia la convalescenza, periodo in cui è bene assumere integratori specifici che, con i giusti componenti, possano facilitare la ripresa e ridurre il rischio di ricadute. Per questa ragione, in caso di debolezza prolungata, è possibile ricorrere a prodotti multivitaminici e multiminerali, che reintegrano gli elementi fondamentali per una buona ripresa. Meglio scegliere integratori specifici, formulati per bambini o per adulti in base alla fascia di età.

Fonti
https://www.epicentro.iss.it/influenza/flunews

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